03/04/2026
Un anno fa, Sara Campanella, una giovane donna di 22 anni, veniva uccisa da un collega universitario.
Nello stesso periodo, una sua coetanea, Ilaria Sula, moriva per mano dell’ex partner.
Quelli di Ilaria e di Sara non sono stati casi isolati di femminicidio: nel nostro Paese, la violenza di genere rappresenta un problema strutturale.
In Italia, il contesto culturale continua a essere un terreno fertile per la diffusione di dinamiche violente e di controllo all’interno delle relazioni, a partire dall’adolescenza.
Come emerge dal nuovo rapporto di Save the Children, “Stavo solo scherzando”, nel nostro Paese, molti adolescenti vivono dinamiche violente nella loro quotidianità.
Cresciuti in un mondo iperconnesso, i più giovani utilizzano le piattaforme anche come “estensione” della propria vita, trovandosi esposti a commenti o giudizi sul proprio corpo e a dinamiche sessualizzanti da parte di terzi.
In questo modo, i pericoli che i giovani affrontano ogni giorno per strada o nei luoghi pubblici finiscono per manifestarsi anche nella realtà virtuale. Inoltre, molti adolescenti hanno segnalato dinamiche violente anche all’interno dei loro rapporti affettivi.
Si tratta di comportamenti che, però, non sempre vengono riconosciuti come “violenti”, perché spesso sono normalizzati o ridimensionati a mero “scherzo”, anche se in realtà sono dolorosi e in grado di avere gravi ripercussioni sulla vita di una persona.
Davanti a tutto questo risulta sempre più evidente quanto sia necessario fornire ai ragazzi e alle ragazze gli strumenti necessari e le informazioni corrette per comprendere meglio se stessi, le loro emozioni e comportamenti, contrastando stereotipi e discriminazioni e promuovendo modelli relazionali basati sul rispetto e sul consenso.
Per questo, chiede l’approvazione di una legge che preveda percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità all’interno dei piani formativi delineati in base alle loro età, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alle secondarie di secondo grado.
Per formare generazioni più consapevoli, attente e libere.
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