07/03/2026
COMUNICARE CON UNA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA
La gestione del paziente affetto da Demenza non passa solo attraverso la terapia farmacologica. Nel 2026, la comunità scientifica è concorde nel riconoscere all’approccio relazionale e alle terapie farmacologiche pari dignità per migliorare la qualità di vita del paziente e del Caregiver.
Quando il linguaggio verbale comincia a mancare e’ più facile che il paziente abbia crisi di agitazione, ma la relazione quotidiana può diventare un utile strumento terapeutico per controllare lo stress e i Disturbi del comportamento.
- Ogni forma di Demenza/ nelle fasi avanzate altera la percezione della realtà. Spesso l’aggressività e l’agitazione sono reazioni ad un ambiente che il paziente non riconosce e percepisce come minaccioso. L’approccio più adatto è la VALIDAZIONE EMOTIVA, ossia smettere di convincere il paziente che sta sbagliando e iniziare a confermare e condividere le emozioni che sta provando.
- Con l’avanzare della malattia, quando le parole mancano, il linguaggio non verbale è fondamentale: quando gli parli mettiti fisicamente alla stessa altezza del paziente ( LIVELLO DEGLI OCCHI), e adotta un atteggiamento rilassato e rassicurante.
- Se il paziente insiste e si agita, perché vuole tornare dalla mamma (anche se defunta da molti anni) e’ inutile cercare di convincerlo con il ragionamento, risulta più utile la VALIDATION THERAPY. Per esempio: Ti manca molto la tua mamma? Raccontami di lei. Convalidare la sua emozione placa la agitazione, cercare di correggere il dato di realtà la alimenta.
- Il paziente con deficit cognitivo ha tempi di reazione più lunghi. Quindi dopo aver posto una domanda e’ bene attendere almeno 20 SECONDI, senza incalzarlo per stimolare la risposta. Questo silenzio riduce il senso di “performance “ e può prevenire il corto circuito comunicativo che porta all’agitazione.
- Evita domande aperte, se deve scegliere il paziente va in agitazione. Invece di “ cosa preferisci per pranzo?” e’ meglio: “ preferisci pasta o riso?”TROPPE OPZIONI CONFONDONO DI PIÙ IL PAZIENTE.
- Oggi sappiamo che un ambiente rumoroso può indurre agitazione e la SINDROME DEL SUNDOWNING. E’ meglio evitare i dispositivi rumorosi, il silenzio e la tranquillità ambientale favoriscono quella mentale.
- Esistono dei dispositivi dí stimolazione sensoriale progettati per la Demenza. Utilizzare brevi SESSIONI DI MUSICA FAMILIARE O FOTO DIGITALI può rappresentare un “ ponte comunicativo “quando le parole vengono meno.
- Non chiedere mai “ Ti ricordi?” Questa frase evoca idee di fallimento e vergogna. E’ meglio sostituirla con: “ guarda chi c’è, e’ venuta a trovarti tua nipote Maria”.
Una buona comunicazione con il tuo familiare malato dipendente anche dal tuo stato di benessere. Lo stress e il Burnout del Caregiver viene percepito dal paziente, creando una tensione circolare.
Di recente alcuni studi hanno confermato che una relazione empatica e l’uso di tecniche di Reminiscenza, possono ridurre il ricorso ai Neurolettici per il controllo dei disturbi del comportamento.