21/03/2026
“Non mi sento normale Raffaella. Quando esco con i miei amici, io ho pensieri che gli altri non hanno, tipo il terrore che mi venga un attacco di pancia improvviso!”.
Questa è Lucrezia, 26 anni, una giovane donna che soffre di ansia e disturbi psicosomatici.
E’ una convinzione molto comune quella di “non essere normale, in qualche modo sbagliato o rotto dentro. Come se si fosse nati con un difetto di fabbrica.
E trovo che questa sia la convinzione più dolorosa per le persone che da tempo soffrono di disturbi d’ansia.
Alcune convinzioni sono come le erbacce infestanti: se non le togli, possono rovinare anche il più giardino! Sono pensieri insidiosi, che si muovono sotto!
Le convinzioni sono il motore della nostra vita, se non le modifichi molto rapidamente si trasformano in carattere (“eh sai io sono fatto così!), abitudini, azioni e diventano il tuo destino!
La prima cosa da fare, quindi, se soffri di ansia, problematiche psicosomatiche o infiammatorie e smettere di sentirti sbagliato. E sapere che queste tue difficoltà nascono per un motivo ben preciso. C’è stato un tempo in cui da bambino non ti sei sentito accolto, ascoltato, riconosciuto, capito, confortato e questo ha creato dentro di te un vuoto affettivo.
Ti devi prendere cura di quel vuoto. Il tuo sintomo è una strategia intelligente per riempirlo ma anche per vederlo.
Un tempo sono stata dalla vostra parte e oggi so quali sono i passi che vanno fatti per uscirne davvero.
Questo mese ho deciso di mettere a disposizione 5 consulenze gratuite per 5 persone che desiderano avere una fotografia delle cause profonde dei loro problemi d’ansia e sapere i primi passi per uscirne.
Lo faremo in una call su Zoom di un’ora circa.
Scrivimi in privato per riservare il tuo posto🌷
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Piacere, sono Raffaella Penzo, psicologa e psicoterapeuta, ideatrice del percorso Intimamente Felice, con cui aiuto le persone che soffrono di ansia e disturbi psicosomatici a creare una vita che le nutre davvero.
Perché chi ha l’ansia non sa che di che cosa ha bisogno lo fa stare bene davvero, perché non ha avuto uno specchio che riconoscesse i suoi bisogni e di conseguenza è possibile non viva una vita soddisfacente.