19/12/2025
Interessante articolo che offre lo spunto per qualche riflessione critica.
Sulla esistono molte evidenze sperimentali – dalle cellule ai modelli animali fino all’uomo – della sua efficacia. Il meccanismo d’azione sembra legato a un aumento della del tessuto e del metabolismo cellulare – un effetto che, concettualmente, non è così lontano da quello dello zafferano.
La differenza? Lo zafferano è accessibile, la fotobiomodulazione richiede apparecchiature, personale sanitario e quindi costi non trascurabili.
Per quanto riguarda la , è vero che questa tecnica può favorire una maggiore penetrazione della nell’occhio. Tuttavia, restano aperte domande importanti sull’effetto della stimolazione elettrica sulla , che è a tutti gli effetti sistema nervoso centrale. Su questo aspetto, le informazioni disponibili sono ancora limitate.
A fronte di risultati clinici che restano in parte da chiarire, una cosa è certa: il costo della procedura, dell’operatore e della tecnologia.
In questo contesto, vale la pena ricordare che esistono strategie fitoterapiche, come lo ®, che mostrano da anni evidenze sperimentali e cliniche sulla protezione e la resilienza del tessuto retinico, con un profilo di sicurezza elevato e un’accessibilità decisamente maggiore.
La tecnologia può essere una risorsa, ma la biologia – quando ben compresa – spesso arriva agli stessi obiettivi con strumenti più semplici.
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