11/02/2026
LA NUOVA PIRAMIDE ALIMENTARE PREMIA IL CIBO VERO: DECODIFICHIAMO
"Più proteine, niente cibi processati. Kennedy: 'Torniamo alle origini'"
Non sono certamente il primo ad intervenire..
Ma occorre farlo.
Nella piramide alimentare americana sono al VERTICE BASSO, ed è corretto.
I cereali restano un elemento fondamentale, ma a una condizione: che siano integrali, i cosiddetti whole grain. Quelli cioè che contengono tutte le parti del chicco di grano: amido, crusca, germe. Sì a pasta integrale, fatta con grani antichi sardi — parte integrante della nostra tradizione mediterranea — o con grano saraceno. E sì, più in generale, ai cereali “scuri” come il riso integrale, il riso nero o il riso rosso. Senza estremismi.
Mangiare occasionalmente un piatto di pasta raffinata o un risotto non comporta conseguenze automatiche o allarmistiche. Il punto quindi, non è la demonizzazione del singolo pasto, ma la scelta abituale. Nella dieta quotidiana andrebbero privilegiati i cereali integrali, più ricchi di fibre e con un impatto metabolico diverso, rispetto a quelli raffinati. In questo senso, l’idea di una piramide alimentare “invertita” non è una rivoluzione ideologica, ma una distinzione qualitativa: i cereali raffinati collocati in basso sono da consumare con moderazione; quelli integrali, più in alto, da favorire con continuità. È una differenziazione sul tipo di cereale, prima ancora che sulla categoria in sé.
Ma gli zuccheri sono anche nella frutta. La piramide trumpiana dà indicazioni corrette in merito a frutta e verdura: 5 porzioni al giorno. Ma se le verdure e i legumi sono da consumare regolarmente, la frutta merita un occhio di riguardo in più. Va, cioè, scelta con criterio. È vero che è un alimento sano, ma è altrettanto vero che contiene zuccheri: in termini metabolici, la frutta è zucchero. Per questo non tutte le varietà sono equivalenti e non tutte sono adatte a un consumo frequente, soprattutto in presenza di condizioni come il diabete o l’insulino-resistenza.
Occorre quindi distinguere tra la frutta più zuccherina e quella con un profilo nutrizionale più favorevole.
[Dott Roberto Diana]