21/04/2026
Secondo Donald Winnicott la creatività non è un talento artistico per pochi, ma la sostanza stessa di una vita autentica.
Essa rappresenta un approccio alla realtà che permette all’individuo di sentire che la vita valga la pena di essere vissuta. Questa capacità affonda le radici nella prima infanzia, in quello spazio potenziale, dove una madre "sufficientemente buona" permette al bambino l’illusione di aver creato l’oggetto è lì per essere trovato.
Winnicott sottolinea che è solo nel giocare che l’individuo può essere creativo e, dunque, esprimere il proprio Vero Sé. In quest'ottica, la psicoanalisi non è una mera "cura" medica, ma una forma specializzata di gioco volta a trasformare la "sopravvivenza reattiva" in "esistenza creativa".
Il setting analitico funge da "cerchio magico" o spazio potenziale dove il paziente può sperimentare l’informe prima di dargli un senso.
Riprendendo Wilfred Bion, si può affermare che la mente debba trasformare i dati sensoriali grezzi (elementi beta) in pensieri ed emozioni assimilabili (elementi alfa). Thomas Ogden amplia il concetto parlando di un “terzo soggettivo” creato dalla coppia analitica, capace di generare significati laddove prima c’erano solo vuoto angosciante o traumi non rappresentabili.
Uno dei momenti più profondi dell’analisi consiste nel passaggio dalla riparazione maniacale a quella autentica. Se la prima è caratterizzata da soluzioni rapide e da tentativi magici di negare il dolore, la riparazione autentica, invece, si fonda sulla pazienza e l’umiltà. Se l’analizzando può permettersi di convivere con la propria tristezza, senza essersene distrutto, allora l’analisi ha raggiunto il proprio scopo: trasformare il senso di colpa in riparazione e responsabilità creativa.
Tratto da Calderoni S. (2026). La creatività in analisi e nella vita: dal senso di colpa alla riparazione. In Archivio relazioni pubbliche del Centro Psicoanalitico di Bologna.
Per la lettura completa dello scritto
https://www.cepsibo.it/index.php/biblioteche/archivio-relazioni-pubbliche/31-calderoni-simona