Verità per Sara Pedri

Verità per Sara Pedri Sara, ginecologa di appena 31 anni dell'ospedale di Trento è scomparsa il 4 marzo del 2021.

Oggi sono usciti due articoli. Apparentemente parlano di cose diverse, ma in realtà raccontano la stessa storia.🔴Le rice...
17/02/2026

Oggi sono usciti due articoli. Apparentemente parlano di cose diverse, ma in realtà raccontano la stessa storia.

🔴Le ricerche di Sara
Il primo articolo è pubblicato da Il Resto del Carlino di Forli e riguarda le nuove ricerche di Sara Pedri:

👉 https://shorter.me/xYZke

Dopo la telefonata ricevuta dal prefetto Isabella Fusiello, è stato comunicato che entro la fine di febbraio verranno impiegate tutte le risorse e gli strumenti possibili. Le operazioni saranno condotte dal comandante Federico Fontana.

🔴La decisione sul mancato reintegro.
Il secondo articolo è pubblicato dal Corriere del Trentino e riguarda il mancato reintegro del primario Saverio Tateo, legato a una presunta incompatibilità ambientale:

👉https://shorter.me/CIJM6

Due piani diversi: uno guarda al lago, l’altro alle aule di tribunale. Ma in realtà entrambi parlano della stessa ferita.
Cercare Sara non vuol dire solo trovare un corpo o quello che ne è rimasto.
Cercare Sara vuol dire non dimenticare, non permettere che il tempo diventi silenzio.
Vuol dire riconoscere che la sua testimonianza è diventata più grande di lei, che ci ha insegnato a guardare oltre la siepe, oltre le apparenze, oltre le ingiustizie, oltre noi stessi.
Cercare Sara significa avvicinarsi al dolore degli altri, perché è anche nostro e ci unisce quando ci riconosciamo simili.
Diventiamo grandi quando smettiamo di pensare di essere soli e più coraggiosi quando, insieme, vediamo nell’altro noi stessi.
E allora la decisione sul mancato reintegro, motivata da una presunta "incompatibilità ambientale", non deve essere letta come una vittoria o una sconfitta personale.
Non sappiamo se verrà presentato ricorso, non conosciamo quali saranno i passaggi successivi, e proprio per questo è necessario restare sul piano dei fatti.
Non bisogna pensare che un’eventuale decisione giudiziaria possa “pulire” tutto ciò che è accaduto. Il piano giuridico e quello etico non sempre coincidono. I numeri, le sentenze, le carte parlano un linguaggio, mentre i valori e la coscienza ne parlano un altro.
Le ricerche nel lago e le decisioni in tribunale, sono due movimenti della stessa storia:
da una parte si scandaglia l’acqua, dall’altra si scandaglia ciò che è accaduto dentro un ambiente di lavoro e dentro le coscienze.
Impariamo ad andare oltre la notizia.
Solo così le parole prendono corpo e forma e la memoria diventa responsabilità.
Cercare Sara significa questo: non dimenticare. E non smettere di distinguere tra ciò che è legale e ciò che è giusto.

Vi aggiornerò a breve sulla data esatta della ricerca così seppur distanti possiamo essere presenti con il pensiero e muovere la giusta energia per continuare a cercarla insieme.

Un abbraccio a tutti🫂
Nostos Emanuela Pedri

Ringrazio Salvo Sottile che nel suo post parla di Sara. È importante cercare Sara, non solo perché una famiglia ha bisog...
16/02/2026

Ringrazio Salvo Sottile che nel suo post parla di Sara.
È importante cercare Sara, non solo perché una famiglia ha bisogno di seppellire il corpo di chi ama, ma perché la storia di Sara coinvolge tutti, ha a che fare con ognuno di noi...
perché la sua storia assomiglia alla storia di tanti riducendo le distanze, nel dolore comune ci fa sentire più vicini e meno soli...
perché quello che è successo a lei non debba più succedere.

Vi aggiornerò sulle ricerche appena possibile.
Intanto vi ringraziamo sempre per l'attenzione, l'affetto e il sostegno.
Un abbraccio🫂

Nostos Emanuela Pedri

Mi basterebbe ritrovare gli occhiali di Sara. O una sua scarpa o qualunque cosa, anche la più piccola che lei aveva addosso quel giorno». Sono passati quasi cinque anni dalla scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa trentunenne originaria di Forlì, di cui si sono p***e le tracce il 4 marzo del 2021 a Cles, in Val di Non. Le ricerche erano state sospese poco più di tre anni fa, nell’ottobre del 2022, sembrava non fossero più destinate a ripartire. E invece come annunciato dalla sorella, Emanuela Pedri, riprenderanno presto. Probabilmente nel mese di marzo, quello dell’anniversario. «Siamo consapevoli che sarà difficile ritrovarla ma speriamo vivamente anche solo di imbatterci in una traccia. Anche solo un indumento. Ci commuove sapere che tanti trentini hanno pensato a Sara. In molti da Trento e dintorni ci hanno scritto per dirci di non mollare e tornare a cercarla». La richiesta è stata accolta dal Commissariato del governo con l’intermediazione dell’associazione Penelope per gli scomparsi, sezione del Trentino. «È stata fondamentale – racconta Emanuela Pedri – ora occorre capire con quali strumenti e come cercarla ma sappiamo già dove».
La scomparsa
All’indomani del 4 marzo del 2021 sul ponte di Mostizzolo a pochi passi da un dirupo, nel punto in cui la Val di Non e la Val di Sole quasi si abbracciano in Trentino, i carabinieri avrebbero notato un Volkswagen T Roc con uno smartphone lasciato incustodito nell’abitacolo. Sono questi gli unici effetti personali di Sara Pedri che sono stati ritrovati. «Stando alle indagini si sarebbe buttata. Il corpo sarebbe arrivato al Lago Santa Giustina. Io credo che sia angosciante per tutti sapere che una ragazza di 31 anni potrebbe essere rimasta congelata lì sotto». Malgrado le poche speranze di ritrovarla a distanza di cinque anni, per Emanuela Pedri è inscalfibile una certezza. «Chi cerca trova comunque, o comunque smuove qualcosa. E chi smuove trova. Si muove il pensiero, in tanti hanno amato e stanno amando Sara. C’è un'energia in movimento». Dopo la scomparsa i familiari hanno agito su due piani. Da una parte la ricerca del corpo, dall’altra il desiderio di trovare giustizia. «Sono due piani distinti e credo che la seconda sia una battaglia per la collettività. Smuovere le acque per far sì che si arrivi a riconoscere il reato di mobbing. Perché questa mancanza è stata alla base di tutto». Il riferimento è al processo il primario dell’Ospedale Santa Chiara di Trento Saverio Tateo e della vice primaria Liliana Mereu assolti dalle accuse di maltrattamenti in concorso: all’Ospedale si erano costituite 21 parti civili. «Io credo che sia fondamentale ricordare che la Procura ha deciso di ricorrere in Appello. Significa che il materiale su cui i magistrati hanno lavorato era solido».
Il risarcimento per Tateo
L’Azienda sanitaria Trentina, tuttavia, dovrà risarcire Saverio Tateo con 240mila euro pari a 24 mensilità: secondo il giudice del lavoro il licenziamento successivo alla scomparsa di Sara Pedri era illegittimo. Già nel 2023 il giudice del lavoro di Trento aveva ritenuto illegittimo il provvedimento. «Ci sono state 21 parti civili che si sono ritenute offese – osserva Emanuela Pedri – qualcosa vorrà pur dire. Significa che dobbiamo andare avanti. La resistenza è tale finché c’è qualcosa che non va. E noi continueremo a resistere». La mente torna ancora ai primi giorni del marzo del 2021. «Il 3 marzo sentimmo Sara al telefono. Lei rispondeva sempre e subito, specie a quell’epoca, quando stava male per la situazione vissuta in ospedale. Quando il 4 marzo vedevamo che non rispondeva ci vennero subito i brividi».

Enea Conti Estratto Corriere

Ci sono articoli che non si condividono per commentare una notizia.Si condividono perché, se non spiegati, possono far s...
31/01/2026

Ci sono articoli che non si condividono per commentare una notizia.
Si condividono perché, se non spiegati, possono far sentire che non ci sia più possibilità.
E questo pesa soprattutto nei cuori di chi vive un disagio profondo nel proprio ambiente di lavoro e già porta con sé paura, stanchezza e sfiducia.
Questo articolo non racconta solo un risarcimento, racconta un sistema complesso, contraddittorio, difficile da comprendere fino in fondo.
Racconta silenzi, responsabilità mancate, decisioni prese troppo tardi.
E per questo sento il bisogno di fermarmi un attimo e spiegare, con calma e rispetto.

È passato del tempo dall’ultima volta che ho parlato pubblicamente del caso di Sara.
Non perché la sua assenza pesi meno, ma perché ho scelto sempre di più di parlare di lei come persona, di ciò che continua a vivere dentro di me, di ciò che mi ha lasciato e che cerco di trasformare in progetti, pensieri e futuro🍁
Ma ci sono momenti in cui tornare sui fatti è necessario, per fare chiarezza con rispetto e senza togliere speranza a chi già porta addosso un dolore grande. Per non deludere ulteriormente chi soffre.

Due cose sono successe, ed è giusto raccontarle.

La prima.
Il 23 gennaio abbiamo presentato al Prefetto di Trento, Isabella Fusiello, una richiesta formale per riattivare le ricerche di Sara nel lago di Santa Giustina.
Lo abbiamo fatto attraverso l’associazione Penelope Trentino ALTO Adige/suedtirol, grazie alla disponibilità immediata e alla sensibilità della presidente Mirella Liponi, che ringrazio di cuore a nome di tutta la nostra famiglia.
Ora siamo in attesa di una risposta.
E nell’attesa continuiamo a sperare.
Perché cercare significa non arrendersi.

La seconda.
Riguarda la notizia del risarcimento ottenuto dall’ex Primario dell’Ospedale Santa Chiara.
In molti hanno provato indignazione.
Io sento il bisogno di dire che questa notizia non ci ha fatto arrabbiare.
Non perché sia giusta, ma perché non è una sorpresa per noi.
Parallelamente al processo penale, che è ancora in corso a seguito dell’appello della Procura, si stava svolgendo una causa civile personale tra il Primario e l’Azienda Sanitaria.
Due procedimenti diversi.
Due aule diverse.
Due piani che non vanno confusi.
Il giudice del lavoro ha stabilito che il licenziamento era illegittimo.
Questo riguarda il rapporto tra un dipendente e il suo datore di lavoro.
Non riguarda il caso di Sara.
Non chiude domande.
Non cancella responsabilità.
Il processo penale va avanti, e noi continuiamo ad affidarci alla Procura.
Quello che emerge, leggendo questo articolo, è però qualcosa che va oltre le carte e le sentenze.
È la fragilità delle persone, il peso del silenzio e
il dolore che nasce quando non ci si sente ascoltati, visti, protetti.
Io non cerco risposte urlate.
Non cerco rabbia.
Cerco uno spazio di riflessione, umano e condiviso.

Nel frattempo continuiamo a cercare Sara
con pazienza, amore e con la speranza che qualcosa, prima o poi, possa emergere.

Grazie come sempre della vostra attenzione, vicinanza ed affetto.
🫂🍁❤️

Nostos Penelope Italia Odv Forlì - Il Resto del Carlino Nicodemo Gentile Gabriella Marano Cristina Luvara' Paola Pedrelli Emanuela Pedri Rosaria Tassinari

Oggi, 27 aprile, il mio calendario filosofico riporta una frase di George Santayana:“Chi non ricorda il passato è condan...
27/01/2026

Oggi, 27 aprile, il mio calendario filosofico riporta una frase di George Santayana:

“Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.”

Ho sentito il desiderio di condividerla qui, insieme a un grazie profondo a tutte le persone che continuano a seguirci e sostenerci, anche da lontano.
Dopo Sara ho dovuto lavorare molto per attraversare ed elaborare un lutto complesso. Per molto tempo ho vissuto la sua scomparsa come un abbandono, come se il dolore fosse la ripetizione di una ferita antica, ancora più grande e più difficile da sopportare.
Solo con il tempo, e con tanta fatica, ho iniziato a vedere qualcosa che prima non riuscivo a guardare: a volte l’abbandono non ha a che fare con l’amore, ma con un dolore interiore così grande da far sentire una persona sola, intrappolata, incapace di prendersi cura di sé e di vedere altre possibilità.
Questa consapevolezza non cancella il dolore, ma lo ha trasformato. Mi ha permesso di guardare la mia storia con occhi nuovi e di comprendere che alcune esperienze si ripresentano finché non siamo pronti a vederle e ad accettarle per ciò che sono.

Condivido queste parole non come un insegnamento, ma come un pezzo del mio cammino. In questi quasi cinque anni, la perdita di mia sorella mi ha donato una consapevolezza che mi ha profondamente cambiata, rendendomi, paradossalmente, più presente e più viva.

Se anche solo una persona, leggendo, si sentirà meno sola o troverà uno spazio di ascolto dentro di sé, allora questa condivisione avrà avuto senso. 🤍
Grazie a chi continua a camminare con noi.

Nostos

Un grande grazie agli amici di Sara,che ci seguite e ci accompagnate da tempo, con discrezione, rispetto e cuore.In ques...
10/01/2026

Un grande grazie agli amici di Sara,
che ci seguite e ci accompagnate da tempo, con discrezione, rispetto e cuore.

In questi cinque anni dalla sua scomparsa ho imparato molto.
Una delle lezioni più grandi che Sara continua a insegnarmi è questa: anche ciò che sembra solo dolore può diventare un’opportunità.
La scelta, ogni giorno, è nostra.
Non è stato semplice. Ho dovuto trasformare tante volte situazioni difficili, attraversare il vuoto, la perdita, il senso di fallimento che il lutto porta con sé. Ma tutto questo è stato possibile anche grazie a chi si è avvicinato a noi, a chi ha scelto di affezionarsi a Sara e di non dimenticare.
Quando le relazioni diventano sostegno,
quando l’umanità condivisa ti aiuta a trasformare il dolore, allora accade qualcosa di profondo:
cominci a vedere il visibile nell’invisibile
e, passo dopo passo, tutto inizia ad assumere un senso.
Un senso per cui vale ancora la pena vivere, credere, continuare.

Grazie per esserci. 🤍
Per Sara. Sempre.

Rita Luce Rosano, Parisi Antonia, Isabella Fabbri, Nadia Sandri, Licia Aquino, Corea Maria Francesca, Maria Rosa Emerenziani, Vanda Ravaioli, Annalisa Nespoli, Patrizia Miriello, Michela Valbonesi, Marina Fiorilli, Federica Taviani, Annalisa Bertolini, Ginevra Sforza, Paola Pedrelli, Mirtilla Selvatica, Monica Gianesini, Cristina Gasperi, Sabrina Fabbri, Cosetta Baraghini, Paolo Traversone, Barbi Chiarello, Bernarda Ghetti

Un grande grazie ai nuovi amici di Sara,e a chi ci segue e ci accompagna da tempo, con discrezione, rispetto e cuore.In ...
10/01/2026

Un grande grazie ai nuovi amici di Sara,
e a chi ci segue e ci accompagna da tempo, con discrezione, rispetto e cuore.
In questi cinque anni dalla sua scomparsa ho imparato molto.
Una delle lezioni più grandi che Sara continua a insegnarmi è questa: anche ciò che sembra solo dolore può diventare un’opportunità.
La scelta, ogni giorno, è nostra.
Non è stato semplice. Ho dovuto trasformare tante volte situazioni difficili, attraversare il vuoto, la perdita, il senso di fallimento che il lutto porta con sé. Ma tutto questo è stato possibile anche grazie a chi si è avvicinato a noi, a chi ha scelto di affezionarsi a Sara e di non dimenticare.
Quando le relazioni diventano sostegno,
quando l’umanità condivisa ti aiuta a trasformare il dolore, allora accade qualcosa di profondo:
cominci a vedere il visibile nell’invisibile
e, passo dopo passo, tutto inizia ad assumere un senso.
Un senso per cui vale ancora la pena vivere, credere, continuare.

Grazie per esserci. 🤍
Per Sara. Sempre.

Tarcisio Dallatorre, Paolirma Natirossi

“Tutto finisce per dare inizio a qualcosa di sempre nuovo.”(31 dicembre 2025 – Calendario Filosofico)Ci sono frasi che n...
02/01/2026

“Tutto finisce per dare inizio a qualcosa di sempre nuovo.”
(31 dicembre 2025 – Calendario Filosofico)

Ci sono frasi che non consolano, ma indicano una direzione.
Oggi questa frase parla anche di Sara perchè
la sua storia non è finita.
Ha attraversato il dolore, il silenzio, le domande senza risposta, ma continua a generare consapevolezza, attenzione, responsabilità.

In questi mesi abbiamo provato a raccogliere fondi attraverso la campagna di crowdfunding Produzioni dal basso, per poter realizzare il podcast "Sommersi" per far conoscere il mobbing attraverso chi l'ha vissuto veramente sulla sua pelle.
Il progetto non ha potuto vedere la luce, ma ha lasciato qualcosa di importante:
la certezza che non basta raccontare ciò che accade dopo, ma è necessario agire prima.
Per questo, come Nostos Aps, vogliamo portare il tema del mobbing e delle molestie psicologiche nelle scuole superiori, parlando ai ragazzi che stanno per entrare nel mondo del lavoro.
Per dare loro parole, strumenti, diritti.
Perché nessuno debba sentirsi solo, invisibile o colpevole.
Il primo progetto pilota partirà in primavera e coinvolgerà studenti delle classi quinte.
È un piccolo inizio, ma ogni cambiamento vero nasce così: da un seme piantato nel momento giusto.

Chi ha sostenuto Sommersi può oggi trasformare quell’intenzione in prevenzione.
Chi arriva qui per la prima volta può scegliere di dare forza a un percorso che nasce dalla verità e dalla memoria.

👉 Chi ha sostenuto Sommersi può destinare la somma promessa ma mai addebitata al nuovo progetto, trasformando quel gesto in un’azione concreta di prevenzione.
👉 Chi entra ora in contatto con NOSTOS APS può scegliere di sostenere un progetto ad alto impatto sociale.

È possibile contribuire tramite donazione libera a NOSTOS APS:
🔗 PayPal: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=WNWU7L7JTS2LW
🏦 Bonifico: IBAN IT78G0306909606100000403277

Investire in prevenzione significa contribuire alla costruzione di ambienti di lavoro più sani, consapevoli e sostenibili, a partire dalle nuove generazioni.
Il cambiamento è possibile.
Ed è più veloce e più potente se lo facciamo insieme.

Per Sara.
Per tutti.
GRAZIE🫂❤️🍁

Nicodemo Gentile Gabriella Marano Penelope Italia Odv Cristina Luvara'

Un grande ringraziamento agli amici di Sara più attivi! Pensando a Sara e a voi... "Tutto finisce per dare inizio a qual...
31/12/2025

Un grande ringraziamento agli amici di Sara più attivi!

Pensando a Sara e a voi...
"Tutto finisce per dare inizio a qualcosa di sempre nuovo!"

Grazie di cuore🫂❤️🍁

💎 Effe Amante del Profitto, Federica Taviani, Vanda Ravaioli, Flavio Bertoldi, Nadia Sandri, Maria Ignone, Maria Rosa Emerenziani, Serena Stinchi, Santina Giannotti, Rita Luce Rosano, Manuela Frosi, Jenny Zeta, Licia Aquino, Milena Macchiarella, Mauro Bruschetti, Gabriella Ponzoni Arcari, Anselmo Galasso, Davide Girardi, Daniela Giannini, Parisi Antonia, Roberta Donati, Carla Bertotti, Manuela Vanoli, Paolo Poli, Annalisa Nespoli, Cristina Gasperi, Barbi Chiarello, Nicola Pontone, Marina Fiorilli, Metella Treossi, Andrea Di Francesco, Sergio Bordacchini, Carlo Antonio Franch, Paolo Lippe, Marianna Padovani, Mauro De Zordo, Gaetano Bonadonna, Silvia Mattei, Marta Cerreti

Lasciate un commento per dare il benvenuto a queste persone nella nostra community,

29/12/2025

Un passo alla volta sono arrivata al Giardinetto di Sara, il nostro posto del cuore ❤️
Non serve ve**re fin qui per pensare a lei o sentirla vicina, perché Sara cammina con noi ogni giorno. Ma in questo luogo di pace la ritroviamo anche fisicamente, nell’alberello che, stagione dopo stagione, si spoglia e si riveste di verde, di giallo e di rosso, proprio come il colore dei suoi capelli.
I suoi rami sottili e flessibili sembrano abbracciarci, le foglie a forma di manina ci accarezzano piano, come farebbe lei.
Ed è qui che accade qualcosa di speciale: ogni giorno passano persone che si fermano a salutarla, a dedicarle un pensiero, un gesto, un’emozione.
Così è stato anche per Silvia, che è passata con sua figlia Gioia, lasciando per Sara un addobbo tenero e pieno d’amore. Ed è proprio qui che avviene il piccolo grande miracolo degli incontri: persone che non si conoscono, ma che sentono Sara incredibilmente vicina, unite da un filo invisibile ma fortissimo.

Grazie di cuore a Silvia e Gioia per questo dono così prezioso 🍁
Sara continua a farci incontrare. Sempre.
Nostos

29/12/2025

"Un passo alla volta, mi basta".
-Gandhi-
🫂❤️🍁
Nostos

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