20/08/2021
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FINE DI UN INCUBO?
Ci risiamo. Se una notizia può migliorare l’attuale situazione di conflitto sociale, allora viene prontamente censurata ed ignorata da stampa e TV.
Stavolta, a passare inosservato, è un aggiornamento “epocale” dell’AIFA che con decorrenza 7/8/2021, ha aggiornato il registro farmaci, includendo gli anticorpi monoclonali come terapia per il Covid (https://bit.ly/37Tk40f). Aggiornamento recepito anche in Gazzetta Ufficiale (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/08/06/187/sg/pdf)
Sappiamo che gli attuali vaccini sono “sperimentali”, dato che non hanno concluso le Fasi 3 e 4 di sperimentazione (la 3 sarà completata nel 2023: https://bit.ly/3iZeOP9). E per legge possono essere somministrati SOLO SE NON ESISTONO cure alternative, come recita l’art. 4 del Regolamento CE n. 507/2006 (https://bit.ly/3ujXkAt), equivalente al documento in vigore in Usa (https://bit.ly/2PAlKX2).
Quindi ora tutte le attuali vaccinazioni sperimentali dovrebbero essere sospese a cause della mancata sussistenza delle condizioni emergenziali previste dalla legge.
Dunque l’approvazione di una cura per il Covid fa decadere sia l'autorizzazione provvisoria, sia la messa in commercio dei vaccini; cioè tutte le regole che miravano ad estorcere il consenso alla vaccinazione, e di conseguenza lo stesso green pass.
Chiariamo una cosa. Non che le cure per il Covid non esistessero. Da più di un anno esistono le cure domiciliari, che hanno salvato migliaia di vite. Tuttavia, per una serie di ragioni, non si è mai arrivati al riconoscimento ufficiale di tali cure.
Gli stessi anticorpi monoclonali approvati da Aifa sono la versione a pagamento del plasma iperimmune del Dott. De Donno, il quale aveva dichiarato che se il plasma iperimmune fosse stato prodotto dalle aziende farmaceutiche sarebbe già diventata la cura ufficiale.
E’ evidente che è stato solo il business a condizionare le scelte: il plasma iperimmune viene infatti donato gratuitamente, e il costo per la cessione agli ospedali è attorno ai 170 euro. Considerando che da ogni sacca si ricavano due dosi da infondere nei pazienti, ogni trattamento ha un costo di 85 euro. Per gli anticorpi monoclonali, i costi si aggirano tra i 1.000 e 2.000 euro a dose. E forse questo spiegherebbe perché è stato fatto di tutto per ostacolare e sopprimere la cura con il plasma di De Donno…
Attendiamo che la legge venga applicata; quindi ora la palla passa ai Giudici. Sperando che non dimentichino che le sentenze sono pronunciate “in nome del popolo italiano” e non del governo.
Come dichiarava Enzo Tortora ai giudici al processo d’appello che lo assolverà: “Io sono innocente. Spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi”.