28/05/2016
PROTESI D'ANCA
COSA E’
L’anca è l’articolazione che collega il bacino all’arto inferiore e consente il trasferimento del movimento dal tronco alle gambe e la sorrezione del peso corporeo.
Sostituzione della testa femorale
Impianto della protesi
Riavvicinamento delle parti anatomiche
Anca “come nuova”!
La protesi dell’anca consiste nella sostituzione della parte ossea femorale e/o di quella acetabolare che fanno parte dell’articolazione dell’anca.
La parte nuova è generalmente costituita in titanio o ceramica: materiali anallergici e che si adattano al tessuto umano senza, in genere, provocare rigetto.
PERCHE’ SI FA LA PROTESI ALL’ANCA?
Le cause principali che conducono all’intervento di sostituzione dell’anca sono:
artrosi dell’anca,
grave frattura della testa femorale,
displasia congenita,
artriti severe e deformanti.
Nel caso dell’artrosi dell’anca, che rappresenta la causa principale per cui si ricorre alla protesizzazione, è bene ricordare al paziente che oltre all’intervento chirurgico esiste una strategia di tipo conservativo, che consiste in una serie di accorgimenti e indicazioni utili per evitare o ritardare l’intervento, alcune indicazioni da seguire sono:
Diminuire il peso corporeo (se necessario) per non sovraccaricare l’anca,
Evitare lunghe camminate o lavori pesanti,
Fare una buona fisioterapia, che serve a prevenire o ritardare l’impianto della protesi, ma anche, eventualmente, a preparare il paziente all’intervento,
Assumere i farmaci consigliati dal medico.
Quando il metodo conservativo è già stato vagliato e non dà al paziente i risultati sperati, si procederà con l’intervento chirurgico.
Anche se si tratta di un intervento non banale e il processo di guarigione è lungo, la protesi in questi casi rappresenta “l’ultima spiaggia” in una situazione in altro modo non curabile e restituisce al paziente “un’anca nuova” e funzionante, eliminando il dolore.
CONTROINDICAZIONI ALLA PROTESI ALL’ANCA
La scelta di impiantare o no la protesi dipende principalmente dalle condizioni cliniche del paziente, in generale durante tutti i grandi stati infiammatori o quadri sanitari a rischio è controindicato sottoporre il paziente all’intervento.
TIPI DI PROTESI
Esistono vari tipi di protesi d’anca a seconda delle componenti sostituite e dei materiali utilizzati per il fissaggio: si parla di protesi parziale (endoprotesi) quando viene sostituita la sola componente femorale, ossia lo stelo (gambo) e la testa protesica, mentre con protesi totale (artroprotesi) si intende la sostituzione sia della componente femorale che di quella acetabolare.
A seconda del fissaggio scelto possiamo avere una protesi cementata, che offre un carico precoce ma maggiori problemi in caso di reimpianto, o una protesi non cementata, con caratteristiche opposte.
QUANTO DURA UNA PROTESI ALL’ANCA?
In media le protesi moderne hanno una durata che va dai 15 ai 20 anni, tutto in dipendenza dal soggetto: fattori predisponenti all’usura precoce della protesi ed a una sua durata minore sono il peso corporeo e l’attività fisica, inoltre più il paziente è giovane più avrà bisogno di sostituire la sua protesi nel corso della vita.
Per fare i due esempi estremi diciamo che un paziente giovane, sovrappeso e particolarmente attivo dovrà subire molto probabilmente uno o più reimpianti, al contrario a un soggetto anziano, magro e poco attivo basterà la protesi originale.
SI PUO’ FARE SPORT CON UNA PROTESI ALL’ANCA?
Sì, ma occorre precisare alcuni punti: è fondamentale una corretta fisioterapia che consenta una ripresa funzionale ottimale (eliminazione del dolore, movimento completo e buon tono muscolare), inoltre è bene evitare tutti gli sport “dannosi” per la salute della protesi: le attività più impegnative come basket, calcio, pallavolo eccetera accelerano l’usura della protesi e predispongono a un reimpianto, così come tutti gli sport a rischio di incidenti e cadute: sci alpino, equitazione e simili possono facilmente provocare fratture e lussazioni, al contrario il nuoto è un’ottima scelta.
Al paziente è consigliato di intraprendere un’attività sportiva a livello non agonistico ma solo a scopo ludico-ricreativo, favorendo tutte le attività che non mettono in pericolo la protesi sia dal punto di vista dell’usura che da quello dei traumi.
CI SONO PROTESI PER I GIOVANI?
Per i pazienti giovani è fondamentale scegliere un tipo di protesi che garantisca una maggiore durata nel tempo; tra le possibili soluzioni ricordiamo:
Le protesi conservative, che prevedono una minore asportazione di tessuti ossei per l’impianto, quindi il tessuto originario è conservato al massimo delle sue possibilità,
Gli accoppiamenti a bassissima usura, che utilizzano superfici protesiche che generano una minore quantità di detriti nel tempo: mentre le protesi tradizionali prevedono l’utilizzo d’interfacce in ceramica-polietilene o metallo-polietilene, queste “speciali” protesi prevedono l’uso di accoppiamenti metallo-metallo o ceramica-ceramica o metallo-ceramica.
PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO CHIRURGICO
Come vi suggerirà l’ortopedico, è bene giungere all’intervento chirurgico con una muscolatura preparata, in modo che una volta iniziata la riabilitazione, la strada da seguire sia più semplice e il processo di guarigione più veloce.
ESERCIZI PER RINFORZARE LA MUSCOLATURA
Esercizio 1
Sdraiato a pancia in su, metti un asciugamano piccolo arrotolato sotto il ginocchio (o una palla di gomma piuma) e schiaccialo in basso, tieni la contrazione per almeno 5 secondi; ripeti l’esercizio almeno 15 volte.
Esercizio 2: “fare il ponte”
Sdraiato a pancia in su piega le gambe e appoggia i piedi al letto, poi alza il sedere e tienilo sollevato per 5 secondi, scendi e ripeti l’esercizio una decina di volte.
Esercizio 3
Mettiti sul fianco opposto alla gamba che fa male e solleva la gamba verso il soffitto, ripeti l’esercizio almeno 10 volte.
Esercizio 4
Sempre sul fianco opposto, porta in dietro la gamba come per “dare un calcio”, ripeti per 10 volte.
Esercizio 5
Sollevare la gamba: sdraiato, solleva la gamba dal letto tenendo il ginocchio bene teso, ripeti per almeno 10 volte; se ti risulta troppo facile puoi aggiungere un pesetto alla caviglia (lo trovi in tutti i negozi sportivi).
Esercizio 6
Siediti sul letto o sulla sedia in modo che i piedi non tocchino terra ed estendi il ginocchio dell’anca malata più volte, tienilo esteso e conta fino a 10; anche in questo caso puoi aggiungere un pesetto alla caviglia.
ESERCIZI PER ALLUNGARE I MUSCOLI CONTRATTI (STRETCHING)
L’allungamento dei muscoli è una parte fondamentale nella fisioterapia e nello sport, in quanto consente al muscolo di mantenere le sue proprietà elastiche e di rimanere estensibile e più efficiente nel tempo.
E’ importante dopo qualunque attività fare un buono stretching; qua sotto trovi le posture di allungamento, che è bene mantenere per 15-20 secondi affinché siano efficaci.
Esercizio 1
Sdraiato a pancia in su, porta le gambe al petto e tienile con le mani: sentirai “ti**re” i glutei e la schiena in basso: è molto probabile che tu non riesca ad assumere questa posizione per via dell’artrosi all’anca, in tal caso non preoccuparti e passa all’esercizio successivo!.
Esercizio 2
A pancia in su, piega le gambe e appoggia i piedi sul letto, divarica le gambe: sentirai ti**re l’interno coscia.
Esercizio 3
A pancia in giù, fatti aiutare da una persona a piegare dolcemente il ginocchio finché non senti ti**re la parte anteriore della coscia: se preferisci puoi anche provare a metterti in ginocchio “seduto sui talloni”.
Esercizio 4
Seduto sul letto, distendi le gambe e allunga le braccia fino a toccare le punte dei piedi (evita se hai problemi alla schiena), tieni il ginocchio il più disteso possibile: sentirai ti**re la parte posteriore della coscia.
Esercizio 5
Seduto sul letto, distendi le gambe e con un asciugamano abbastanza lungo tira il piede verso di te finché non senti ti**re il polpaccio, mantieni il ginocchio ben diritto.
INTERVENTO CHIRURGICO
PRIMA DELL’INTERVENTO…
Saranno necessari alcuni esami di routine e precauzioni prima dell’operazione:
– Visita anestesiologica
– Esami sanguigni
– Eventuali esami specialistici (test allergologici, respiratori, cardiologici…)
– Perdita di peso se necessaria
– Sostituzione o interruzione di alcuni farmaci già in uso, come cardioaspirina, coumadin eccetera.
E’ fondamentale prima del ricovero informare il proprio chirurgo di patologie significative, evitare di fumare, non bere e mangiare nulla per il tempo stabilito dal medico.
L’INTERVENTO…
L’operazione dura da una a due ore, il paziente, è sotto anestesia, viene posizionato sul lettino operatorio in una posizione congrua e comoda per il chirurgo.
Le vie cutanee disponibili per l’intervento sono tre: anteriore, posteriore e laterale, quest’ultima è la più usata e prevede un’incisione sul fianco di circa 15 cm.
Facendo l’esempio di una protesi totale, il chirurgo elimina il collo e la testa del femore e posiziona lo stelo nella cavità midollare dell’osso e la coppa nell’acetabolo.
RISCHI E COMPLICANZE
Nonostante sia un intervento tra i più eseguiti e dimostra un buon successo, come per tutti gli aspetti della medicina vi sono possibili complicanze, tra queste ricordiamo:
L’infezione periprotesica: si verifica nello 0,5% dei casi, è la complicanza più temibile perché mette a rischio l’intervento e obbliga il paziente a sottoporsi o a una pulizia chirurgica della protesi (nelle prime settimane dall’intervento) o nel caso peggiore a un reimpianto.
Purtroppo in certi casi avviene anche se si ha una procedura chirurgica e antibiotica corretta, si può manifestare nell’immediato post operatorio fino ad anni dall’intervento, se il paziente ha problemi di immunodeficienza o diabete mellito i rischi sono molto maggiori.
La trombosi venosa: che grazie alle precauzioni adottate, come i farmaci anticoagulanti e le calze elastiche, è piuttosto rara.
La lussazione: può avvenire nel post-operatorio se il paziente esegue i MOVIMENTI VIETATI quali:
E’ molto importante che il paziente non esegua questi movimenti per un periodo abbastanza lungo dopo l’intervento, sicuramente il personale medico-sanitario che vi segue vi avrà dato tutte le indicazioni necessarie.
POST OPERATORIO…
Il paziente passerà da 4 ai 10 giorni ricoverato in ospedale, a seconda delle sue condizioni di salute, dell’età e del tipo di intervento.
Dopo circa due giorni il paziente può iniziare a camminare con due stampelle, che potranno essere abbandonate:
Dopo circa 2 settimane per le protesi cementate
Dopo 4-6 settimane per le protesi non cementate
In media il paziente può tornare alle sue normali attività dopo 6-8 settimane di corretta riabilitazione e percorso regolare e senza problemi.
COSA FARE A CASA
E’ bene continuare a seguire tutte le precauzioni che vi sono state fornite in ospedale per evitare i rischi sopra elencati: metti sempre le calze elastiche, anche se è estate o ti danno fastidio.
Ti ricordo ancora i MOVIMENTI VIETATI:
• Flessione d’anca maggiore di 90° (anche piegando il tronco in avanti!): se devi piegarti per raccogliere un oggetto, usa qualche strategia (ci sono bastoni provvisti di ventosa all’estremità per raccogliere gli oggetti da terra ad esempio); se devi infilarti le scarpe usa un calzascarpe lungo…tutti questi utili strumenti puoi trovarli nei migliori negozi di articoli ortopedici.
• Incrociare le gambe
• Addurre (avvicinare) le cosce: tieni sempre un cuscino fra le gambe quando ti muovi nel letto.
Puoi sicuramente fare alcuni semplici esercizi che ti aiuteranno a recuperare il tono muscolare e la capacità motoria, molti sono simili agli esercizi pre-operatori che probabilmente avrai fatto:
ESERCIZI PER CASA
Esercizio 1
Per i primi giorni allentati anche solo a piegare ed estendere la gamba da sdraiato, se questo ti risulta già facile passa agli esercizi successivi.
Esercizio 2
Inizia fin da subito a muovere il piede e il ginocchio: anche se senti un po’ di dolore questo aiuta la circolazione!
Esercizio 3
Sdraiato a pancia in su, metti un asciugamano piccolo arrotolato sotto il ginocchio e schiaccialo in basso, tieni la contrazione per almeno 5 secondi; ripeti l’esercizio almeno 15 volte.
Esercizio 4
Fare “il ponte” sdraiato a pancia in su piega le gambe e appoggia i piedi al letto, poi alza il sedere e tienilo sollevato per 5 secondi, scendi e ripeti l’esercizio una decina di volte.
Esercizio 5
Mettiti sul fianco opposto alla gamba operata e solleva la gamba verso il soffitto, ripeti l’esercizio almeno 10 volte.
ATTENZIONE! METTI SEMPRE UN CUSCINO TRA LE GAMBE PRIMA DI VOLTARTI SUL FIANCO
Esercizio 6
Sempre sul fianco, porta in dietro la gamba come per “dare un calcio”, ripeti per 10 volte: ricorda sempre di mettere il cuscino tra le gambe!
ESERCIZI DI ALLUNGAMENTO (STRETCHING)
L’allungamento dei muscoli è una parte fondamentale nella fisioterapia e nello sport, in quanto consente al muscolo di mantenere le sue proprietà elastiche e di rimanere estensibile e più efficiente nel tempo.
E’ importante dopo qualunque attività fare un buono stretching; qua sotto trovi le posture che devi mantenere per 15-20 secondi affinché siano efficaci.
Esercizio 1
A pancia in su, piega le gambe e appoggia i piedi sul letto, divarica leggermente le gambe: sentirai ti**re l’interno coscia.
Esercizio 2
A pancia in giù, fatti aiutare da una persona a piegare dolcemente il ginocchio finché non senti ti**re la parte anteriore della coscia: se preferisci puoi anche provare a metterti in ginocchio “seduto sui talloni”.
Esercizio 3
Seduto sul letto, distendi le gambe e con un asciugamano abbastanza lungo tira il piede verso di te finché non senti ti**re il polpaccio, mantieni il ginocchio ben diritto (fai attenzione a non piegare il busto in avanti, mi raccomando!).