Centro Equinozio

Centro Equinozio Ci occupiamo del benessere psico-fisico della persona e di formazione/supervisione

Il termine “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale”; è inteso come un giorno in cui si ha la medesima durata delle ore diurne e di quelle notturne. Per noi richiama il concetto di equilibrio tra le luci e le ombre, tra le risorse e le fragilità che costruiamo e ci costruiscono nell’esperienza di vita. Un equilibrio che vede il corpo e la psiche come parti che si integrano in un tutto che è la Persona. Un equilibrio, infine, che vede il percorso con il singolo professionista inserito in una globalità fatta di relazioni e di sinergie con altri professionisti e, soprattutto, con il contesto (fisico e/o psicologico) in cui un individuo vive. Da questa riflessione Elisa Bordin, Alessia Pinolini, Chiara Conti e Vincenzo Coppola fanno nascere il Centro Equinozio, che offre la possibilità di una collaborazione tra le diverse discipline (psicologia, psicoterapia, psicomotricità, osteopatia, logopedia, neuropsichiatria infantile, nutrizione) nei Servizi proposti, costruendo una condivisione di obiettivi e di risorse al servizio dei percorsi di benessere psicologico e fisico proposti. Sempre in un’ottica di integrazione di più sguardi e di condivisione, il Centro Equinozio si occupa anche di formazione e supervisione in ambito socio-psico-educativo.

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.Nel nostro Centro, con una cadenza precisa, ci ritroviamo come 𝐞́𝐪𝐮𝐢...
09/02/2026

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.

Nel nostro Centro, con una cadenza precisa, ci ritroviamo come 𝐞́𝐪𝐮𝐢𝐩𝐞.
Per organizzarci, certo.
Ma soprattutto per 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.

Le riunioni di équipe per noi sono uno 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐨:
un luogo in cui le singole professionalità restano distinte,
ma si 𝐢𝐧𝐭𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨.
Un luogo in cui la 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚
e la persona che arriva viene pensata nella sua 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.

Nell’ultima riunione siamo partiti da uno spunto del nostro 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐦𝐨𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚.

Abbiamo riflettuto sulla 𝐬𝐢𝐧𝐜𝐫𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞𝐛𝐫𝐚𝐥𝐞:
dai 𝐧𝐞𝐮𝐫𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐜𝐡𝐢𝐨 degli anni ’90
fino alle ricerche più recenti di 𝐃𝐮𝐦𝐚𝐬.

Il tutto partendo da una cornice psicomotoria chiara:
la 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨𝐫𝐞𝐚 nasce dal 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 all’interno del gioco.

Un piacere che 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚,
che permette di abbandonare stati di 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐬𝐬 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐭𝐚,
che sostiene la 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 attraverso l’esperienza corporea condivisa.

Da lì, lo sguardo si è allargato, ai 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨,
a quanto ci dicono se siamo, oppure no, 𝐢𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨,
a quanto il corpo riveli la nostra 𝐩𝐫𝐞𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨,
anche a livello 𝐛𝐫𝐚𝐢𝐧 𝐭𝐨 𝐛𝐫𝐚𝐢𝐧.

È stata una serata di 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢,
in cui mettersi in gioco e in discussione:
una serata di 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.

Perché nella nostra cultura, spesso,
non impariamo ad ascoltare il nostro corpo come una 𝐟𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.
Eppure è un 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨,
parte di un unico sistema 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨–𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.

Come équipe crediamo che 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 sia fondamentale:
per 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞,
per 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞,
per 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 in modo autentico.

💛💙

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟐 𝐝𝐢 𝟒𝐔𝐧 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚In questo periodo arrivano le pagelle.E insieme ...
04/02/2026

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟐 𝐝𝐢 𝟒
𝐔𝐧 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚

In questo periodo arrivano le pagelle.
E insieme ai voti arrivano emozioni intense:
attesa, orgoglio, delusione, paura.

𝐔𝐧 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐍𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚.
𝐍𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚.

Quando il voto diventa il centro, il rischio è che bambini e ragazzi imparino presto a pensare così:

“Valgo se ottengo buoni risultati.”
“Se faccio fatica, c’è qualcosa che non va in me.”

La scuola ha anche un compito educativo profondo:
𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨.

Valutare è necessario.
𝐀𝐭𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚.

Una scuola che educa insegna che l’errore è parte dell’apprendimento.
Che la fatica può essere attraversata.
Che il valore personale non oscilla con una media aritmetica.

Così il voto resta uno strumento.
𝐄 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧’𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚.

💛💙
𝐈𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐞̀ 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀.

Se vivi la scuola — come genitore, insegnante, educatore o studente —
e senti il bisogno di un confronto,
al Centro Equinozio trovi un’équipe multidisciplinare pronta ad accoglierti e orientarti.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚.

Lo 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 non è solo l’inizio di nuovi sapori.È un 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, di 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, di 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.È il momento in ...
03/02/2026

Lo 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 non è solo l’inizio di nuovi sapori.
È un 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚, di 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, di 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.

È il momento in cui il 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨 cambia, si organizza, comunica.
E il modo in cui l’adulto accompagna questo passaggio può fare la differenza:
nei 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢, nelle 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐮𝐫𝐞, nel 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐨, nella 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚.

Per questo abbiamo scelto di dedicare una serata allo 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐞𝐳𝐳𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
Uno sguardo che mette insieme 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨, 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢.

Non 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐢𝐝𝐞, ma 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
Non 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐮𝐠𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢, ma 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨, nella sua unicità.

Uno spazio pensato per i 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢, ma anche per gli 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚, che desiderano accompagnare la crescita con 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐬𝐞𝐫𝐞𝐧𝐢𝐭𝐚̀ e 𝐜𝐮𝐫𝐚.

📍 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐄𝐪𝐮𝐢𝐧𝐨𝐳𝐢𝐨 – 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞
📅 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟓 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟎.𝟑𝟎

Per informazioni e iscrizioni, trovate tutti i riferimenti in locandina.

Dopo due mesi di pausa — tempo necessario per dare spazio alla scatola della gratitudine e alle riflessioni che ne sono ...
02/02/2026

Dopo due mesi di pausa — tempo necessario per dare spazio alla scatola della gratitudine e alle riflessioni che ne sono nate — nella nostra sala d’attesa torna il 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞.

Il venditore di felicità di 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐢̀ e 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐒𝐨𝐦𝐚̀ (Kite Edizioni) è un albo illustrato dalla trama apparentemente semplice, ma capace di aprire domande profonde e sempre attuali.
La felicità si può davvero vendere?
Si può comprare?
E, se sì, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚?

Il signor Piccione è convinto di sì: la felicità è in vendita, in barattoli piccoli, grandi, persino 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚. Ognuno può scegliere la dose che preferisce.
Eppure, pagina dopo pagina, qualcosa inizia a scricchiolare. Fino a quando il signor Topo apre il suo barattolo e scopre che è… 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨.
Un vuoto che, paradossalmente, è esattamente ciò di cui aveva bisogno.

Perché forse la felicità non sta in ciò che possediamo, ma 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 ciò che c’è.

In questo albo le parole sono accompagnate da 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐧𝐬𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐞, che non si limitano a raccontare, ma ampliano la storia e ne moltiplicano i significati.

Questo mese, più che un’attività, vorremmo condividere 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.
Provate a tenere anche voi un “𝐛𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀”. Può essere decorato o semplicissimo, una scatola o un vasetto qualunque. Ogni volta che vi accorgete di un momento di felicità — 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨, 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨, non legato a un acquisto — fermatelo: con una parola, un disegno, un segno.

Non per accumulare.
Ma per 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨.

E quando, molto tempo dopo, lo riaprirete, forse non troverete risposte.
Ma 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐞.
E a volte è proprio da lì che la felicità ricomincia a farsi sentire.

𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼: 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼.È un luogo di attese, di emozioni trattenute, di sguardi che cerca...
30/01/2026

𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼: 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼.

È un luogo di attese, di emozioni trattenute, di sguardi che cercano sicurezza.
Un luogo dove ogni gesto dell’operatore ha un peso, ogni parola può sostenere o irrigidire, ogni silenzio va abitato con competenza.

Lavorare nello 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼 significa tenere insieme:
– il diritto di visita e di relazione
– la tutela del minore
– la complessità delle storie familiari
– le richieste dell’Autorità Giudiziaria

Per questo non basta “fare esperienza”.
Serve 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲, capace di unire cornice normativa, metodo e sguardo relazionale.

📘 𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗡𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼 – 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗕𝗮𝘀𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲
Un percorso pensato per educatori, psicologi, assistenti sociali e operatori dei servizi che vogliono lavorare — o lavorano già — in contesti di incontri protetti.

👥 A cura di 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗮𝗴𝗮𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗕𝗲𝗻𝗲𝗱𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗡𝗶𝗰𝗼𝘀𝗶𝗮, con esperienza pluriennale nei Servizi per il diritto di visita e relazione.
📍 In presenza, presso il 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗘𝗾𝘂𝗶𝗻𝗼𝘇𝗶𝗼 – Gallarate
🎓 𝗔𝘁𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗼

📩 𝗜𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮: info@centroequinozio.it

Formarsi, oggi, significa prendersi cura anche del modo in cui stiamo dentro le relazioni più fragili.
Con competenza. Con rispetto. Con responsabilità.

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟏 𝐝𝐢 𝟒𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚La scuola non deve essere perfetta.E non deve sos...
28/01/2026

𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞: 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚 – 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟏 𝐝𝐢 𝟒
𝐈𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚

La scuola non deve essere perfetta.
E non deve sostituirsi alle famiglie.

𝐇𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐨̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞.

È uno dei primi luoghi in cui bambini e ragazzi fanno esperienza di sé fuori da casa.
Dove imparano cosa significa essere visti, ascoltati, accolti.
Dove scoprono se le emozioni trovano spazio.

𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢.
E significa anche sapere insegnare.

𝐀𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞.
Come in una sala operatoria:
non basta sentirsi al sicuro, serve anche chi sa esattamente cosa sta facendo.

Una scuola che educa unisce relazione e didattica.
Trasmette conoscenze solide
dentro contesti emotivamente stabili.

Così la presenza sostiene l’apprendimento
e l’apprendimento diventa davvero accessibile.

💛💙
𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀.

Se vivi la scuola — come genitore, insegnante, educatore o studente —
e senti il bisogno di un confronto,
al Centro Equinozio trovi un’équipe multidisciplinare pronta ad accoglierti e orientarti.
𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚.

Giornata Mondiale dell’EducazioneLa Giornata Mondiale dell’Educazione è stata istituita dall’ONU nel 2018, su proposta d...
24/01/2026

Giornata Mondiale dell’Educazione

La Giornata Mondiale dell’Educazione è stata istituita dall’ONU nel 2018, su proposta dell’UNESCO, per riconoscere l’educazione come diritto umano fondamentale e come pilastro per la pace e lo sviluppo sostenibile.

Ogni anno, l’UNESCO è il principale promotore della giornata, insieme a governi, istituzioni educative e organizzazioni internazionali che lavorano per garantire accesso all’istruzione di qualità in tutto il mondo.

Oggi celebriamo il valore dell’educazione. Non solo quella scolastica, ma quella che passa attraverso ogni parola, ogni gesto, ogni esempio.

Educare viene dal latino educare, “allevare, nutrire”, e si collega a educĕre, “trarre fuori”. Non è solo trasmettere conoscenze, ma aiutare a far emergere ciò che è già dentro: potenzialità, talenti, risorse.

Educare significa comunicare con rispetto. Significa scegliere la gentilezza, anche quando è più facile alzare la voce. Significa ricordare che i bambini imparano più da ciò che vedono che da ciò che ascoltano.

Come adulti, siamo modelli educativi: il nostro modo di parlare, di ascoltare, di gestire le emozioni diventa una lezione quotidiana. Proviamo a chiederci quale esempio stiamo offrendo.

👉 Può essere un’occasione per fermarci e riflettere:
Le nostre parole costruiscono ponti o muri?
La nostra comunicazione è rispettosa e inclusiva?
La gentilezza è presente nei nostri gesti?
L’educazione è un atto di responsabilità condivisa. Inizia da noi, ogni giorno.

Foto: ambermb

🔹 𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗮?È uno spazio 𝗱𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗶 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼, non ripetizioni.✔️ I c...
20/01/2026

🔹 𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗮?

È uno spazio 𝗱𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗶 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼, non ripetizioni.

✔️ I compiti vengono svolti con un 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
✔️ Il lavoro è 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼
✔️ Utilizziamo 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 e 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗲
✔️ L’obiettivo è l’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮, non la dipendenza dall’adulto

👨‍👩‍👧‍👦 In più:
– 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼𝗾𝘂𝗶 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 con i genitori
– 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗿𝗱𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 e altri specialisti

Perché aiutare un bambino a studiare
significa aiutare 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 a funzionare meglio.

📅 Attività il 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝗽𝗼𝗺𝗲𝗿𝗶𝗴𝗴𝗶𝗼
📍 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗘𝗾𝘂𝗶𝗻𝗼𝘇𝗶𝗼 – 𝗚𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗮𝘁𝗲

𝗧𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗮, è 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗺𝗺𝗮.𝗧𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗮, è 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗽à.(𝗟𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗼’ 𝗺𝗲𝗻𝗼, 𝗺𝗮 𝗹𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲.)Chi lavora come...
16/01/2026

𝗧𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗮, è 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗺𝗺𝗮.
𝗧𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗮, è 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗽à.
(𝗟𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗼’ 𝗺𝗲𝗻𝗼, 𝗺𝗮 𝗹𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲.)

Chi lavora come psicologo o psicoterapeuta dell’età evolutiva conosce bene questa paura.
Una paura profonda, a volte paralizzante.

Molti genitori arrivano al primo incontro con un vero e proprio 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗢𝗥𝗘:
quello di essere giudicati, etichettati come la causa di ogni difficoltà del proprio figlio.

“Lo so dottoressa, è tutta colpa mia…”
“Ho fatto fatica a ve**re, perché so già che mi dirà che ho sbagliato tutto…”

E questa paura, spesso, fa rimandare.
Fa aspettare.
Fa sì che bambini e ragazzi arrivino tardi in uno spazio che potrebbe aiutarli prima.

Ma come dar torto a questi genitori?

Fare i genitori non è un mestiere con un manuale di istruzioni.
È un’arte complessa, faticosa, profondamente umana.
Nessuno ti dice cosa fare in ogni singola situazione, cosa dire, cosa non dire.

E soprattutto:
𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗶.
Così come non lo sono i genitori.
In mezzo c’è la soggettività, la storia, il temperamento, il contesto.

E allora è importante dirlo chiaramente:
𝗹𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝗰𝗮.

Per anni, purtroppo, la psicologia è stata associata alla ricerca di un colpevole.
Oggi sappiamo – e lo sappiamo bene – che ogni persona è un essere 𝗯𝗶𝗼-𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼-𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲,
influenzato da molteplici fattori: ambientali, relazionali, psicologici, genetici.

Questo non significa che l’ambiente non abbia un ruolo.
Significa però che 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗲, 𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.

Quando qualcosa non funziona, non si cerca un imputato.
Si prova a capire.
E, se serve, a cambiare, modificare, riparare.

Perché 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 è parte fondamentale della crescita.

Accedere a un percorso psicologico nell’età evolutiva
non significa entrare in un tribunale.

Significa aprire 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮:
di sé, del proprio figlio, del suo modo unico di stare nel mondo.

Uno spazio per 𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼.
𝗜𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲. 💛

Foto: freestocks-photos

A volte il dubbio arriva molto presto.Una parola che non compare.Un bambino che comunica poco.Un gioco che resta sempre ...
12/01/2026

A volte il dubbio arriva molto presto.
Una parola che non compare.
Un bambino che comunica poco.
Un gioco che resta sempre uguale.
Un apprendimento che sembra faticoso.

Succede 𝐚𝐥 𝐧𝐢𝐝𝐨,
succede 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚,
succede 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐚.

E non sempre è facile capire se ciò che osserviamo
𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐭𝐢𝐩𝐢𝐜𝐨 o se è il caso di fermarsi un momento a riflettere 🌱

Per questo, al Centro Equinozio, è attivo uno 𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐨𝐠𝐨𝐩𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐝 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢 di nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria.

📞 𝐔𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐮 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨
con la Dottoressa Logopedista 𝐋𝐢𝐧𝐝𝐚 𝐑𝐞𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐏𝐞𝐳𝐳𝐚,
pensata come spazio di confronto professionale.

Uno spazio per:
– dare parola ai propri dubbi
– orientarsi di fronte a segnali precoci
– comprendere 𝐬𝐞 e 𝐜𝐨𝐦𝐞 coinvolgere la famiglia
prima di ipotizzare percorsi di valutazione o riabilitazione.

Perché 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞,
è già una forma di cura.

👉 Tutte le informazioni nella locandina qui sotto.

Il primo post dell’anno non parla di noi.Parla di quello che, a dicembre, è passato da qui.Nelle ultime settimane, in sa...
07/01/2026

Il primo post dell’anno non parla di noi.

Parla di quello che, a dicembre, è passato da qui.

Nelle ultime settimane, in sala d’attesa, c’era una scatola.
Una Scatola della Gratitudine.

Dentro, parole lasciate in modo anonimo.
Semplici. A volte leggere, a volte faticose.
Parole di legami che tengono, di piccoli passi, di giorni attraversati.

Le abbiamo raccolte tutte.
E da quelle parole è nato questo testo, che oggi trovate in sala.

Non è un racconto.
È una restituzione.

Un modo per dare forma a un clima:
di presenza, di gentilezza, di possibilità.

È così che iniziamo l’anno.
Da ciò che, insieme, è passato da qui.

In questi giorni rallentiamo.Facciamo spazio.Ascoltiamo.Rallentare non è smettere.È dare tempo alle cose.È guardarsi att...
27/12/2025

In questi giorni rallentiamo.

Facciamo spazio.
Ascoltiamo.

Rallentare non è smettere.
È dare tempo alle cose.

È guardarsi attorno senza fretta,
sentire il proprio respiro,
lasciare che ciò che è stato fatto
trovi forma.

Anche il lavoro di cura
ha bisogno di pause.

Torneremo a gennaio.

A presto. 🌿

Foto: Julian Dahl

Indirizzo

Via Giuseppe Giusti 10
Gallarate
21013

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 17:00

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