Studio polispecialistico Iorio-Concutelli

Studio polispecialistico Iorio-Concutelli Lo studio Iorio-Concutelli a Frosinone è uno studio polispecialistico che dispone di un equipe di medici, psicologi e psicoterapeuti altamente qualificati.

Presso lo Studio Polispecialistico "Iorio-Concutelli" si effettuano:

AREA MEDICA

- visite dermatologiche
- visite endocrinologiche,
- visite di chirurgia toracica,
- visite di chirurgia plastica ed estetica,
- visite infettivologiche,
- visite di medicina estetica,
- visite otorinolaringoiatriche,
- visite neurologiche. AREA PSICOLOGICA

- psicoterapia,
- consulenze e colloqui psicologici rivolti alla famiglia, alla coppia e all'individuo,
- percorsi di sostegno alla genitorialità ,
- percorsi mirati al superamento delle difficoltà, emotivo-relazionali legate al contesto scolastico
- supporto nei processi di scelta e conoscenza del sé,
- consulenze tecniche di parte (CTP).

12/05/2022
04/01/2022

Durissimo con i genitori il filosofo Umberto Galimberti, che al Forum Monzani di Modena, presentando il suo ultimo libro, dice:

Espellerei i genitori dalle scuole, a loro non interessa quasi mai della formazione dei loro figli, il loro scopo è la promozione del ragazzo a costo di fare un ricorso al Tar, altro istituto che andrebbe eliminato per legge.
E alle superiori i ragazzi vanno lasciati andare a scuola senza protezioni, lo scenario è diverso, devono imparare a vedere che cosa sanno fare senza protezione. Se la protezione è prolungata negli anni, come vedo, essa porta a quell’indolenza che vediamo in età adulta.
E la si finisca con l’alternanza scuola lavoro, a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio. E noi riempiamo le scuole di tecnologia digitale invece che di letteratura? E’ f***e.
Guardiamo sui treni: mentre in altri Paesi i giovani leggono libri, noi giochiamo con il cellulare. Oggi i ragazzi conoscono duecento parole, ma come si può formulare un pensiero se ti mancano le parole? Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole”.

12/09/2021

Il mercato ha fiutato nel nostro bisogno disperato di amore l'opportunità di enormi profitti. E ci alletta con la promessa di poter avere tutto senza fatica: soddisfazione senza lavoro, guadagno senza sacrificio, risultati senza sforzo, conoscenza senza un processo di apprendimento.

L'amore invece richiede tempo ed energia. Ma oggi ascoltare chi amiamo, dedicare il nostro tempo ad aiutare l'altro nei momenti difficili, andare incontro ai suoi bisogni e desideri più che ai nostri, è diventato superfluo: comprare regali in un negozio è più che sufficiente a ricompensare la nostra mancanza di compassione, amicizia e attenzione. Ma possiamo comprare tutto, non l'amore. Non troveremo l'amore in un negozio. L'amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana, ha bisogno di essere ri-generato, ri-creato e resuscitato ogni giorno.

Zygmunt Bauman, Amore liquido

10/08/2021
03/08/2021

"Ho letto moltissimi libri, ma ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?"
Fu questa domanda che un allievo una volta fece al suo Maestro.
Il Maestro in quel momento non rispose. Dopo qualche giorno, però, mentre lui e il giovane allievo se ne stavano seduti vicino ad un fiume, egli disse di avere sete e chiese al ragazzo di prendergli dell'acqua usando un vecchio setaccio tutto sporco che era lì in terra.
L'allievo trasali, poiché sapeva che era una richiesta senza alcuna logica.
Tuttavia, non poteva contraddire il proprio Maestro e, preso il setaccio, iniziò a compiere questo assurdo compito. Ogni volta che immergeva il setaccio nel fiume per tirarne su dell'acqua da portare al suo Maestro, non riusciva a fare nemmeno un passo verso di lui che già nel setaccio non ne rimaneva neanche una goccia.
Provò e riprovo' decine di volte ma, per quanto cercasse di correre più veloce dalla riva fino al proprio Maestro, l'acqua continuava a passare in mezzo a tutti i fori del setaccio e si perdeva lungo il tragitto.
Stremato, si sedette accanto al Maestro, è disse: "Non riesco a prendere l'acqua con quel setaccio. Perdonatemi Maestro, è impossibile e io ho fallito nel mio compito"
"No -- rispose il vecchio sorridendo -- tu non hai fallito. Guarda il setaccio, adesso è come nuovo. L'acqua, filtrando dai suoi buchi lo ha ripulito"
"Quando leggi dei libri -- continuò il vecchio Maestro -- tu sei come il setaccio ed essi sono come l'acqua del fiume"
"Non importa se non riesci a trattenere nella tua memoria tutta l'acqua che essi fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura.

01/08/2021

La salute mentale degli atleti: ancora tabù o bisogno di una competenza psicologica? L’associazione PdS psicologi dello sport risponde.

A poco più di una settimana dall'apertura dei Giochi Olimpici che ci tengono incollati ogni giorno alla tv con entusiasmo per seguire e fare il tifo ai nostri atleti in gara, non sono mancati episodi che ci hanno colpito, come il ritiro dell'americana Simone Biles a causa di un'eccessiva pressione psicologica o della tennista Naomi Osaka, eliminata al terzo turno e che, ha dichiarato di non essere stata capace di reggere questa pressione.

Per noi psicologi esperti nella preparazione mentale alla gara è proprio l'aspetto psicologico che ci ha interessato in queste e altre storie e, in particolare, di come questo aspetto è stato messo in primo piano.

Ciò che colpisce, purtroppo in maniera sconcertante, ascoltando e leggendo la stampa, sono alcuni aspetti :
− il fatto che la salute psicologica continui ad essere un tema di cui o non se ne parla o quando lo si fa, la si etichetta subito come debolezza e fragilità;
− il fatto che con estrema celerità vengano elaborate interpretazioni di quel disagio senza conoscere direttamente la storia e i vissuti della persona in questione e siano confezionate analisi selvagge senza avere una competenza specifica;
− il fatto che si tenda a generalizzare senza contestualizzare l'aspetto psicologico nell'ambito sportivo specifico;
− che basti dare un nome, “pressione psicologica”, per liquidare e risolvere la questione e non ci si chieda che cosa si poteva fare per prevenire o intervenire per tempo prima che un'atleta come Simone si ritrovasse a dover lottare con i suoi démoni invece che con la pedana della gara.

Il mondo dello sport e gli atleti che lo rappresentano, meritano un'attenzione e un rispetto diversi. E lo merita il lato psicologico in senso lato e quello mentale in particolare quando, nello specifico, parliamo di sport.

Il ritiro di Simone Biles è stato un fatto importante prima di tutto proprio per questo, perché ha permesso di parlarne, di parlare di ciò che un'atleta vive dentro di sé, e di quanto questo vissuto può arrivare a diventare pesante e insostenibile, perché la vita di un'atleta di alto livello è complessa e delicata, fatta di diverse ore di allenamento al giorno, ogni giorno, per tutto l'anno, è fatta di gestione degli infortuni, di alti e bassi, di vittorie e sconfitte, di competizioni per vincere o dove l'atleta si adopera per fornire la miglior prestazione di cui è capace. E nella ricerca della propria eccellenza, giorno dopo giorno, dal punto vista psicologico, ci si può perdere..... Diventa allora necessario poter avere al proprio fianco dei professionisti psicologi che ci aiutino in questo percorso.

La nostra preoccupazione è che non si vada oltre queste constatazioni. Occorre invece cambiare prospettiva e andare oltre l'idea che nello sport sia coinvolto solo il nostro corpo dimenticando che c'è una centralina che lo guida a livello muscolare, attentivo, emotivo, .... Non è più evidentemente sufficiente parlare di aspetto mentale e chiamare in causa “la questione di testa” o di “pressione e impatto psicologico”, bisogna fare il passo successivo e allenarla, questa testa!

L'esperienza di Simone come quella di Osaka non sono solo mere notizie, sono delle grida di aiuto e dei campanelli d'allarme importanti che devono farci riflettere. E come loro, anche tanti altri atleti ci hanno fatto capire e mostrato in questi giorni di gare quanto la componente mentale sia stata decisiva.

Occorre allora cominciare a guardare a questa componente non come ad un accessorio ma come un ingranaggio fondamentale che insieme a quelli della preparazione fisica, tecnica e tattica, di concerto permettono di far “girare” la prestazione dell'atleta e di farlo nel pieno rispetto del proprio benessere.
E occorre affidare tale compito ad un professionista che è specializzato proprio in quel settore e conosce bene quell'ingranaggio. Lo psicologo dello sport è quel professionista che ha quella competenza specifica per dare supporto psicologico all'atleta e a tutto il suo contorno.

Concludiamo con le parole di Mauro Berruto, ex CT della Nazionale di pallavolo maschile, che in virtù non solo della sua esperienza e dei suoi successi ad alto livello ma anche del ruolo rivestito, quello di allenatore, sottolinea lo stesso punto di vista finora descritto:

“Ci sono momenti - e i giochi sono tra questi - dove l’aspetto mentale conta il 50% o 70%. Non dobbiamo dimenticare che chi è lì a giocare ha superato un livello di competizione eccezionale. L’aspetto tecnico e tattico sono già fuori dai parametri della normalità. La differenza la fa l’aspetto mentale, che purtroppo, soprattutto in Italia, non si allena sempre in maniera adeguata. Molti considerano che sia un aspetto collaterale. Un allenatore di buonsenso dovrebbe sapere che ha bisogno di affiancarsi ad uno specialista che si occupi di questo lato, che è lo psicologo dello sport. Gli atleti ora urlano con una forza mai sentita prima che la componente mentale è una componente decisiva come le altre. Ed è ora di affidarsi a professionisti. Non voglio generalizzare, ma è un fatto culturale. È una responsabilità di noi allenatori. Ci sono ancora troppi di noi che ritengono che un atleta debba andare dallo psicologo solo se sta male. Invece è necessario prevenire, con un membro dello staff che si occupi di questo. Io ho allenato anche in altri Paesi e posso dire che l’Italia non è messa benissimo per quanto riguarda l’attenzione a questa tematica. “ (Huffpost, 27/07/2021)

01/08/2021

In questa foto c'è lo sport.
In questa foto c'è la storia dello sport italiano.
In questa foto ci sono due giganti.
In questa foto ci sono due Ori che brilleranno per sempre.

Grazie ragazzi.

24/05/2021

"La montagna più difficile da scalare è la propria mente".
Sara Lee Kane

Indirizzo

Via Vittorio Gassman 6 (Palazzina E)
Frosinone
03100

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