11/12/2025
👀 Hai presente quello strumento “con la casetta dentro” che in due secondi ti dice quante diottrie hai?
Sembra magia, ma è pura ottica.
E oggi ti porto dietro le quinte dell’autorefrattometro: come funziona davvero e perché non può essere l’unico passo dell’esame visivo.
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🔍 Dentro lo strumento succede questo:
un fascio di luce infrarossa entra nel tuo occhio, attraversa cornea e cristallino e arriva sulla retina.
La retina riflette la luce indietro… e lo strumento “legge” come è cambiata.
Da quella distorsione capisce se il fuoco cade:
• prima della retina → miopia
• dietro la retina → ipermetropia
• su due meridiani diversi → astigmatismo
È un’analisi oggettiva: rapida, precisa, affascinante.
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🧠 Le tecnologie dietro tutto questo?
Ci sono due approcci principali:
✨ Shack–Hartmann → un reticolo di microlenti scompone la luce in tanti punti e misura ogni minima deformazione.
✨ Autoretinoscopia → l’immagine della casetta si sposta e dei sensori misurano esattamente come il tuo occhio tenta di metterla a fuoco.
Sono metodiche avanzate… nate per semplificare un principio antichissimo: capire dove si forma il tuo fuoco visivo.
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👓 E allora perché serve ancora l’esame soggettivo?
Perché noi esseri umani accomodiamo, compensiamo, ci stanchiamo.
E soprattutto: la nitidezza non è tutto.
Un valore “giusto” sulla carta può non essere il valore più confortevole per te.
L’autorefrattometro ti dà il punto di partenza.
L’optometrista costruisce il risultato finale su misura.
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🎯 In sintesi
La macchina misura fisica e ottica.
L’occhio aggiunge biologia e comportamento.
L’optometrista aggiunge esperienza e personalizzazione.
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👁🗨 Lunettes Ottica – Vedere bene, vedersi meglio.
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