01/05/2026
C’è stato un momento della mia vita in cui il lavoro era solo qualcosa da fare.
Ne ho fatti tanti di lavori prima di scoprire che amavo insegnare.
In quella parte della mia vita il lavoro non mi rappresentava. Non mi nutriva. Non mi somigliava.
E dentro sentivo una distanza sottile ma costante tra ciò che facevo e ciò che ero.
Poi, nel tempo, qualcosa è cambiato. Non tutto insieme. Ma passo dopo passo.
Ho iniziato a chiedermi non solo “cosa devo fare?", ma cosa voglio costruire?”
Nella tradizione indiana esiste una figura che amo molto: Vishvakarma, l’architetto degli Dei.
Colui che dà forma all’invisibile. Che costruisce mondi.
E il suo insegnamento, in fondo, è semplice: ciò che crei… crea anche te.
Da allora ho iniziato a vedere il lavoro in modo diverso. A fare il lavoro che amo e, soprattutto, a farlo a modo mio. Come espressione. Come pratica. Come percorso.
In questo 1 maggio non voglio celebrare solo il “fare”, ma il senso. La direzione.
La possibilità di costruire qualcosa che mi e ti assomigli davvero.
E tu?
Ti senti dentro ciò che stai costruendo?
Scrivimelo nei commenti o in DM sarà bello scambiare.