07/02/2025
🎭 La Finta Inclusione dei Calzini Spaiati vs. la Realtà dei DSA nelle Scuole Superiori 🎭
Ogni anno, il primo venerdì di febbraio, vediamo i social riempirsi di foto di calzini spaiati. Un gesto simbolico per celebrare la diversità e l’inclusione. Un messaggio positivo, certo, ma cosa succede quando i riflettori si spengono?
Nella realtà quotidiana delle scuole superiori, molti studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) si trovano di fronte a ben altra situazione. Nonostante la Legge 170/2010 garantisca loro strumenti compensativi e misure dispensative per favorire un apprendimento equo, in troppi istituti questa normativa viene ignorata.
🔴 DSA? Meglio cambiare scuola…
Invece di ricevere supporto, molti ragazzi con DSA si sentono dire che “forse questa scuola non è adatta a te”, suggerendo il trasferimento come unica soluzione. Ma il diritto allo studio non è un favore: è un diritto sancito dalla legge.
🔴 Misure non applicate, strumenti negati
Molti insegnanti, per mancanza di formazione o sensibilità, faticano ad accettare che leggere un libro, scrivere un testo o fare calcoli possa essere una sfida reale per questi studenti. Così, mappe concettuali, verifiche orali o tempi extra diventano concessioni arbitrarie anziché strumenti indispensabili.
🔴 Doppi standard: il simbolo vs. l’azione
Se l’inclusione si limitasse a un post sui social, sarebbe tutto facile. Ma il rispetto delle norme richiede impegno quotidiano. Non bastano i calzini colorati se poi, nelle aule, si nega il diritto all’istruzione a chi apprende in modo diverso.
📢 Inclusione vera significa applicare la legge, non solo celebrarla sui social.
Se vogliamo davvero fare la differenza, cominciamo a chiederci: nella nostra scuola, chi tutela i ragazzi con DSA? Perché l’inclusione non può essere solo una bella immagine su Instagram, ma deve tradursi in azioni concrete.
✍️ Condividi se credi che il diritto allo studio debba essere rispettato per tutti.