22/04/2026
Non è sempre scontato riuscire a portare gli studenti dentro la realtà concreta delle professioni, soprattutto quando si tratta di ambiti così delicati e complessi come quello medico-sanitario. Eppure, nella mattinata di martedì 14 aprile, dalle ore 9 alle ore 12, questo è accaduto, grazie a un’uscita didattica formativa che ha coinvolto le classi 3R e 3Z dell’Istituto, accompagnate rispettivamente dalle docenti Sofia Macchione e Carmela Andiloro.
Destinazione: il Centro Medico GATJC di Gioia Tauro, luogo in cui la medicina smette di essere un concetto astratto per diventare pratica quotidiana, metodo, precisione, responsabilità. Un’esperienza resa possibile grazie alla preziosa disponibilità della dottoressa Cremonese, che ha accolto studenti e docenti guidandoli all’interno di un percorso di osservazione diretto e altamente formativo.
Qui gli studenti hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con il funzionamento di un laboratorio analisi, seguendo da vicino le diverse fasi della refertazione dei campioni biologici e comprendendo come dietro ogni risultato si nasconda un processo rigoroso, fatto di competenze, strumenti e scelte accurate.
Non si è trattato di una semplice visita, ma di un’esperienza immersiva che ha permesso ai ragazzi di osservare procedure diagnostiche fondamentali, come l’esecuzione di un elettrocardiogramma e di un’ecografia, momenti in cui la tecnologia incontra la capacità interpretativa del professionista. Particolarmente significativo è stato anche l’accesso alla camera di crioconservazione e al laboratorio di embriologia, spazi altamente specializzati che hanno aperto una finestra su ambiti della medicina spesso poco conosciuti, ma estremamente delicati e carichi di implicazioni etiche e scientifiche.
In un tempo in cui la scuola è chiamata sempre più a costruire ponti tra sapere e saper fare, esperienze come questa assumono un valore che va oltre la semplice uscita didattica: diventano occasioni di orientamento consapevole, strumenti per interrogarsi sul proprio futuro, ma soprattutto momenti in cui gli studenti imparano a guardare il mondo con maggiore attenzione e responsabilità.
Perché è proprio lì, tra strumenti, procedure e silenzi carichi di concentrazione, che si comprende davvero cosa significhi prendersi cura della vita. E forse, senza neanche accorgersene, qualcuno inizia già a immaginare il proprio posto dentro tutto questo.