La Palestra dell'Anima

La Palestra dell'Anima Si compie un hakeraggio della storia del problema e si ricrea un'altra storia, non più mentale ma poetica, che porta nuovi e inaspettati risultati.

Nella Palestra dell'Anima sono disponibili tre Coach
Teresa, Spiritual Coach & Ikigai Mentor 🙏
Claudia, Life & Emotional Coach 🌀
Camilla, insegnante yoga sciamanico 🌈
La tua palestra per un percorso integrale ed efficace. La mente parla con le parole, dialogo mentale
Il Daimon parla per immagini, eventi

Il percorso di consapevolezza proposto è incentrato sul risolvere un problema per il quale non si riescono a trovare soluzioni. https://www.lapalestradellanima.com/
https://www.instagram.com/lapalestradellanima/
https://www.youtube.com/

𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐔𝐑𝐀 𝐂𝐑𝐄𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐄 𝐓𝐎𝐑𝐓𝐔𝐎𝐒𝐄, 𝐋𝐀 𝐅𝐄𝐃𝐄 𝐂𝐑𝐄𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐄 𝐃𝐑𝐈𝐓𝐓𝐄Non perché la realtà cambi.Ma perché cambia il luogo da cui la ...
19/02/2026

𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐔𝐑𝐀 𝐂𝐑𝐄𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐄 𝐓𝐎𝐑𝐓𝐔𝐎𝐒𝐄,
𝐋𝐀 𝐅𝐄𝐃𝐄 𝐂𝐑𝐄𝐀 𝐒𝐓𝐑𝐀𝐃𝐄 𝐃𝐑𝐈𝐓𝐓𝐄

Non perché la realtà cambi.
Ma perché cambia il luogo da cui la stai vivendo.
Non possiamo vivere una vita serena, felice, piena, abbondante, luminosa…
finché non comprendiamo una cosa essenziale:
ciò che deve guarire non è il mondo.
Non sono le circostanze.
Non sono gli altri.

𝐄̀ 𝐥’𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Puoi lavorare sul carattere.
Puoi migliorare le relazioni.
Puoi cambiare città, lavoro, partner, abitudini.
Ma se dentro di te rimane intatta la convinzione di essere un’entità isolata in un universo distante, la paura continuerà a generare strade tortuose.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐞̀ 𝐥𝐢̀.

La paura nasce dall’idea di essere separati dalla Fonte.
Separati dall’Amore.
Separati dall’Intelligenza che regge la Vita.
E quando ti senti separato, ti senti vulnerabile.
Quando ti senti vulnerabile, ti contrai.
Quando ti contrai, inizi a difenderti.

Così analizzi troppo.
Controlli troppo.
Trattieni troppo.

La mente costruisce deviazioni per proteggere un’identità che crede fragile.

𝐌𝐚 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚:
Immagina l’oceano.
Quando il vento soffia, l’oceano genera onde.
Quando l’energia si muove, solleva gocce.
Per un istante quella goccia sembra staccarsi.
Sembra autonoma.
Sembra sola.
Eppure non ha mai cambiato sostanza.
È fatta della stessa acqua.
Della stessa profondità.
Della stessa immensità.
La goccia non è altro che oceano in forma temporanea.
Noi siamo quella goccia.

𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥’𝐈𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐧𝐨𝐦𝐞.
𝐋𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐨 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨.
𝐈𝐥 𝐃𝐢𝐯𝐢𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐨 𝐮𝐧’𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.

Ma ci siamo dimenticati.
E in questa dimenticanza nasce la paura.
Perché la goccia che si crede solo goccia vive nell’ansia di sopravvivere.
Nel timore di perdersi.
Nel bisogno costante di garantirsi sicurezza.

La paura alimenta la separazione.
La separazione alimenta la paura.

Finché non guarisci questa illusione,
nessun successo sarà sufficiente.
Nessuna relazione sarà abbastanza sicura.
Nessuna conquista ti darà pace stabile.

Perché la radice resta intatta.

𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐝𝐞, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞, 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢.

Non è un atto mentale.
È un riconoscimento profondo.
È sentire che la tua sostanza è la stessa della Fonte.
Che non sei un frammento disperso,
ma un’espressione.
Quando questo si risveglia, qualcosa si raddrizza.
La strada si semplifica.
Non perché la vita diventi priva di onde.
Ma perché smetti di viverle come minacce alla tua esistenza.

Non perché spariscano le sfide.
Ma perché non ti definiscono più.

𝐋𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢.
𝐄̀ 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐨𝐥𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢.

𝐄̀ 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐥𝐨.

Perché tu non sei una goccia che deve salvarsi.
Sei l'oceano che sta facendo esperienza di essere goccia.
E finché non ricordi questo,
la paura continuerà a disegnare curve.
Quando lo ricordi,
la direzione emerge da sola.

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𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐋𝐀 𝐒𝐄𝐏𝐀𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
Ada si sentiva sola.
Non una solitudine esterna, ma interiore.
Quella sensazione sottile di essere scollegata, fuori posto, non davvero sostenuta.
Aveva provato a cambiare situazioni.
A migliorarsi.
A “fare di più”.
Ma la radice non era fuori.
La radice era l’idea di essere una goccia isolata.
Quando ha iniziato a lavorare su questo — non sulla solitudine, ma sulla separazione — qualcosa si è sciolto.
Ha iniziato a sentirsi parte.
Sostenuta.
Intera.
Non cercava più qualcuno per riempire un vuoto.
Si muoveva da una pienezza.
E da quella pienezza è arrivata prima un’amica del cuore.
Poi l’uomo che desiderava.

𝐍𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐚.
𝐌𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚.
-------------------------------------------------

Quando smetti di vivere come goccia spaventata,
la vita ti incontra come oceano.
Ciò che va guarito non è la tua realtà è l’illusione di essere separata/o da essa.
E forse, proprio ora, puoi iniziare ad aprirti a questo ricordo.

Teresa, Life Spiritual Coach
351 352 9184

Io accolgo ogni parte di me,anche quella che fa più maleperché lì c'è il mio potere.📌 Ogni volta che si affronta il dolo...
17/02/2026

Io accolgo ogni parte di me,
anche quella che fa più male
perché lì c'è il mio potere.

📌 Ogni volta che si affronta il dolore con amore si sta costruendo il nostro corpo di luce💥

Buona giornata dalla Palestra dell'Anima a tutte/i voi

Buongiorno 😊Esiste una strada che nessun altro può percorrere al posto tuo.Non perché sia migliore.Ma perché sei tu a ca...
12/02/2026

Buongiorno 😊

Esiste una strada che nessun altro può percorrere al posto tuo.
Non perché sia migliore.
Ma perché sei tu a camminarla: con il tuo passo, il tuo ritmo, la tua sensibilità unica.

E ogni volta che lo fai con presenza, qualcosa fiorisce.

Eppure lo sappiamo: la mente ha il suo modo di proteggerci.
Chiede: “Dove conduce?”
Se non trova subito risposta, crea blocchi e genera paura.

È comprensibile.
Sta solo cercando di tenerci al sicuro in quello che già conosce.

Ma la vita incarnata chiede fiducia.

Chiede di distinguere quando una domanda è vera ricerca
di senso e quando è solo un modo per rimandare il passo.
Quando la prudenza è saggezza
e quando è paura travestita.

Il mondo che vivi non è un luogo già pronto in cui cammini.
È il risultato del tuo darti al mondo.

Ogni volta che porti consapevolezza nel corpo e nell’azione,
stai letteralmente creando la realtà che abiti.

Non servono tutte le risposte.
Serve essere qui. Adesso.
Con i tuoi dubbi. Con la tua intenzione.

Sei l’unica che può trasformare questi passi in presenza viva.

Procedi con fiducia.
Nel tuo camminare consapevole, la via non si trova:
si rivela. 🌈

Oggi vi auguriamo il BUONGIORNO così:Di cosa ho bisogno oggi da adulta?Ho bisogno di creare la pace dentro di me, la ser...
11/02/2026

Oggi vi auguriamo il BUONGIORNO così:

Di cosa ho bisogno oggi da adulta?

Ho bisogno di creare la pace dentro di me, la serenità e di lasciar andare qualunque cosa o persona me ne privi.

Ho bisogno di ascoltarmi, di guardarmi, di capirmi prima di fare qualsiasi passo.

Ho bisogno di consultarmi e di chiedermi se qualcosa fa per me o no, se rientra nelle mie corde oppure no.

Oggi ho bisogno del mio permesso per poter fare qualsiasi cosa e di non decidere niente senza di me.

Ho bisogno del silenzio dentro e fuori, e di coccolarmi anche nella solitudine.

Oggi ho bisogno di non avere bisogni perché ho già tutto quello che mi occorre.

Ho bisogno di essere grata perché ogni cosa doveva andare così come è andata, tutto è la realizzazione di un grande progetto di cui anch'io faccio parte.

Oggi ho bisogno di giocare con questa vita inafferrabile e misteriosa e di accoglierne il mistero e l'ineluttabilità, di non prendermi più così sul serio, perché non sono io nella cabina dei comandi, se non nella relazione con me stessa.

Ho bisogno di non prendermela se ricasco nelle paure, e di non incupirmi se non riesco in qualcosa.

Oggi ho bisogno di piacermi, di innamorarmi, di stabilire un saldo e fedele legame con me e di valutare in ogni secondo della mia vita come trattarmi.

Ho bisogno di sorridere, accettando che la vita a volte mi faccia girare su me stessa come una trottola, per poi fermarmi e farmi ripartire.

Oggi ho bisogno di continuare ad amarmi perché sento che la vita lo sta già facendo.

Oggi non ho più voglia di ascoltare il giudice interiore e se lui parla, mi critica e mi allontana da me, io ritorno in gran fretta a me.

Anzi, ritorno a me bambina che ha oltrepassato ogni dimensione del tempo e dello spazio per accompagnarmi in silenzio e nell'ombra durante il viaggio nella mia vita e tornare poi a prendermi quando mi ha vista pronta.

Oggi ho un solo bisogno: di sapere che l'amore sarà il mio unguento, la mia forza, il mio motore perché l'amore è la vera vibrazione della vita.
Lucia Goldoni

Imparare ad ascoltare i propri bisogni, a dialogare con le proprie emozioni, a stabilire un contatto con se stesse sono atti di cura che meritiamo. "L'amore è la vera vibrazione della vita".

Un abbraccio,
Claudia, Life & Emotional Coach, Holistic Operator in Action per una vita Drama Free 🦋
📧 claudiaforini@yahoo.it
📱 WhatsApp: 3758480750

𝐋'𝐀𝐑𝐓𝐄 𝐒𝐀𝐂𝐑𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐄𝐑𝐒𝐈Quando l’Anima si sente persa,non è smarrita: sta mutando forma.Accade come nei deserti interio...
10/02/2026

𝐋'𝐀𝐑𝐓𝐄 𝐒𝐀𝐂𝐑𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐄𝐑𝐒𝐈

Quando l’Anima si sente persa,
non è smarrita: sta mutando forma.

Accade come nei deserti interiori,
quando l’orizzonte si ripete uguale
e ogni direzione sembra identica all’altra.
Il viandante pensa di aver sbagliato strada,
ma è la strada che ha finito di parlare.

Lo smarrimento spirituale arriva spesso così:
quando le pratiche non consolano più,
quando le parole sacre suonano vuote,
quando ciò che prima nutriva ora lascia fame.
È il tempo in cui i vecchi simboli cadono
e 𝐥’𝐀𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨.

Può manifestarsi come stanchezza senza causa,
come un’irritazione sottile verso il “già visto”,
come il bisogno improvviso di silenzio
o il rifiuto di risposte troppo veloci.
A volte è una preghiera che non sale,
altre volte è una meditazione che non apre più porte.
Non è fallimento.
È iniziazione.

𝐈𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐥’𝐀𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚,
𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐚.
Come il seme che marcisce sotto terra
prima di ricordare la direzione della luce.
Come la notte che non oppone resistenza all’alba,
ma la prepara.

Quando ci si sente persi spiritualmente,
non serve cercare una nuova verità da indossare,
serve spogliarsi di quelle diventate strette.
Restare nudi davanti all’essenziale.
Abitare la domanda senza risposte.
Fermarsi dove la mente vorrebbe fuggire.

𝐄̀ 𝐥𝐢̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐀𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐯𝐨𝐜𝐞.
𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢,
𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢:
un incontro inatteso,
un libro che cade dalle mani,
un sogno che insiste,
una frase ascoltata per caso
che apre una crepa nel petto.

Ogni smarrimento autentico è una soglia sacra.
Non conduce indietro,
non riporta a ciò che si era.
Conduce più vicino.

L’Anima non si perde mai.
Si disfa.
Si riorienta.
Ricorda chi è
senza più bisogno di definirsi.

Alla Palestra dell’Anima,
questi momenti così misteriosi e fragili
non vengono spiegati né corretti.
Vengono accolti come soglie sacre,
trasformati in bolle poetiche di ascolto,
dove lo smarrimento può respirare,
sciogliersi lentamente
e ricordare la sua direzione.

Perché anche perdersi,
se accompagnati,
diventa un atto d’Amore verso l’Anima.

Teresa, Life Spiritual Coach
351 352 9184

𝐒𝐂𝐈𝐕𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎: 𝐋𝐀 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄𝐏𝐋𝐈𝐂𝐈𝐓𝐀' 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐈 𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐈Basta osservare il corpo umano per iniziare a comprenderlo.Pelle e...
10/02/2026

𝐒𝐂𝐈𝐕𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎:
𝐋𝐀 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄𝐏𝐋𝐈𝐂𝐈𝐓𝐀' 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐈 𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐈

Basta osservare il corpo umano per iniziare a comprenderlo.
Pelle e ossa, organi e sangue, respiro e battito.
Materia solida, liquida e gassosa che convivono nello stesso spazio,
senza confondersi, senza annullarsi.
Un unico corpo che esiste proprio perché è fatto di molte parti.

Già questo ci racconta qualcosa di essenziale:
non siamo mai solo “uno”.
𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚, 𝐯𝐢𝐯𝐚, 𝐩𝐥𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞.

Dentro l’essere umano abitano anche le emozioni,
i sentimenti, i pensieri.
Tutto convive nello stesso luogo interiore.
Tutto chiede ascolto.
Tutto chiede spazio.

Eppure, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨,
quando non è dentro di sé,
quando non si abita,
𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨,
𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨.
𝐏𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨.
Dominato dai pensieri.
Dalle emozioni.
Da movimenti interiori che non nascono davvero da lui,
ma che arrivano dall’esterno
e vengono scambiati per verità personali.

𝐂𝐨𝐬𝐢̀ 𝐥’𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐮𝐢.

In questo processo, le credenze sono spesso il primo velo.
Non nascono mai dal cuore dell’essere,
ma vengono assorbite:
dalla famiglia, dalla cultura, dalla società,
dalla paura, dal bisogno di appartenenza.

𝑳𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒄𝒊𝒐̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐
𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒇𝒓𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒗𝒊𝒔𝒔𝒖𝒕𝒂,
𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒗𝒖𝒕𝒂.

«Finché non rendi conscio l’inconscio,
esso dirigerà la tua vita
e tu lo chiamerai destino.»
— Carl Gustav Jung

Eppure, sotto ogni credenza,
sotto ogni storia che ci siamo raccontati,
esiste un punto intatto.

Un centro silenzioso che non è stato toccato.
Un luogo interiore dove l’uno e la molteplicità
non sono in conflitto, ma in dialogo.

La vita stessa sembra aver creato un mondo olografico:
ogni parte contiene il tutto,
ogni frammento riflette l’intero.
In ogni immagine vive già l’universo completo,
come se nulla fosse davvero separato da ciò che è.

Quando l’essere umano torna ad abitarsi,
le parti smettono di lottare
e iniziano a riconoscersi.
I pensieri tornano strumenti.
Le emozioni tornano messaggeri.
Il corpo torna casa.

Allora la molteplicità non divide più,
ma arricchisce.
𝐋’𝐔𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞.
Com-prende:
prende in sé,
tiene insieme,
senza escludere nulla.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥’𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐨
𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐥𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢,
𝐥𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞.

«ℂ𝕠𝕟𝕠𝕤𝕔𝕚 𝕥𝕖 𝕤𝕥𝕖𝕤𝕤𝕠
𝕖 𝕔𝕠𝕟𝕠𝕤𝕔𝕖𝕣𝕒𝕚 𝕝’𝕦𝕟𝕚𝕧𝕖𝕣𝕤𝕠 𝕖 𝕘𝕝𝕚 𝕕𝕖̀𝕚.»
— 𝕋𝕖𝕞𝕡𝕚𝕠 𝕕𝕚 𝔻𝕖𝕝𝕗𝕚

La fede più profonda
non è credere in qualcosa di esterno, ma riconoscere ciò che da sempre vive al centro di noi.

E in quel centro,
tutto tace e tutto parla allo stesso tempo.
Ogni pensiero, ogni emozione, ogni gesto,
ogni frammento della nostra vita
si ordina senza sforzo,
come se il mondo intero si riflettesse in un singolo battito.

Non c’è bisogno di cercare risposte.
Basta restare presenti,
abitare il proprio silenzio,
sentire ciò che sempre è stato lì
e, in quella presenza, lasciar vibrare ogni cosa.

𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐧𝐢𝐦𝐚, 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐲𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐠, l’arte di raccontare esperienze, emozioni e immagini in modo da farle vivere dentro chi ascolta o legge, trasformando storie in strumenti di consapevolezza e riflessione, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐢𝐫𝐨:
𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐥𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐨𝐫𝐚, 𝐥𝐚 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐚 𝐢𝐧𝐞𝐬𝐨𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞,
𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚.

Teresa, Life Spiritual Coach
351 352 9184

𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐎 𝐂𝐎𝐑𝐏𝐎 𝐄' 𝐔𝐍 𝐌𝐀𝐍𝐃𝐀𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐄Ciò che chiamiamo “materia” è semplicemente la parte visibile dell’essere.Non è separa...
05/02/2026

𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐎 𝐂𝐎𝐑𝐏𝐎 𝐄' 𝐔𝐍 𝐌𝐀𝐍𝐃𝐀𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐄

Ciò che chiamiamo “materia” è semplicemente la parte visibile dell’essere.
Non è separata dall’invisibile: ne è l’espressione.
La forma è il modo in cui ciò che non si vede diventa conoscibile.

Il corpo non rappresenta: manifesta.
È la configurazione concreta di una storia interiore, il risultato silenzioso di ciò che è stato vissuto, integrato, trattenuto, compreso.
Nulla nella forma è casuale, perché nulla nell’esperienza lo è.

Come un mandala, il corpo si è formato nel tempo.
Strato dopo strato, esperienza dopo esperienza.
Ogni linea, ogni equilibrio, ogni asimmetria è il segno di un movimento interiore che ha trovato una geometria possibile.

Nelle tradizioni simboliche, il mandala è una mappa della coscienza.
Non spiega: mostra.
Così fa il corpo.
Il visibile diventa linguaggio dell’invisibile.

Come scriveva Plotino, «l’invisibile si manifesta nel visibile come la forma si manifesta nella materia».
𝐍𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞.

Carl Gustav Jung scriveva:
«Il corpo è l’ombra visibile della psiche.»
E l’ombra, se osservata, non condanna: rivela..
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭𝐚̀: 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀.

Il visibile dà informazioni preziose sull’invisibile.
Un corpo contratto racconta una storia diversa da un corpo abitato.
Un respiro corto parla di una relazione con il mondo.
Una rigidità parla di controllo
Una fragilità di difesa
Una postura di come ci si è sentiti autorizzati – o meno – a occupare spazio.

Osservare il corpo significa leggere una scrittura.
La postura, il respiro, il tono, la densità della presenza parlano di come l’essere ha abitato il mondo.
La materia è memoria organizzata.

Quando il corpo viene visto come mandala, smette di essere oggetto e diventa rivelazione.
Non qualcosa da interpretare arbitrariamente, ma qualcosa da contemplare con precisione.

Il corpo non nasconde nulla.
Espone.
E ciò che espone non chiede giudizio, ma comprensione.

Forse la riflessione non è che cosa fare del corpo,
ma che cosa il corpo sta già mostrando dell’essere.

Guardarlo con questa attenzione è già un atto filosofico.
E, nel silenzio dell’osservazione, il centro diventa visibile.

Il corpo respira lentamente,
e con ogni respiro il mandala si muove dentro di sé.
Le linee d’oro scorrono come fiumi silenziosi,
dal grembo al cuore, dalla terra al cielo.

Non c’è arrivo né partenza,
solo la sostanza che si trasforma,
materia e luce che si intrecciano senza confini.

𝐀𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐟𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨.

Ogni curva, ogni nodo, ogni bagliore
racconta ciò che è stato e ciò che accade ora,
senza parole, senza giudizio, solo presenza.

E restare qui, nel corpo che è mandala,
è già comprendere la quieta alchimia dell’essere.

Teresa, Life Spiritual Coach
351 352 9184

𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗔𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗔𝗣𝗘𝗩𝗢𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝟭𝟱 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜 𝗔𝗟 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗧𝗨𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔𝗜𝗹 fenomeno dell'AI come confidente: uno...
04/02/2026

𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗔𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗔𝗣𝗘𝗩𝗢𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝟭𝟱 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜 𝗔𝗟 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗥𝗔𝗦𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗧𝗨𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔

𝗜𝗹 fenomeno dell'AI come confidente: uno specchio della nostra società
I dati parlano chiaro: il 41,8% degli adolescenti italiani si rivolge all'intelligenza artificiale per conforto emotivo quando si sente triste, solo o ansioso. Oltre il 42% chiede consigli a ChatGPT per scelte importanti come le relazioni affettive, la scuola e il lavoro. E non si tratta solo di giovani: il supporto personale ed emotivo è diventato il primo caso d'uso dell'IA generativa.

Cosa ci dice questo fenomeno? Stiamo assistendo a uno sfaldamento profondo della fiducia nelle relazioni umane. Le persone preferiscono confidarsi con un algoritmo che offre risposte sempre compiacenti, coerenti e rassicuranti sul piano emotivo ma soprattutto non giudicanti.

E mentre riflettiamo su quanto spesso giudichiamo nelle nostre relazioni, resta il fatto che la compiacenza è problema: le AI sono programmate per assecondare, non per stimolare il confronto critico. Non mettono in discussione, non sfidano, non aiutano davvero a crescere attraverso uno scambio costruttivo che solo una relazione autentica ed equilibrata può offrire.

📌𝗟𝗮 preoccupazione di un esperto e una domanda rivelatrice

Il dottor Enrico Gamba, psicologo, psicoterapeuta e divulgatore nel campo della mindfulness, ha recentemente espresso la sua preoccupazione per questo fenomeno.

Durante un'intervista per la promozione del suo nuovo libro "Se sei qui non è per caso", ha raccontato con un tocco di ironia di aver voluto fare un esperimento: ha chiesto a ChatGPT quale sia la cosa che ogni essere umano dovrebbe fare tutti i giorni per stare bene.

La risposta? Pratiche di consapevolezza come la mindfulness.
Anche un algoritmo addestrato su enormi quantità di dati scientifici arriva a questa conclusione. Non diete miracolose, non tecniche di produttività, non strategie di ottimizzazione della performance.
La mindfulness.

Ammiro profondamente il dottor Gamba per la sua apertura olistica, per il coraggio di integrare oriente e occidente nel suo lavoro, per l'opera instancabile di divulgazione e per l'impegno concreto nell'introdurre la mindfulness nelle scuole, insegnandola direttamente agli insegnanti. Il suo approccio rappresenta esattamente ciò di cui abbiamo bisogno: strumenti concreti, validati scientificamente, che possano davvero trasformare la nostra quotidianità.

📌𝗠𝗶𝗻𝗱𝗳𝘂𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀: quarant'anni di evidenze scientifiche che non possiamo più ignorare
È ora di sfatare un mito: la mindfulness non è una moda passeggera, non è una pratica new age per pochi eletti, non è qualcosa di complicato o inaccessibile.

Sono oltre quarant'anni che la comunità scientifica studia questa pratica, da quando Jon Kabat-Zinn, alla fine degli anni '70, introdusse il protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) presso la University of Massachusetts Medical School.
I numeri parlano chiaro: il protocollo MBSR è stato utilizzato in più di 25.000 casi. Su PubMed, uno dei più prestigiosi database di letteratura biomedica, compaiono oltre 23.000 articoli scientifici sulla mindfulness.

Non stiamo parlando di opinioni, ma di dati empirici, trials clinici, meta-analisi, ricerche neuroscientifiche condotte con risonanza magnetica funzionale ed elettroencefalografia.

📌𝗜 benefici validati dalla scienza
La letteratura scientifica dimostra che la mindfulness produce effetti documentabili e misurabili:

🔹Riduzione dello stress e gestione dell'ansia:
Significativa riduzione dei livelli di cortisolo, con miglioramenti clinicamente significativi mantenuti anche a distanza di tre anni dalla fine del training.

🔹Effetti sul dolore cronico:
Riduzione dell'intensità del dolore fino al 40% e percezione meno sgradevole fino al 57%, confermata da studi di neuroimaging.

🔹Neuroplasticità:
La pratica costante modifica la struttura del cervello, aumentando lo spessore corticale, migliorando la connettività attenzionale, rafforzando l'ippocampo e potenziando la regolazione emotiva. Modificazioni stabili e durature.

🔹Prevenzione della depressione:
Riduzione del 44% dei tassi di ricaduta nelle persone con tendenze depressive.

🔹Sistema immunitario:
Chi pratica costantemente tende ad ammalarsi meno, con risultati superiori persino all'attività fisica regolare.

✅𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 lo stress: il potere trasformativo dell'osservatore

C'è un aspetto della mindfulness che va oltre i benefici sintomatici: la capacità di creare in noi la figura dell'osservatore.

Quando pratichiamo la consapevolezza, impariamo progressivamente a disidentificarci dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni. Scopriamo che non siamo le nostre preoccupazioni, non siamo la nostra ansia, non siamo nemmeno i nostri pensieri.

Diventiamo capaci di osservare il flusso dei contenuti mentali come uno spettatore che guarda le nuvole passare nel cielo.

Questa "consapevolezza distaccata" rappresenta una vera rivoluzione interiore. Significa passare da "Io sono ansioso" a "Sto osservando l'ansia". È la differenza tra essere travolti da un'onda emotiva ed osservarla formarsi, crescere e dissolversi.

Quando sviluppiamo questa capacità di osservazione non giudicante, interrompiamo i circuiti automatici di reattività.
Non dobbiamo più lottare contro i nostri stati interni: possiamo riconoscerli, accoglierli, e lasciarli andare.

Ed è qui che la mindfulness diventa un potente strumento di autoconoscenza.
L'OSSERVATORE INTERIORE ci permette di vedere i nostri pattern, le nostre tendenze, i nostri condizionamenti. Scopriamo come reagiamo automaticamente a certe situazioni, quali pensieri ricorrenti alimentano le nostre ansie, quali emozioni evitiamo sistematicamente.

Solo ciò che vediamo chiaramente può essere trasformato. La consapevolezza è la lampada che illumina l'interno della nostra mente, permettendoci di conoscerci autenticamente, al di là delle narrazioni che ci raccontiamo su noi stessi.

📌𝗟𝗮 pratica: semplice e alla portata di tutti

Praticare la mindfulness non richiede ore di meditazione in un monastero tibetano.
Non serve essere buddisti, né abbracciare alcuna filosofia particolare. La mindfulness è una pratica laica, scientificamente validata, che può essere integrata nella vita di chiunque.

Bastano 15 minuti al giorno. Quindici minuti in cui ci sediamo in un luogo tranquillo, assumiamo una postura comoda ma vigile, e dirigiamo intenzionalmente l'attenzione al respiro.
Quando la mente vaga – e vagherà, è la sua natura – gentilmente riportiamo l'attenzione all'ancora del respiro. Ancora e ancora. Senza giudizio, con pazienza, con curiosità.

Non stiamo cercando di svuotare la mente o eliminare i pensieri. Stiamo allenando la capacità di stare presenti, di notare, di accogliere.
Stiamo costruendo quel muscolo dell'attenzione che nella vita quotidiana ci permetterà di essere meno reattivi e più consapevoli. Con la pratica costante, la mindfulness diventa un modo di essere che si estende a ogni momento della giornata.

📌𝗟' approccio olistico: il sincretismo che trasforma
Ciò che rende la mindfulness così potente è proprio il suo essere un ponte tra oriente e occidente, tra saggezza antica e scienza moderna.

L'approccio olistico integra conoscenze millenarie sulle pratiche contemplative con le acquisizioni più recenti delle neuroscienze e della psicologia cognitiva.
Questo sincretismo non è una semplice somma di tecniche, ma una visione integrata dell'essere umano che riconosce l'interdipendenza di mente, corpo e spirito.

Quando pratichiamo la mindfulness o ci dedichiamo ad altre forme di meditazione, stiamo coltivando una relazione più saggia con la totalità della nostra esperienza, onorando ogni dimensione del nostro essere.
È tempo di abbandonare i pregiudizi che relegano queste pratiche al regno del "new age" o del "poco scientifico". Le evidenze sono schiaccianti.

🎯𝗜𝗹 tuo benessere o quello dei tuoi cari non può più aspettare. Viviamo tempi accellerati e mentre la nostra attenzione è il vero bussiness le realzioni che riusciamo a stabilire sono sempre più fugaci e reattive.

Se sei arrivato a leggere fino a qui, probabilmente qualcosa in te risuona con queste parole. Forse senti che qualcosa nella tua vita ha bisogno di cambiare, ma non sai da dove iniziare.
La mindfulness non è la soluzione miracolosa a tutti i problemi della vita. Ma ti offre qualcosa di prezioso: la possibilità di cambiare radicalmente il tuo rapporto con l'esperienza.

Quando decidi che il tuo benessere non può essere più rimandato, quando scegli di investire quindici minuti al giorno nella pratica della consapevolezza, stai intraprendendo un viaggio di trasformazione.

Stai coltivando la capacità di essere davvero presente nella tua vita. Stai costruendo quella resilienza interiore che ti permetterà di navigare le tempeste con maggiore equilibrio.

La pratica inizia esattamente da dove sei ora, con tutto ciò che porti con te, ansie, dubbi, difficoltà.
La consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento. E il momento per iniziare è adesso.

Se desideri approfondire la pratica della mindfulness attraverso un percorso personalizzato, esplorare altri strumenti per il benessere psicofisico integrati nel tuo stile di vita, o semplicemente iniziare questo viaggio di trasformazione con un supporto professionale, siamo qui per accompagnarti.
Prenderti cura di te.
Non affidare il tuo benessere a un algoritmo. Riprendi il timone della tua vita attraverso la pratica della presenza consapevole.

Un abbraccio,
Claudia, Life & Emotional Coach, Holistic Operator in Action per una vita Drama Free 🦋
📧 claudiaforini@yahoo.it
📱 WhatsApp: 3758480750






La coerenza non è rimanere fedeli a una decisione presa in passato, ma rimanere fedeli a noi stessi/e nel presente.Quant...
04/02/2026

La coerenza non è rimanere fedeli a una decisione presa in passato, ma rimanere fedeli a noi stessi/e nel presente.

Quante volte continuiamo a percorrere una strada solo perché l'abbiamo scelta tempo fa? Come se cambiare idea fosse un segno di debolezza, di incoerenza, quasi un fallimento?

Ci aggrappiamo a progetti, relazioni, situazioni che non ci rispecchiano più, trascinandoci avanti con una rigidità che scambiamo per determinazione.

Ma la verità è un'altra: noi cambiamo, i nostri desideri evolvono, le nostre priorità si trasformano. Ciò che aveva senso ieri può non averlo più oggi. E questo non solo è normale, è necessario.

La citazione che ho scelto oggi per voi non invita all'incostanza, ma all'onestà, alla coerenza interiore, al rispetto di ciò che sentiamo nel profondo.

Ci chiede di fermarci, di ascoltarci davvero, di interrogarci: questa decisione mi porta dove voglio davvero andare?

Ostinarsi non è forza. A volte è solo paura: paura del giudizio altrui, paura di ammettere che ci siamo sbagliati/e, paura di ricominciare. Ma la vera forza sta nel coraggio di riconoscere quando una strada non è più la nostra e soprattutto nel permesso che ci diamo di cambiarla.

Il problema è che spesso non riusciamo nemmeno a immaginare che cambiare sia possibile. Le nostre credenze limitanti non ci bloccano solo nell'azione, ci bloccano prima ancora, nel pensiero. Ci impediscono persino di vedere che esiste una via d'uscita.

Oggi, concediti questo: il permesso di esaminare una tua scelta, quella che ti fa sentire in un vicolo cieco, che ti tiene in una situazione che ti fa soffrire. Non con senso di colpa, né rabbia verso chiunque possa averla condizionata, ma con gentilezza verso te stesso/a.

Le decisioni non sono prigioni, sono punti di partenza che possiamo sempre rinegoziare con la versione più autentica di noi.

Un abbraccio,
Claudia, Life & Emotional Coach, Holistic Operator in Action per una vita Drama Free 🦋
📧 claudiaforini@yahoo.it

📱 WhatsApp: 3758480750

𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗧𝗔̀ 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗖𝗜𝗢̀ 𝗖𝗛𝗘 𝗩𝗘𝗗𝗜Ve lo chiedo piano, ma sul serio:vi siete mai fermati a pensare che la materia è qua...
03/02/2026

𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗧𝗔̀ 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗖𝗜𝗢̀ 𝗖𝗛𝗘 𝗩𝗘𝗗𝗜

Ve lo chiedo piano, ma sul serio:
vi siete mai fermati a pensare che la materia è quasi tutta vuota?
Che anche il nostro corpo, questo corpo che sentiamo così concreto, è fatto quasi interamente di spazio?

Io quando l’ho capito non ho fatto un ragionamento.
Mi sono fermata.
E basta.

La fisica lo dice chiaramente:
a livello atomico, oltre il 99,999999999% della materia è vuoto.
Il nucleo è minuscolo.
Se un atomo fosse grande come uno stadio,
il nucleo sarebbe 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗼𝘀𝗰𝗮 𝗮𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼.
Una mosca.
Tutto il resto è spazio.

E noi siamo fatti di atomi.
Quindi sì, riguarda anche noi.

Quando questa cosa mi è entrata davvero,
non ho avuto una risposta.
Ho sentito un brivido.
Uno di quelli che ti lasciano senza parole
e senza voglia di riempire subito.

E lì ho capito una cosa importante:
se la stragrande maggioranza di me è invisibile,
forse è a quella parte che dovrei imparare a connettermi.
Non per fuggire dal corpo,
ma per 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗺𝗶 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼.

Mi è tornata in mente una frase del buddhismo:
“𝗟𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗲̀ 𝘃𝘂𝗼𝘁𝗼, 𝗶𝗹 𝘃𝘂𝗼𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮.”
All’inizio sembra un paradosso.
Poi capisci che parla di esperienza,
non di teoria.
Di cosa succede quando smetti di identificarti solo con ciò che vedi.

Anche Eckhart Tolle lo dice in modo molto semplice:
quando ti fermi nel silenzio,
quando contempli lo spazio invece di riempirlo,
𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗮𝗻𝗱𝗲.
Non perché aggiungi qualcosa,
ma perché togli il rumore.
E questo, col tempo, cambia tutto.

Nel taoismo c’è una frase che amo molto:
“𝗘̀ 𝗶𝗹 𝘃𝘂𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗮𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲.”
Il vaso non serve per la sua forma,
ma per lo spazio che contiene.
E più vai avanti con gli anni,
più capisci che vale anche per noi.

Anche nella mistica cristiana c’è lo stesso invito.
Meister Eckhart dice che Dio si incontra
solo quando si smette di cercarlo come un oggetto.
Quando ci si svuota abbastanza
da lasciare spazio.

Tradizioni diverse, parole diverse.
Ma tutte indicano una cosa sola:
𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗻𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝘃𝘂𝗼𝘁𝗼,
𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲,
𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗴𝗮.

E quando la coscienza si allarga,
inizia a includere più informazioni,
più visioni,
più possibilità.
Progetti, intuizioni, comprensioni
che prima non trovavano spazio.

Per questo oggi sento che la vera ricerca
non è riempirsi di contenuti,
𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘃𝘂𝗼𝘁𝗼
senza paura.

Perché se siamo fatti soprattutto di invisibile,
è lì che possiamo davvero incontrarci.

E allora vi chiedo questo, con tutta la semplicità possibile:
che cosa succede se provate, anche solo per un attimo,
a connettervi al vuoto che siete?

Teresa, Life Spiritua Coach
351 352 9184

Indirizzo

Genova
16121

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393289138088

Sito Web

https://www.instagram.com/lapalestradellanima/, https://www.youtube.com/@lapalestr

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