Dottoressa Maria Teresa Soldovieri

Dottoressa Maria Teresa Soldovieri Dott.ssa MARIA TERESA SOLDOVIERI Medico Chirurgo PSICHIATRA PSICOGERIATRA. Eseguo Valutazioni Neuropsicologiche di 1^ e di 2^ livello.

Medico Chirurgo Psicogeriatra
Già responsabile del Centro di Assistenza Domiciliare del Distretto 2 e responsabile del Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze del Distretto 2 – 5 della ASL RM 6 Già Responsabile del Centro di Assistenza Domiciliare del Distretto 2 e Responsabile del Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze del Distretto 2 - 5 della ASL RM6. Sono stata Referente Scientifico della Associazione Alzheimer Castelli Romani dal 2012 al 2020. Molti anni di esperienza in ambito psichiatrico e psicogeriatrico mi hanno permesso di acquisire ampie competenze nella diagnosi e nel trattamento delle Demenze, nel trattamento farmacologico e non dei disturbi comportamentali e nella cura dei Disturbi Depressivi e di ansia dell’anziano e dell’adulto. Eseguo Valutazioni Geriatriche Multidimensionali per Invalidità Civile. Redigo relazioni psicogeriatriche per l’accert della competenza decisionale ai fini Medico- Legali ( per Notai, per Giudici Tutelari ed Avvocati ). Effettuo incontri di Counseling, di formazione e di informazione per familiari e Care Givers dei soggetti con Demenza. Collaboro con un Team di Avvocati specializzati nei procedimenti finalizzati alla tutela dei soggetti fragili ( Amministrazioni di sostegno ed Interdizioni). Patologie da me trattate: Demenze Degenerative; Demenze Vascolari; Disturbi emotivo - affettivi e comportamentali correlati alle Demenze; Disturbi Depressivi; Disturbi di Ansia; Disturbi da Attacchi di Panico.

07/03/2026

COMUNICARE CON UNA PERSONA AFFETTA DA DEMENZA
La gestione del paziente affetto da Demenza non passa solo attraverso la terapia farmacologica. Nel 2026, la comunità scientifica è concorde nel riconoscere all’approccio relazionale e alle terapie farmacologiche pari dignità per migliorare la qualità di vita del paziente e del Caregiver.
Quando il linguaggio verbale comincia a mancare e’ più facile che il paziente abbia crisi di agitazione, ma la relazione quotidiana può diventare un utile strumento terapeutico per controllare lo stress e i Disturbi del comportamento.
- Ogni forma di Demenza/ nelle fasi avanzate altera la percezione della realtà. Spesso l’aggressività e l’agitazione sono reazioni ad un ambiente che il paziente non riconosce e percepisce come minaccioso. L’approccio più adatto è la VALIDAZIONE EMOTIVA, ossia smettere di convincere il paziente che sta sbagliando e iniziare a confermare e condividere le emozioni che sta provando.
- Con l’avanzare della malattia, quando le parole mancano, il linguaggio non verbale è fondamentale: quando gli parli mettiti fisicamente alla stessa altezza del paziente ( LIVELLO DEGLI OCCHI), e adotta un atteggiamento rilassato e rassicurante.
- Se il paziente insiste e si agita, perché vuole tornare dalla mamma (anche se defunta da molti anni) e’ inutile cercare di convincerlo con il ragionamento, risulta più utile la VALIDATION THERAPY. Per esempio: Ti manca molto la tua mamma? Raccontami di lei. Convalidare la sua emozione placa la agitazione, cercare di correggere il dato di realtà la alimenta.
- Il paziente con deficit cognitivo ha tempi di reazione più lunghi. Quindi dopo aver posto una domanda e’ bene attendere almeno 20 SECONDI, senza incalzarlo per stimolare la risposta. Questo silenzio riduce il senso di “performance “ e può prevenire il corto circuito comunicativo che porta all’agitazione.
- Evita domande aperte, se deve scegliere il paziente va in agitazione. Invece di “ cosa preferisci per pranzo?” e’ meglio: “ preferisci pasta o riso?”TROPPE OPZIONI CONFONDONO DI PIÙ IL PAZIENTE.
- Oggi sappiamo che un ambiente rumoroso può indurre agitazione e la SINDROME DEL SUNDOWNING. E’ meglio evitare i dispositivi rumorosi, il silenzio e la tranquillità ambientale favoriscono quella mentale.
- Esistono dei dispositivi dí stimolazione sensoriale progettati per la Demenza. Utilizzare brevi SESSIONI DI MUSICA FAMILIARE O FOTO DIGITALI può rappresentare un “ ponte comunicativo “quando le parole vengono meno.
- Non chiedere mai “ Ti ricordi?” Questa frase evoca idee di fallimento e vergogna. E’ meglio sostituirla con: “ guarda chi c’è, e’ venuta a trovarti tua nipote Maria”.
Una buona comunicazione con il tuo familiare malato dipendente anche dal tuo stato di benessere. Lo stress e il Burnout del Caregiver viene percepito dal paziente, creando una tensione circolare.
Di recente alcuni studi hanno confermato che una relazione empatica e l’uso di tecniche di Reminiscenza, possono ridurre il ricorso ai Neurolettici per il controllo dei disturbi del comportamento.

04/03/2026

Stress psicologico cronico: Attivazione neuroendocrina persistente

Lo stress psicologico cronico nasce da un prolungato sforzo emotivo o cognitivo, mantenendo l'attivazione continua dei percorsi di stress.

La percezione sostenuta della minaccia stimola l'asse ipotalamo-ipofisi-surrenale (HPA) e il sistema nervoso simpatico, portando al rilascio persistente di cortisolo e catecolamina.

L'esposizione a lungo termine agli ormoni dello stress altera la funzione ippocampale, amigdala e corteccia prefrontale, influenzando la memoria, la regolazione emotiva e il processo decisionale.

Fisiologicamente, lo stress psicologico cronico favorisce l'infiammazione sistemica, l'insulino-resistenza, l'ipertensione e la disregolazione immunitaria

Con il tempo, questo stato di stress disadattivo aumenta il rischio di disturbi dell'umore, malattie cardiovascolari e disfunzioni metabolica.

Lo stress psicologico cronico riflette un durevole squilibrio neuroendocrino che influisce sia sulla salute cerebrale che sistemica.

19/02/2026
24/01/2026

Per te che vivi con “ la Demenza” è frequente che il tuo familiare malato ti segua in ogni stanza, anche nel bagno, che osservi ogni tuo movimento, diventi ansioso fino all’agitazione quando ti allontani. Questo è il comportamento di “ SHADOWING”
Per il malato di Demenza il mondo circostante diventa sconosciuto, confuso e imprevedibile. TU sei il suo punto di riferimento che lo fa sentire al sicuro. Quando sparisci anche per pochi minuti, il tuo familiare si sente perso e spaventato, non è eccessivo attaccamento o egoismo e’ solo bisogno di rassicurazione in un mondo ormai sconosciuto a volte percepito come minaccioso!
Quando succede non stai sbagliando ne il tuo familiare vuole renderti la vita più difficile, ha solo bisogno di sicurezza e la cerca nel modo che conosce.
Piccoli gesti di rassicurazione, momenti di calma e connessione possono fare una grande differenza.
MOLTI CAREGIVERS PENSANO SIA “DIPENDENZA O RICERCA DI ATTENZIONE “ IN REALTÀ E’ SOLO PAURA.

21/12/2025
10/07/2025

Dopo mesi di mobilitazione e denuncia pubblica, il Comitato esprime soddisfazione per la riapertura a pieno regime del Centro di

22/05/2025
Ottima iniziativa!! Da replicare in ogni ospedale!!
12/03/2025

Ottima iniziativa!! Da replicare in ogni ospedale!!

Nel mese della Giornata Mondiale dell’Alzheimer.
05/09/2024

Nel mese della Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

❤️

25/03/2024
I
21/09/2023

I

Oggi trentesima Giornata Mondiale dell’Alzheimer, il mio pensiero va ai tanti pazienti affetti da Demenza che ho seguito e seguo in tanti anni di professione, ai loro familiari con i quali ho condiviso il loro doloroso cammino di perdita lenta ma inesorabile del loro caro!! Va a tutti gli operatori che lavorano a fianco dei pazienti con Demenza, che riescono a mantenere un atteggiamento di umanità e di “pietas “ nel rispetto della loro dignità!
Grazie a tutti i ricercatori che non si arrendono nella sfida che li porterà a trovare una cura definitiva!! Alle Associazioni che sostengono le famiglie ed a quei pochi politici e amministratori che sono sensibili e sostengono progetti e iniziative a favore dei pazienti affetti da Demenza e delle loro famiglie!!

21/09/2023

Oggi trentesima Giornata Mondiale dell’Alzheimer, il mio pensiero va ai tanti pazienti affetti da Demenza che ho seguito e seguo in tanti anni di professione, ai loro familiari con i quali ho condiviso il loro doloroso cammino di perdita lenta ma inesorabile del loro caro!! Va a tutti gli operatori che lavorano a fianco dei pazienti con Demenza, che riescono a mantenere un atteggiamento di umanità e di “pietas “ nel rispetto della loro dignità!
Grazie a tutti i ricercatori che non si arrendono nella sfida che li porterà a trovare una cura definitiva!! Alle Associazioni che sostengono le famiglie ed a quei pochi politici e amministratori che sono sensibili e sostengono progetti e iniziative a favore dei pazienti affetti da Demenza e delle loro famiglie!!

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00045

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