08/03/2026
178. RASHEA – Si potrebbe considerarlo il re dei fiori, poiché tutti i fiori del Pianeta gli appartengono. Insegna il linguaggio dei fiori, cioè il significato simbolico delle diverse specie floreali nei loro rapporti con l'uomo e l'Universo. In effetti il colore, la forma, il numero dei petali dipendono dalle leggi universali di analogia. In base a queste, si può stabilire quale sia il vero significato della bellezza tra i fiori. Addentrandosi maggiormente nella sua conoscenza si imparerà a osservare e comprendere ogni fiore da un punto di vista occulto e a concepirne l'insieme delle singole qualità a uso magico.
(tratto da "La Pratica dell'evocazione magica", di Franz Bardon)
Rashea appartiene alla Gerarchia della Sfera della Terra ed è uno dei 360 Governatori che presiedono ai molteplici processi naturali e sottili operanti nel nostro mondo. Come gli altri Governatori di questa sfera, egli dirige specifiche funzioni della natura e rende accessibili al mago le leggi causali che regolano determinati ambiti dell’esistenza.
Nel caso di Rashea, il suo dominio riguarda in modo particolare il regno floreale. La sua attribuzione di “re dei fiori” è indice di una funzione gerarchica relativa alle forze formative che presiedono alla morfologia dei fiori: la conformazione del perianzio, la disposizione dei petali nella corolla, la simmetria del fiore, il numero degli elementi fiorali, la fillotassi, il tipo di infiorescenza nonché la pigmentazione dei tessuti e le caratteristiche aromatiche.
Secondo l’insegnamento ermetico, tali caratteristiche non sono casuali, ma riflettono precise leggi di analogia tra il microcosmo e il macrocosmo. Il colore di un fiore, la sua morfologia, il numero delle sue parti costitutive e perfino il suo profumo sono manifestazioni sensibili di determinate qualità cosmiche ed elementari.
La conoscenza di queste corrispondenze riveste un ruolo fondamentale nella pratica magica. Attraverso di esse il mago può determinare quali piante e quali fiori siano in risonanza con determinate forze planetarie, elementari o akashiche, e quindi utilizzarli consapevolmente in operazioni di magia naturale, preparazioni spagiriche o lavori rituali.
Un simile principio era già stato ampiamente trattato nella tradizione ermetica rinascimentale. Cornelio Agrippa, nella sua filosofia occulta, sottolinea come ogni pianta possieda specifiche corrispondenze cosmiche e come la loro forma e le loro proprietà derivino dalle influenze dei pianeti, degli elementi e delle virtù occulte della natura. In questo senso, il cosiddetto “linguaggio dei fiori” non si riduce a un sistema simbolico convenzionale, ma rappresenta la manifestazione sensibile di leggi universali di analogia.
L’insegnamento attribuito a Rashea conduce dunque a una percezione più profonda del mondo vegetale: il fiore non è più considerato soltanto come oggetto estetico o botanico, ma come condensazione visibile di forze sottili e di principi cosmici. La comprensione di tali relazioni permette al mago di impiegare le essenze floreali con maggiore precisione e consapevolezza nelle proprie operazioni.
È interessante osservare, da un punto di vista botanico, come molti fiori classificati come “fiori perfetti” siano ermafroditi, cioè dotati contemporaneamente degli organi riproduttivi maschili e femminili: gli stami, che costituiscono la parte maschile produttrice di polline, e il pistillo con il suo ovario, che rappresenta la componente femminile. Questa struttura racchiude simbolicamente un principio di unione delle polarità, e dal punto di vista ermetico può essere interpretata come manifestazione naturale dell’equilibrio tra le correnti elettrica e magnetica, ossia del fluido elettromagnetico.
Esistono inoltre piante definite monoiche, nelle quali i fiori maschili e femminili sono distinti ma presenti sulla medesima pianta. In questo caso le due polarità sono separate a livello del singolo fiore, pur rimanendo unite all’interno dello stesso organismo vegetale.
Infine vi sono le piante dioiche, nelle quali i fiori maschili e quelli femminili si trovano su individui distinti. In termini simbolici, ciò corrisponde a una manifestazione più accentuata delle due polarità: i fiori maschili rappresentano la corrente elettrica, mentre quelli femminili esprimono la corrente magnetica.
Anche sotto questo aspetto il mondo vegetale mostra come le leggi della polarità e dell’analogia, fondamentali nell’ermetismo, siano inscrite nella stessa struttura della natura.
In virtù di questo, diventa molto più semplice "ricostruire" il sigillo di tale ente legato al segno della Vergine.