24/04/2026
𝐅𝐎𝐂𝐔𝐒 𝐒𝐀𝐋𝐔𝐓𝐄 - " 𝐅𝐄𝐆𝐀𝐓𝐎 :𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟓𝟎𝟎 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐥𝐨 " - 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐥𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐄𝐒𝐓𝐀𝐓𝐄
Il 𝐟𝐞𝐠𝐚𝐭𝐨 è un organo nobile ed essenziale nonché centrale per 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐋𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐂𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐩𝐨, svolgendo oltre 500 funzioni vitali diverse, quali filtra il sangue, elabora i nutrienti, produce proteine essenziali e contribuisce a regolare zuccheri e grassi.
Con il fegato non in salute, le tossine possono accumularsi, l’assorbimento dei nutrienti peggiora e il metabolismo si indebolisce, con effetti sulla salute generale.
Attualmente è sempre più frequente l’accumulo di 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐟𝐞𝐠𝐚𝐭𝐨 legato a sovrappeso, alimentazione sbagliata e sedentarietà nonché il grasso nel fegato comporta la 𝐬𝐭𝐞𝐚𝐭𝐨𝐬𝐢 𝐞𝐩𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 che nel 59% dei casi rappresenta la più comune causa di malattia epatica cronica. La steatosi è associata alla sindrome metabolica , una condizione spesso asintomatica per anno ma che può evolvere verso infiammazione e cicatrizzazione (fibrosi), fino a cirrosi e, seppure raramente, tumore del fegato.
𝐄’ 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚, 𝐚𝐥𝐜𝐨𝐥 𝐞 “𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐥𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐚𝐠𝐧𝐨𝐬𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞” possono ridurre il grasso nel fegato e migliorare anche altri parametri (glicemia, emoglobina glicata ( HbA1c ), trigliceridi, pressione).
𝐒𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐚 ?
Per sindrome metabolica si intende un complesso di fattori di rischio che tendono a presentarsi insieme e che aumentano la probabilità di sviluppare diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e steatosi epatica. In genere si parla di sindrome metabolica, patologia importante che in Italia affligge circa il 24% della popolazione, quando sono presenti almeno 3 tra i seguenti elementi con specifiche soglie :
• 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 (adiposità addominale sia nella donna e sia nell’uomo);
• 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐬𝐚 elevata;
• 𝐠𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐢𝐚 a digiuno elevata;
• 𝐭𝐫𝐢𝐠𝐥𝐢𝐜𝐞𝐫𝐢𝐝𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐯𝐚𝐭𝐢;
• 𝐜𝐨𝐥𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨𝐥𝐨 𝐇𝐃𝐋 basso (“ il colesterolo buono per capirci ”).
La sindrome metabolica non è “solo” un numero in più visibile sulla bilancia, 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐬𝐭𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐳𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢, spesso con insulino-resistenza, pertanto, intervenire su alimentazione, attività fisica, qualità del sonno e riduzione dell’alcol diventa imperativo e può migliorare più parametri contemporaneamente, ma in specifici casi sono necessari anche farmaci da considerare con il proprio medico.
𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐚𝐦𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞?
• Valutazioni di base :
- 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐬𝐚 ( misurazioni costanti domiciliari con strumenti certificati – eventuale Holter Pressorio H24 per Conferma Diagnostica di Ipertensione Arteriosa Instabile da effettuare anche presso la Farmacia Malpezzi con refertazione in Telemedicina ).
- 𝐏𝐞𝐬𝐨, 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐁𝐌𝐈 ( 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐩𝐨𝐫𝐞𝐚 da effettuare in Farmacia in modalità professionale con esito immediato ).
- 𝐂𝐢𝐫𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 (indicatore di grasso viscerale sempre da effettuare in Farmacia ).
- 𝐒𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚: alimentazione, attività fisica, alcol, fumo, sonno.
- 𝐅𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐢, e familiarità per diabete/malattie cardiovascolari/epatiche.
• Esami Clinici di Prima Istanza su sangue capillare da effettuare preferibilmente a digiuno da almeno 8/10 ore presso la Farmacia Malpezzi e con esito immediato :
- 𝐆𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐮𝐧𝐨 𝐞/𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞𝐦𝐨𝐠𝐥𝐨𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐠𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 (𝐇𝐛𝐀𝟏𝐜 – 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐆𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟑 / 𝟒 𝐦𝐞𝐬𝐢).
- 𝐅𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐩𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚: ALT (GPT), AST (GOT), GGT, fosfatasi alcalina, bilirubina.
- 𝐏𝐫𝐨𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐥𝐢𝐩𝐢𝐝𝐢𝐜𝐨: colesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi.
- 𝐅𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐩𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚: ALT (GPT), AST (GOT), GGT, fosfatasi alcalina, bilirubina.
- 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞: emocromo, PCR.
- 𝐅𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞 : creatina, creatinina (utile anche per inquadrare il rischio cardiometabolico)
• Esami strumentali da concordare, se necessario, con il proprio Medico Curante:
- 𝐄𝐜𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐚𝐝𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞: è spesso il primo esame per valutare la presenza di steatosi.
- 𝐄𝐥𝐚𝐬𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐞𝐩𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 (es. FibroScan o elastografia su ecografo): misura la “rigidità” del fegato e aiuta a stimare la fibrosi, utile quando ci sono fattori di rischio (diabete, obesità, trigliceridi alti) o alterazioni persistenti degli esami epatici. La scelta e la frequenza vanno personalizzate dal medico.
𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐫𝐞 ?
In 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐧𝐨𝐭𝐢, molte persone possono beneficiare di un controllo metabolico e degli esami del fegato ogni anno. Se invece sono presenti sindrome metabolica, diabete tipo 2, obesità, consumo di alcol o familiarità, il medico può consigliare controlli più ravvicinati e/o un approfondimento strumentale. Alcuni 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚 possono essere: stanchezza persistente senza spiegazione, nausea o scarso appetito, dolore o fastidio sotto le costole a destra, prurito persistente, urine scure o feci molto chiare, ingiallimento di pelle/occhi, gonfiore di gambe/caviglie o addome.
𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐧𝐨𝐧𝐜𝐡𝐞̀ 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐨 ?
Una 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐚𝐭𝐚 è uno dei fattori più efficaci per abbassare il livello di grasso nel fegato e migliorare i parametri della sindrome metabolica. In pratica, l’obiettivo è 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐞, 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐢𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢, 𝐞 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐛𝐫𝐞 𝐞 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢
• 𝐃𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞: verdura in abbondanza, 2 porzioni di frutta al giorno, legumi 3–4 volte/settimana, cereali integrali, pesce (soprattutto azzurro), carni bianche e uova in quantità adeguate, latticini non zuccherati, olio extravergine d’oliva, frutta secca in piccole porzioni.
• 𝐃𝐚 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞: bevande zuccherate e succhi, dolci e snack, farine raffinate, alcol, insaccati e carni rosse frequenti, formaggi molto grassi, fritti, prodotti ultraprocessati ricchi di sale, zuccheri e grassi saturi.
• 𝐀𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐢 “𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢”: b***o, panna, grassi da forno e molti prodotti confezionati aumentano i grassi saturi; preferire grassi insaturi (olio EVO, pesce, frutta secca).
𝐎𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨: in molte persone una riduzione del peso del 5–10% (se c’è sovrappeso) migliora sensibilmente steatosi, transaminasi e sensibilità all’insulina. Conta soprattutto la costanza: porzioni sostenibili, pasti regolari, più cucina “semplice” a casa, acqua come bevanda principale.
𝐒𝐜𝐡𝐞𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐨: metà verdure, un quarto proteine magre (pesce/legumi/pollo/uova), un quarto carboidrati integrali (pasta/riso integrali, pane integrale, patate), + 1 cucchiaio di olio EVO. Frutta a fine pasto e/o come spuntino spezza fame, insieme a noci e mandorle.
L’alcol può causare danni seri e duraturi al fegato, quindi, bisogna ridurlo o ancora meglio evitarlo onde consentire al fegato di svolgere al meglio le sue funzioni.
𝐃𝐢𝐦𝐢𝐧𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐜𝐨𝐥 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐞 𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞 𝐞𝐩𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞.
Le buone abitudini iniziano presto (infanzia e adolescenza)
Il messaggio deve essere “Abitudini Solide, Fegato Forte” e ricordare che la prevenzione dovrebbe iniziare dall’infanzia per poi proseguire nell’adolescenza : le scelte alimentari di bambini e ragazzi influenzano il rischio futuro di sovrappeso, steatosi epatica, diabete e altre malattie croniche.
𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞:
• Frutta e verdura ogni giorno: ricche di vitamine, antiossidanti e fibre.
• Proteine di qualità: pesce, carni bianche, legumi.
• Cereali integrali: avena, riso integrale, quinoa, pane realmente integrale.
• Meno zuccheri aggiunti: evitare bibite zuccherate e snack ultraprocessati.
• Educazione alle porzioni e a orari regolari dei pasti.
Anche l’attività fisica, la riduzione del tempo davanti agli schermi e un sonno regolare influenzano il metabolismo e, indirettamente, la salute del fegato: l’infanzia è il momento ideale per costruire queste routine. Quando famiglia, scuola e comunità rendono più facili le scelte sane, si creano fondamenta solide che accompagnano i ragazzi anche da adulti. Un buon inizio fa la differenza: abitudini sane oggi aiutano a diventare adulti con un metabolismo più forte domani.
𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈𝐂𝐀𝐑𝐄 𝐌𝐀𝐈 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 !
Fare 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 è uno dei regali migliori che possiamo fare al nostro fegato, anche se il peso sulla bilancia non cambia subito. Muoversi aiuta il corpo a usare meglio l’energia, riduce l’accumulo di grasso nel fegato e migliora la salute generale, con benefici anche su cuore, glicemia e umore.
Nelle persone con fegato grasso legato a 𝐝𝐢𝐬𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐡𝐞, rimanere attivi può aiutare a rallentare o prevenire il peggioramento della malattia, riducendo il rischio che il fegato vada incontro a infiammazione e cicatrici nel tempo. Se, poi, all’attività fisica si associa anche una modesta perdita di peso (circa 7–10%), i benefici diventano ancora più evidenti in modo gratificante.
Non servono allenamenti estremi:
• 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐛𝐢𝐜𝐚 (camminata, bici, nuoto): aiuta a ridurre il grasso nel fegato e fa bene al cuore. Bastano 30 minuti, 4–5 volte a settimana.
• 𝐄𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 (con pesi leggeri, elastici o a corpo libero): aiutano a mantenere i muscoli forti e migliorano il modo in cui il corpo usa zuccheri e grassi, un paio di volte a settimana.
• 𝐀𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐢 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞: anche 15–20 minuti possono essere utili, se adatti alle proprie condizioni.
𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚: una passeggiata dopo i pasti, usare le scale invece dell’ascensore, alzarsi più spesso dalla sedia, etc…
Sono piccoli gesti che, giorno dopo giorno, aiutano il fegato a stare meglio. Il consiglio più importante: scegli un’attività fisica che ti piace davvero e bisogna sempre ricordare che la regolarità conta più dell’intensità ed i piccoli cambiamenti di oggi possono aiutare il fegato a stare meglio domani.
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