12/03/2026
🌈🌈Apro una riflessione, a partire dal caso mediatico della famiglia nel bosco, senza entrarci però direttamente nel merito, non avendo io elementi e conoscenza diretta della situazione, rispetto a cui solo gli attori coinvolti sono chiamati ad esprimersi.
Tuttavia, avendo lavorato come psicologa nelle comunità educative con famiglie multiproblematiche e, avendo avuto contatti diretti con il Tribunale per i minori, so che la tendenza è quella di mantenere la continuità affettiva, facendo il possibile per tutelare e preservare la relazione genitoriale, con supporti di vario genere. I procedimenti di allontamento, affido a adottabilità, sono veramente l'ultima spiaggia.
Ho visto anche genitori trascuranti dal punto di vista affettivo (a loro volta figli di genitori abusanti e maltrattanti) ma desiderosi di aiuti, disponibili a lavorare sui propri traumi per diventare genitori migliori.
I figli non ci appartengono e dobbiamo poter garantire loro non solo i bisogni primari ma anche affettivi, sociali e culturali, pur nella specificità delle proprie scelte educative e di vita.
L'isolamento sociale è un fattore di rischio per la salute psichica e ne abbiamo avuto prova durante gli anni della pandemia, durante i quali abbiamo assistito ad una crescita esponenziale di disturbi psichici,soprattutto tra gli adolescenti.
Per garantire una crescita sana dei nostri figli dobbiamo dare loro anche gli strumenti per diventare autonomi, liberi nelle proprie scelte e questo passa attraverso il diritto alla salute, all'istruzione e alla socializzazione. Io credo che, nel caso mediatico specifico, lo stile bucolico probabilmente sia stato davvero l'ultimo dei problemi.
Dott.ssa A. Raguso