14/02/2026
LA VARIANTE K ED IL MOSCONE CONTRO IL VETRO
Ogni anno, ad inizio stagione autunnale, mi viene sistematicamente chiesto: "come sarà quest'anno l'influenza". Ed io, sistematicamente, rispondo: "Se non emergerà nessun ceppo pandemico, sarà come gli altri anni: una br**ta epidemia stagionale". Generalmente i giornalisti non sono contenti di questa risposta, ma quelli che mi conoscono se ne fanno una ragione.
Quest'anno è però intervenuta una novità che ha consentito di scrivere qualche titolo un po' diverso rispetto agli anni precedenti. E' arrivata la variante K. E giù con un profluvio di opinioni, dichiarazioni, previsioni, elucubrazioni.
Comunque, alla domanda "come sarà questa variante K?", ho continuato a rispondere "come tutte le altre varianti che si sono sviluppate negli anni e che nessuno ha mai nominato". Delusione.
Ora che la stagione si avvia verso la conclusione possiamo iniziare a ti**re le somme, che sintetizzerei nei seguenti punti:
1. L'epidemia stagionale è stata, per intensità, abbastanza simile a quella dei due anni precedenti.
2. L'epidemia è stata anticipata di 3-4 settimane rispetto allo scorso anno.
3. Gli accesi al pronto soccorso e i ricoveri ospedalieri sono stati leggermente superiori rispetto allo scorso anno.
4. I casi gravi, come sempre, erano per la maggior parte in persone non vaccinate.
5. I virus influenzali sono stati predominanti rispetto ad altri virus (COVID19 e RSV in particolare).
6. Fra i ceppi influenzali circolanti ha dominato il sottotipo A/H3N2 (quello che include la variante K) rispetto all'A/H1N1, ma se guardiamo gli isolamenti provenienti dagli ospedali (casi più gravi) l'A/H1N1 è anche molto presente (almeno per un terzo dei casi).
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Si fa fatica a fare titoli con questi dati. Ma una cosa è certa: come ogni anno, anche durante quest'ultima stagione, milioni di italiani sono stati male per colpa dell'influenza e migliaia sono quelli che non hanno superato l'infezione. La mortalità stagionale è stata uguale allo scorso anno e quello scorso ancora. Di influenza si sta male e si muore.
E la variante K? Grazie alle tecniche molecolari oggi possiamo dare un nome ai ceppi che si distinguono e trovano il loro spazio per la propagazione. Ma il fatto che gli abbiamo dato un nome non significa che siano più brutti e cattivi.
Piuttosto c'è da farsi una domanda: come mai, pur sapendo che ogni anno l'influenza sarà la stessa, non si fa nulla per ridurne l'impatto? Arriva l'epidemia, prevista e prevedibile, ed il sistema sanitario ci va a sb****re contro ogni anno senza freni.
Come un moscone contro il vetro.
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Il report completo: https://respivirnet.iss.it/pagine/rapportoInflunet.aspx