04/03/2026
Nulla di più VERO!!!! Chapeau Sanchez 🫶🏼🫶🏼🫶🏼
Ci sono parole che ci obbligano a fermarci.
Parole che ricordano a tutti noi che la pace è fragile, è responsabilità quotidiana.
Parole che ci interrogano come esseri umani.
Riporto qui il discorso di Sanchez in risposta a Trump che parla proprio di questo, della necessità di non cedere alla logica dell’escalation, della memoria delle guerre recenti, del dovere di cercare soluzioni che non passino per la distruzione:
“Quello che sta accadendo è estremamente grave. Il mondo sta entrando in una dinamica di escalation militare che può avere conseguenze imprevedibili.
È così che iniziano le grandi catastrofi dell’umanità. Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone.
La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: NO ALLA GUERRA. Non risolveremo i problemi del mondo con conflitti e bombe.
Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership.
La Spagna difende una soluzione diplomatica, il rispetto del diritto internazionale e la ricerca di una de-escalation immediata.
Le guerre recenti ci hanno insegnato che gli interventi militari unilaterali non portano stabilità, ma spesso più terrorismo, più instabilità e crisi economiche.
Per questo motivo il governo spagnolo ha deciso che il nostro Paese non parteciperà a questa escalation e non contribuirà a operazioni che non rispettano la legalità internazionale.
Non lo facciamo per paura di ritorsioni. Lo facciamo perché è coerente con i nostri valori e con i nostri interessi.
Non ripeteremo l’errore dell’Iraq, non saremo complici per paura delle ritorsioni. Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e contrario ai nostri valori e ai nostri interessi solo per evitare ritorsioni da qualcuno.
La Spagna continuerà a difendere la pace, il multilateralismo e la diplomazia come unica strada per risolvere i conflitti.”
Al di là dei contesti e delle appartenenze, queste parole ci ricordano una verità: la pace non è mai garantita, e la guerra non è mai inevitabile.
Ogni volta che il mondo scivola verso la logica della forza, siamo chiamati a chiederci quale parte vogliamo avere nella storia: quella che alimenta la spirale o quella che prova a spezzarla.
La responsabilità collettiva nasce proprio qui:
nel rifiuto dell’indifferenza,
nella memoria delle ferite già vissute,
nella scelta di non normalizzare la violenza,
nella consapevolezza che la dignità umana non può essere negoziata.
La pace non è un gesto ingenuo.
È un atto di coraggio, di lucidità, di fedeltà a ciò che ci rende umani.