31/01/2026
MINDFULNESS, BUDDHISMO E TAO
Molte pratiche di meditazione, adottate in psicoterapia cognitiva, hanno richiami al Buddhismo e al Taoismo. Lao Tzu, filosofo cinese morto 531 anni prima di Cristo, così predicava ai suoi allievi:
“La saggezza non consiste nel governare gli altri, ma nel governare se stessi. La nobiltà non consiste nel potere e nel rango sociale, ma è una questione di autorealizzazione. Quando ti realizzi, troverai tutto il mondo in te stesso. La felicità non consiste nella ricchezza o nella condizione sociale, ma è una questione di armonia, armonia dentro te e tra te e il mondo. Coloro che sanno abbastanza da considerare importante l'interiorità, e poco importante il mondo, sono vicini alla via. Ecco perché ho detto: raggiungi il culmine del vuoto e conserva la massima quiete. Mentre le miriadi di cose agiscono in concerto: io contemplo il loro ritorno, ognuna fiorisce e poi ritorna alla propria radice.”
Con la Meditazione di Consapevolezza cerchiamo il vuoto, l’astinenza mentale per poter poi focalizzare meglio. In questo stato di immobilità e di tranquillità si acuisce anche la nostra facoltà dell’intuizione. Potremo capire meglio, avere migliori spiegazioni, o cogliere elementi sottovalutati, avere addirittura delle illuminazioni.
Come dice un grande maestro di meditazione contemporaneo:
“Se l’acqua tranquilla permette di riflettere gli oggetti, che cosa potrà riflettere una mente tranquilla?”