25/12/2025
𝑳𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒊𝒂 “𝒑𝒓𝒆𝒔𝒄𝒓𝒊𝒕𝒕𝒂”
Le festività sono spesso raccontate come un tempo di gioia, vicinanza e condivisione. Ma non per tutti è così.
C'è chi sta affrontando un lutto, chi una separazione, chi una malattia o chi, semplicemente, si trova solo non per scelta.
E mentre il mondo sembra correre verso la convivialità e l'euforia collettiva, per molte persone, in queste giornate, la solitudine e la sofferenza pesano di più, proprio in ragione del fatto che le festività agiscono come un amplificatore emotivo.
Se c'è una mancanza si sente il doppio, se c'è una ferita brucia di più, se c'è un dolore affiora in superficie. E di fronte alla richiesta sociale di essere felici e grati, la "gioia, spesso, forzata" che ci circonda può farci sentire profondamente sbagliati o inadeguati con la sensazione che il proprio sentire non trovi cittadinanza nel mondo circostante.
Ma non c’è nulla di sbagliato in questo sentire. La tristezza è la risposta al proprio vissuto, concediamoci il permesso di riconoscere le nostre emozioni senza giudizio, non sentiamoci in obbligo di confrontare la nostra vita con quella degli altri, cerchiamo piccoli spazi di significato. Non è obbligatorio sorridere, partecipare, “stare bene” a tutti i costi. Proteggiamo la nostra energia che è un atto di cura nei nostri confronti.
Non c’è un modo giusto di vivere le festività. C’è solo ciò che siamo in questo momento. E forse l’unica cosa davvero importante è non forzarci, non giudicarci, non pretendere di stare “meglio”.
Se le emozioni sono più forti, proviamo a fare una cosa semplice ma preziosa: stare con ciò che c’è, con gentilezza, anche se non siamo “come si dovrebbe”.
Le feste passano e il prendersi cura di sé, può iniziare proprio da qui.
Un abbraccio a chi si sente solo, a chi sta attraversando il buio in mezzo a tante luci, a chi ha il cuore spezzato, ai dolori taciuti,
Con gentilezza e gratitudine
Ada
👉 Qual è il piccolo gesto di gentilezza che farai per te stesso in questi giorni?
Immagine creata con Canva AI
Chi sono testo descrittivo su chi è la psicologa Antonelli Ada con link alla “chi sono”