08/03/2023
Alcuni genitori vivono mediante i loro «figli trofeo», estensioni del sé da sfoggiare in giro. Il ragionamento soggiacente è questo: se mio figlio fa «qualcosa di grande» allora significa che «sono grande anche io». Sono genitori che non avendo mai realizzato se stessi, vivono attraverso i figli-oggetto che divengono gli unici responsabili dell'inevitabile infelicità genitoriale.
Altri genitori, invece, più saggiamente, si assumono la responsabilità della propria vita e lasciano ai figli il diritto di costruirsene una a propria immagine e somiglianza, scandita in base a bisogni individuali. I bisogni del figlio non vengono machiavellicamente sostituiti da quelli del genitore.