Voce nel Silenzio ABA

Voce nel Silenzio ABA Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Voce nel Silenzio ABA, Centro di riabilitazione, Via f. lli kennedy 14, gorla minore.

SU QUALI EVIDENZE SCIENTIFICHE SI BASANO LE NOSTRE SCELTE EDUCATIVE?Adottare un approccio EVIDENCE-BASED significa fonda...
08/02/2026

SU QUALI EVIDENZE SCIENTIFICHE SI BASANO LE NOSTRE SCELTE EDUCATIVE?

Adottare un approccio EVIDENCE-BASED significa fondare gli interventi educativi e riabilitativi sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, utilizzandole per guidare le scelte educative e monitorare in modo sistematico gli effetti dell’intervento.

In questo quadro, l’Analisi del Comportamento Applicata (ABA) rappresenta uno degli approcci maggiormente supportati dalla ricerca scientifica.
L’ABA utilizza i principi dell’Analisi del Comportamento per analizzare e strutturare l’insegnamento in modo sistematico nei contesti di vita reali.

Un approccio evidence-based come l’ABA produce vantaggi concreti per tutti i soggetti coinvolti.

PER CHI RICEVE L’INTERVENTO
Permette di progettare interventi strutturati, osservabili e verificabili, orientati allo sviluppo di competenze funzionali e alla loro generalizzazione nei diversi contesti di vita.
L’obiettivo non è l’addestramento di risposte isolate, ma la costruzione di abilità utili e significative.

PER LA FAMIGLIA
Offre chiarezza sugli obiettivi, sulle modalità di insegnamento e sui progressi nel tempo.
Questo favorisce una collaborazione consapevole con i professionisti e una maggiore coerenza educativa tra casa, scuola e altri contesti di vita del bambino.

PER GLI INSEGNANTI E OPERATORI SCOLASTICI
Nel contesto scolastico, l’ABA rappresenta uno strumento fondamentale per trasformare l’inclusione in insegnamento efficace.
Le evidenze scientifiche permettono di strutturare ambienti di apprendimento accessibili, adattare le attività didattiche e intervenire in modo mirato sui comportamenti che interferiscono con l’apprendimento, mantenendo alte le aspettative educative.

Un approccio evidence-based come l’ABA non è una ricetta rigida, ma un modello scientifico che guida le scelte educative, rendendo l’insegnamento intenzionale, flessibile e monitorabile.

Si possono fare molti interventi educativi,
ma quanti hanno lo stesso livello di evidenza scientifica,
la stessa chiarezza metodologica
e la stessa efficacia documentata dell’Analisi del Comportamento Applicata?

✨ Quando una storia fa il giro dell’Italia✨ Apri i giornali online e non te lo aspetti.Poi scorri. E continui a scorrere...
24/01/2026

✨ Quando una storia fa il giro dell’Italia✨

Apri i giornali online e non te lo aspetti.
Poi scorri. E continui a scorrere.
E ti rendi conto che la stessa storia sta comparendo un po’ ovunque, in giro per l’Italia.

Un progetto nato qui che oggi viaggia, viene raccontato, prende spazio.
Visto da fuori fa quasi strano.
Vissuto da dentro… emoziona tantissimo.

Non è solo visibilità.
È la sensazione che quello che stiamo costruendo arrivi, superi i confini, tocchi persone lontane.

Dentro questi articoli c’è un percorso.
E c’è tutta l’energia per andare avanti.

(Negli screen alcune delle pubblicazioni uscite in questi giorni) ✨

https://www.irno24.it/salerno-fondazione-mendozzi-al-self-m-aid-award-vince-linclusione

https://cavalierenews.it/eventi/33268/innovazione,-inclusione-e-talento-al-sigep-la-terza-edizione-del-self-m-aid-award-celebra-i-nuovi-protagonisti-del-settore.html

https://www.napolivillage.com/gustum/premiazione-self-m-aid-award-al-sigep-vince-linclusione/

https://www.zazoom.it/2026-01-22/innovazione-inclusione-e-talento-al-sigep-la-terza-edizione-del-self-m-aid-award/18506814/

https://www.ncanews.it/it/echi-e-faville-42/salerno-protagonista-al-sigep-self-m-aid-award-20-167540/article

https://www.teleradio-news.it/2026/01/22/da-salerno-a-rimini-le-premiazione-di-self-m-aid-award-della-fondazione-carlo-mendozzi/

https://www.salernotoday.it/social/fondazione-mendozzi-premio-sigep-rimini.html

https://www.occhisusalerno.it/it/echi-e-faville-42/salerno-protagonista-al-sigep-self-m-aid-award-20-167540/article

https://mapressnews.blogspot.com/2026/01/premiazione-self-m-aid-award-al-sigep.html

https://www.viviroma.it/index.php?option=com_community&view=groups&task=viewbulletin&groupid=216&bulletinid=20480&Itemid=142

https://www.informatutto.info/index.php?mainpage=notizie.php&path=unknown&forceelementid=54322

https://www.varesenews.it/2026/01/il-gelato-sociale-di-gorla-minore-trionfa-al-sigep-daniela-landonio-vince-il-self-m-aid-award/2467177/

https://www.lucianopignataro.it/a/innovazione-inclusione-e-talento-al-sigep-la-terza-edizione-del-self-m-aid-award-celebra-i-nuovi-protagonisti-del-settore/287375/

https://www.saronnonews.it/2026/01/23/il-gelato-sociale-di-gorla-minore-trionfa-al-sigep-daniela-landonio-vince-il-self-m-aid-award/

https://dgnews.altervista.org/premiazione-self-m-aid-award-al-sigep-vince-linclusione/

https://www.malpensanews.it/2026/01/il-gelato-sociale-di-gorla-minore-trionfa-al-sigep-daniela-landonio-vince-il-self-m-aid-award/946498/

🏆 PRIMO PREMIO – SELF M-AID AWARD 🏆✨ Tutto inizia da un viaggio. 🚆 Una stazione, un treno, l’emozione di partire insieme...
20/01/2026

🏆 PRIMO PREMIO – SELF M-AID AWARD 🏆
✨ Tutto inizia da un viaggio. 🚆

Una stazione, un treno, l’emozione di partire insieme.
Poi il palco, la premiazione, l’orgoglio 💙

E dopo, la semplicità delle cose belle:
un gelato condiviso 🍦, una risata, il tempo che si allenta.

In mezzo, le persone che rendono possibile il percorso:
chi insegna 👨‍🏫👩‍🏫, chi accompagna, chi sceglie di credere e investire nelle competenze.

Queste foto raccontano molto più di una premiazione.
Raccontano un’esperienza vissuta fino in fondo ✨

Progetto Inside Aut
Voce nel Silenzio

20/01/2026

🎉 Una giornata che porteremo con noi 🎉

Domenica 19 gennaio, al SIGEP di Rimini, abbiamo vissuto un momento intenso ed emozionante, in un contesto di eccellenza, innovazione e grandi storie da raccontare.

Il primo e più sentito ringraziamento va alla Fondazione Carlo Mendozzi, che ci ha conferito il PRIMO PREMIO Self M-Aid Award, accompagnato da un contributo di 5.000 euro, per il progetto Inside Aut – Gelateria Sociale della Cooperativa Voce nel Silenzio.
https://www.fondazionecarlomendozzi.org/

Un riconoscimento che per noi ha un valore enorme, perché premia un percorso fatto di lavoro quotidiano, scelte difficili e attenzione costante alle persone.

Inside Aut nasce dall’esperienza maturata negli anni accanto a ragazzi con autismo, soprattutto nelle forme più complesse, e dalla consapevolezza che la sola dimensione terapeutica non è sufficiente.
Serve vita adulta, servono relazioni, serve lavoro, perché il lavoro è dignità, socialità e identità.

La gelateria sociale non è un simbolo, ma un luogo reale, dove l’impatto sociale diventa quotidianità.

Questo premio lo dedichiamo ai ragazzi, alle loro famiglie, e agli operatori che domenica erano con noi, in giro dalle sei del mattino per accompagnare i ragazzi fino a Rimini, con una dedizione silenziosa che fa davvero la differenza.

Un grazie speciale anche a Disaronno Ingredients che ha scelto di investire nella formazione dei ragazzi e degli operatori, credendo che la competenza sia un diritto, non un privilegio.

E grazie a Editrade Srl, che dopo la premiazione si è offerta di raccontare il nostro progetto attraverso i propri canali, perché l’inclusione ha bisogno anche di essere comunicata bene, per arrivare alle persone giuste.

Questo premio non è un punto di arrivo,ma un incoraggiamento forte a continuare, a rendere questo progetto sempre più concreto e sostenibile.

Insieme, continuiamo a dare voce al silenzio. 💙🍦

💙 Un  grande GRAZIE al Team Valle Olona 💙Da anni sostenete Voce nel Silenzio con continuità e sensibilità.Il vostro supp...
13/01/2026

💙 Un grande GRAZIE al Team Valle Olona 💙
Da anni sostenete Voce nel Silenzio con continuità e sensibilità.
Il vostro supporto è fondamentale per il nostro lavoro e per i progetti che portiamo avanti ogni giorno sul territorio.
Grazie per esserci, sempre.

Anche quest’anno la storica società ciclistica ha consegnato i fondi raccolti durante il Valle Olona Day a diverse associazioni che si occupano di aiutare chi si trova in difficoltà. Il momento è stato anche l’occasione per...

Oltre le Apparenze – 4 Scoperte Cruciali sull’Insegnamento del Gioco ai Bambini con AutismoLa revisione di Pane et al. (...
13/01/2026

Oltre le Apparenze – 4 Scoperte Cruciali sull’Insegnamento del Gioco ai Bambini con Autismo

La revisione di Pane et al. (2025) mette in discussione alcune pratiche consolidate nell’insegnamento del gioco ai bambini con autismo, evidenziando quattro tendenze che richiedono una riflessione più strategica.

1. L’ambiente naturale non è sempre il miglior punto di partenza
Sebbene l’obiettivo finale sia la generalizzazione delle abilità in contesti reali, la ricerca mostra che iniziare in ambienti troppo “naturali” può ostacolare l’apprendimento. Contesti strutturati e controllati possono facilitare l’acquisizione iniziale delle competenze, per poi essere trasferite in altri ambienti. Solo il 24% degli studi ha utilizzato ambienti naturali, suggerendo che la naturalità dovrebbe essere un traguardo, non un punto di partenza.

2. La ricerca privilegia l’età scolare, trascurando la fascia prescolare
Nonostante l’importanza universalmente riconosciuta dell’intervento precoce, la maggior parte degli studi si concentra su bambini dai 5 ai 9 anni (61%), mentre solo il 32% riguarda bambini tra 1 e 4 anni. Questo squilibrio rischia di perdere una finestra evolutiva cruciale, in cui il gioco si sviluppa rapidamente e in modo naturale.

3. Gli interventi avvengono spesso senza un compagno di gioco
Il gioco è intrinsecamente sociale, ma metà degli interventi analizzati viene svolta senza la presenza di un partner. Solo il 14% coinvolge un compagno “naturale” (genitore, pari, familiare). Questo approccio rischia di produrre abilità tecniche ma poco trasferibili alla dimensione sociale del gioco, creando competenze isolate e poco funzionali.

4. Si insegna soprattutto gioco funzionale, poco quello simbolico
L’83% degli interventi si concentra sul gioco funzionale, mentre solo il 26% affronta il gioco simbolico, cruciale per lo sviluppo del pensiero astratto, della teoria della mente e delle abilità narrative. Questa sproporzione rischia di mantenere i bambini su livelli di gioco basilari, senza promuovere la creatività e la capacità di immaginare scenari complessi.

Conclusione
Le quattro scoperte indicano una tendenza della ricerca a privilegiare interventi più controllabili e misurabili, a scapito della complessità ecologica del gioco reale. Pane et al. (2025) invitano a un riequilibrio: integrare fin dall’inizio elementi di naturalità, socialità e immaginazione, adattando l’intervento alle reali esigenze del bambino. L’obiettivo è costruire un percorso più completo, personalizzato e capace di valorizzare il potenziale del gioco come strumento di sviluppo globale.

Pane, H. M., Agana, T. R. T., Sidener, T. M., Reeve, S. A., Kisamore, A. N., & Nirgudkar, A. S. (2025). Teaching Toy Play Skills to Children With Autism Spectrum Disorder: A Scoping Review of the Literature. Behavioral Interventions, 40 (2).

Insegnare a Masticare: 5 Verità Scientifiche che Non Ti Aspetti 🧠🍎Introduzione: Molto Più di un Semplice Riflesso Natura...
09/01/2026

Insegnare a Masticare: 5 Verità Scientifiche che Non Ti Aspetti 🧠🍎

Introduzione: Molto Più di un Semplice Riflesso Naturale ✨

La maggior parte di noi dà per scontato l'atto di masticare. Lo consideriamo un'abilità innata, qualcosa che i bambini imparano naturalmente, passando gradualmente dalle pappe ai cibi solidi. Nel nostro campo, però, sappiamo che questa apparente semplicità nasconde una complessità motoria e comportamentale. È un riflesso così fondamentale che raramente ci fermiamo a pensare a come si sviluppa. Eppure, per alcuni bambini, specialmente quelli con disturbi dello sviluppo, la masticazione non è affatto un processo automatico. È un'abilità motoria complessa che deve essere scomposta, insegnata e praticata sistematicamente.
Per questi bambini, imparare a masticare è essenziale non solo per la nutrizione, ma anche per la sicurezza e la partecipazione sociale ai pasti. Questo ci porta a una domanda cruciale: cosa dice la scienza su come insegnare efficacemente questa abilità? Una revisione sistematica della letteratura scientifica (Alaimo et al., 2022) ha analizzato gli approcci basati sull'analisi del comportamento per insegnare a masticare, e le conclusioni sono a dir poco sorprendenti.
L’articolo esplora cinque scoperte inaspettate emerse da questa ricerca, offrendo una nuova prospettiva sul comportamento della masticazione.

1. La scienza è agli inizi: la ricerca è sorprendentemente scarsa 🔬

Nonostante la masticazione sia un'abilità vitale, la prima scoperta sorprendente è quanto poco sia stata studiata scientificamente nel campo dell'analisi del comportamento. La revisione sistematica di Alaimo e colleghi ha messo in luce una notevole carenza di studi rigorosi.
Dopo aver esaminato un totale di 94 studi identificati tramite database e altri 133 trovati nelle bibliografie degli articoli pertinenti, i ricercatori hanno concluso che solo otto studi empirici soddisfacevano i criteri di inclusione. Questo numero esiguo evidenzia una lacuna significativa in un'area critica degli interventi alimentari pediatrici e dimostra che la nostra comprensione scientifica su come insegnare a masticare è ancora in una fase embrionale.

2. Tutti concordano sull'importanza di masticare, ma non su cosa sia ❓

Un'altra scoperta controintuitiva è la mancanza di consenso su cosa significhi esattamente "masticare". Sebbene tutti gli otto studi analizzati mirassero a insegnare questa abilità, ognuno di essi l'ha definita in modo diverso. Questa variabilità rende difficile confrontare l'efficacia dei diversi approcci.
Ecco alcuni esempi delle diverse definizioni utilizzate:
• Uno dei primi studi ha definito la masticazione semplicemente sulla base di uno "schiocco" udibile.
• Studi più recenti si sono concentrati su un numero specifico di movimenti verticali della mandibola (su e giù).
• Un altro studio (Sisson & Dixon, 1986) ha definito la masticazione corretta come quella eseguita tenendo la bocca chiusa.
• Solo uno studio (Volkert et al., 2014) ha incluso una misura di "masticazione" per valutare se il cibo fosse stato sminuzzato a sufficienza da essere ingerito in sicurezza.
Questa assenza di una definizione standardizzata rappresenta un ostacolo per ricercatori e clinici, poiché impedisce di determinare quali interventi siano veramente più efficaci e perché.

3. L'ingrediente segreto è un mix, ma non sappiamo quale sia essenziale 🧩

Tutti gli otto studi esaminati hanno utilizzato interventi "multicomponente", ovvero pacchetti di trattamento che combinavano diverse strategie comportamentali. Questo approccio è comune e spesso efficace, ma lascia una domanda fondamentale senza risposta: quale di queste strategie è davvero indispensabile? Questo approccio a "pacchetto" è ulteriormente complicato dal problema che abbiamo appena discusso: se ogni team di ricerca definisce e misura la "masticazione" in modo diverso, diventa quasi impossibile confrontare una ricetta di successo con un’altra.
Le componenti più comuni incluse in questi pacchetti di intervento erano:
• Rinforzo differenziale: Premiare il bambino con lodi o oggetti preferiti quando esegue il comportamento di masticazione desiderato.
• Estinzione dell'evitamento (Escape extinction): Non permettere al bambino di evitare il boccone o di interrompere il pasto (ad esempio, tramite guida fisica gentile per completare il morso).
• Istruzioni verbali: Usare comandi semplici come "Mastica".
• Modeling: Il terapista o il genitore mostrano fisicamente il movimento della masticazione.
• Prompting fisico: Guidare delicatamente la mandibola del bambino per aiutarlo a eseguire il movimento.
Poiché queste strategie sono state sempre applicate insieme, al momento è impossibile sapere se una di esse sia più importante delle altre, o se tutte siano necessarie per ottenere un risultato. È come avere una ricetta di successo senza sapere quale sia l'ingrediente segreto.

4. La maggior parte degli interventi salta un primo passo cruciale ⚠️

Forse una delle scoperte più allarmanti è che la maggior parte degli interventi è iniziata senza una valutazione fondamentale. Solo due degli otto studi hanno riferito di aver condotto una valutazione motorio-orale formale prima di iniziare il trattamento. Va precisato che questo non significa che la sicurezza sia stata del tutto ignorata. Negli altri studi, i ricercatori hanno riportato che un medico o un logopedista avevano stabilito che il bambino poteva consumare in sicurezza cibi che richiedevano la masticazione. La differenza cruciale, però, sta tra un via libera generale alla sicurezza e una valutazione formale e dettagliata delle abilità motorie.
Una valutazione motorio-orale è un esame che valuta aspetti come la forza delle labbra e della lingua, la funzione di deglutizione e la protezione delle vie aeree. Il suo scopo è identificare eventuali problemi fisici o anatomici che potrebbero impedire al bambino di imparare a masticare. Saltare questo passaggio è problematico: è come cercare di insegnare a correre a qualcuno senza prima controllare se ha una gamba rotta. Senza questa valutazione, un intervento rischia di cercare di insegnare un'abilità che il bambino è fisicamente incapace di eseguire, confondendo un bambino che non vuole masticare con uno che non può farlo.

5. Non sappiamo se l'abilità acquisita sia davvero duratura ⏳

L'obiettivo finale di qualsiasi intervento è che l'abilità appresa venga mantenuta nel tempo e utilizzata in situazioni di vita reale. Tuttavia, la revisione ha rilevato prove molto limitate sulla generalizzazione e il mantenimento delle abilità di masticazione.
In termini semplici:
• Generalizzazione: Il bambino è in grado di masticare cibi diversi (non solo quelli usati durante la terapia) e in contesti diversi (come a scuola o al ristorante, oltre che a casa)?
• Mantenimento: Il bambino continua a masticare correttamente molto tempo dopo la fine della terapia?
La maggior parte degli studi si è basata su resoconti aneddotici dei genitori piuttosto che sulla raccolta di dati formali. Questo rende difficile trarre conclusioni definitive sull'efficacia a lungo termine degli interventi. Infatti, uno studio ha rilevato che, sebbene la masticazione migliorasse nelle sessioni di training strutturate, l'abilità veniva eseguita in modo meno costante durante un pasto naturale in famiglia. Questo è il divario cruciale che dobbiamo colmare per garantire che i progressi fatti in terapia si traducano in cambiamenti significativi nella vita di tutti i giorni.

Conclusione: Un'abilità degna della nostra attenzione 🌱

Questa revisione scientifica non si limita a evidenziare le lacune nella nostra conoscenza; ci offre una vera e propria mappa per il futuro della ricerca e della pratica clinica. I problemi identificati — definizioni incoerenti, mancanza di valutazioni preliminari e l'uso di "pacchetti" di trattamento non analizzati — rappresentano i prossimi passi fondamentali per il nostro campo.
Standardizzare le definizioni, insistere su valutazioni motorio-orali complete e scomporre gli interventi per capire quali componenti sono essenziali non sono esercizi puramente accademici. Sono i passaggi necessari per costruire terapie più efficaci, efficienti e personalizzate. In definitiva, un approccio più rigoroso e scientifico all'insegnamento della masticazione si traduce direttamente in una migliore qualità della vita per i bambini e le loro famiglie, trasformando i pasti da momenti di stress a opportunità di nutrimento e connessione.

Adams, W., Williams, K., & Ivy, J. (2020). Teaching tongue lateralization as a compo- nent of chewing instruction. Journal of Developmental and Physical Disabilities, 32(6), 1007–1022.
Alaimo, Seiverling l., Jones E. A. (2022). Teaching the Skill of Chewing From a Behavior Analytic Approach: A Systematic Review. Behavior Modification. 47(4) 822–844
Eckman, N., Williams, K. E., Riegel, K., & Paul, C. (2008). Teaching chewing: A structured approach. American Journal of Occupational Therapy, 62(5), 514– 521.
Sisson, L. A., & Dixon, M. J. (1986). Improving mealtime behaviors through token rein- forcement: A study with mentally re****ed behaviorally disordered children. Behavior Modification, 10(3), 333–354.
Volkert, V. M., Peterson, K. M., Zeleny, J. R., & Piazza, C. C. (2014). A clini- cal protocol to increase chewing and assess mastication in children with feeding disorders. Behavior Modification, 38(5), 705–729.
Volkert, V. M., Piazza, C. C., Vaz, P. C., & Frese, J. (2013). A pilot study to increase chewing in children with feeding disorders. Behavior Modification, 37(3), 391– 408.

IN ABA IL TEMPO NON È UN ALLEATO NEUTRO>>.>Queste affermazioni sono molto diffuse, sia nel contesto scolastico sia in qu...
09/01/2026

IN ABA IL TEMPO NON È UN ALLEATO NEUTRO

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Queste affermazioni sono molto diffuse, sia nel contesto scolastico sia in quello domiciliare.
Sono rassicuranti, ma NON DESCRIVONO I PROCESSI ATTRAVERSO CUI AVVIENE L’APPRENDIMENTO.

Fin dalle formulazioni di Skinner, il comportamento NON È SPIEGATO COME FUNZIONE DEL TEMPO CHE PASSA, ma come funzione delle CONTINGENZE AMBIENTALI.
Il semplice trascorrere del tempo NON PRODUCE NUOVI REPERTORI:
ciò che produce apprendimento è l’organizzazione sistematica di ANTECEDENTI, RISPOSTE E CONSEGUENZE.

Anche nella letteratura dell’Analisi del Comportamento Applicata, come riportato da Cooper, Heron e Heward,
l’apprendimento efficace è appaiato a una PROGETTAZIONE INTENZIONALE DELL’INSEGNAMENTO:
istruzioni chiare, ALTA DENSITÀ DI OPPORTUNITÀ DI RISPOSTA,
e CONSEGUENZE CONTINGENTI E IMMEDIATE.
NON ALL’ATTESA, NÉ ALLA MATURAZIONE SPONTANEA.

Quando non si osserva acquisizione di nuove abilità, l’attesa passiva senza modifica delle contingenze non rappresenta rispetto del ritmo individuale, ma stabilità delle condizioni che non generano cambiamento comportamentale.

Nel contesto scolastico questo si osserva quando, in nome dell’attesa,
si riducono le richieste, si dilatano i tempi morti e SI ABBASSANO I CRITERI DI PADRONANZA.
Nel contesto domiciliare accade quando gli insegnamenti vengono rimandati
o affidati alla sola esposizione, SENZA UNA PROGETTAZIONE INTENZIONALE.

La ricerca in ambito comportamentale mostra anche un aspetto spesso trascurato:
il tempo in cui un bambino non apprende è tempo in cui NON COSTRUISCE REPERTORI ALTERNATIVI, e in cui altri comportamenti, più semplici o più immediatamente funzionali per l’ambiente, POSSONO STABILIZZARSI.

ASPETTARE NON È UNA SCELTA NEUTRA.
È UNA SCELTA CHE PRODUCE EFFETTI.

In ABA NON SI ACCELERA IL BAMBINO.
Si RIORGANIZZA L’AMBIENTE, anche dal punto di vista temporale,
quando l’apprendimento non avviene.

IL RITMO NON È UNA CARATTERISTICA INTERNA DA ATTENDERE.
È IL PRODOTTO DI UN AMBIENTE CHE INSEGNA IN MODO EFFICACE.

IL TEMPO PUÒ DIVENTARE IL VERO LIMITE

Indirizzo

Via F. Lli Kennedy 14
Gorla Minore
21055

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