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Vetica Le neuroscienze al servizio della tua salute

🔴 La corteccia orbitofrontaleLa corteccia orbitofrontale (OFC) è una regione della corteccia prefrontale situata nella p...
15/02/2026

🔴 La corteccia orbitofrontale

La corteccia orbitofrontale (OFC) è una regione della corteccia prefrontale situata nella parte inferiore del lobo frontale, sopra le orbite oculari. È fortemente connessa con

✅ l'amigdala
✅ i sistemi dopaminergici della ricompensa
✅ altre aree prefrontali

e sostiene l’integrazione tra emozione, motivazione e decisione.

🔹L’OFC è coinvolta in processi fondamentali per il comportamento adattivo:

✅valutazione delle ricompense e delle punizioni
✅processo decisionale basato sulle conseguenze
✅controllo degli impulsi e flessibilità comportamentale
✅regolazione delle emozioni
✅comportamento sociale e giudizio morale

📌Questa regione consente di scegliere azioni appropriate valutando il loro valore e le loro conseguenze.

🔹Le lesioni orbitofrontali producono tipicamente gravi alterazioni comportamentali, tra cui:

🔸Disinibizione e impulsività

✅comportamento rischioso o socialmente inappropriato
✅ridotto controllo degli impulsi
✅ricerca compulsiva della ricompensa

🔸Deficit decisionali

✅difficoltà a prevedere conseguenze
✅scelte svantaggiose ripetute
✅scarsa capacità di apprendere dagli errori

🔸Alterazioni emotive e sociali

✅ridotta empatia
✅difficoltà nel rispetto delle norme sociali
✅instabilità emotiva o cambiamenti di personalità

👉Disfunzioni della corteccia orbitofrontale sono associate

✅disturbo ossessivo-compulsivo
✅dipendenze
✅disturbi del controllo degli impulsi
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🔴 Un macrofago che "attacca" il meningococcoLa scena mostra ciò che accade quando il batterio Neisseria meningitidis (me...
14/02/2026

🔴 Un macrofago che "attacca" il meningococco

La scena mostra ciò che accade quando il batterio Neisseria meningitidis (meningococco), responsabile della meningite, invade i tessuti che rivestono il cervello. In risposta all’infezione, il sistema immunitario interviene attraverso una cooperazione tra anticorpi e cellule difensive chiamate macrofagi.

👉Il tessuto rosa che vedi rappresenta la superficie cellulare delle meningi.
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🔴Gli “attori” della scena:

🔸Il meningococco (Neisseria meningitidis)

✅È il gruppo di sfere giallo-verdi.
✅È un batterio che può infettare il cervello.
✅Compare in gruppi perché i batteri si moltiplicano rapidamente.

Cosa fa:

✅invade il tessuto
✅provoca infiammazione
✅può danneggiare cellule nervose
✅attiva il sistema immunitario.
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🔸Gli anticorpi (le strutture a forma di Y) sono proteine prodotte dal sistema immunitario (immunità adattiva) e la loro funzione è:

✅riconoscono il batterio
✅si attaccano alla sua superficie
✅lo “marcano” come pericoloso

👉 Questo processo si chiama opsonizzazione
(significa rendere il patogeno più facile da eliminare).

Gli anticorpi non distruggono direttamente il batterio — lo segnalano.
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🔸Il macrofago (la grande cellula arancione) è una cellula dell’immunità innata e serve a:

✅riconosce i batteri marcati dagli anticorpi
✅li circonda con la membrana
✅li ingloba e li digerisce

Il nome significa letteralmente:
👉 “grande mangiatore”.
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🔴 Dopamina e Recettore L’immagine mostra una molecola di dopamina che lega il suo recettore inserito nella membrana di u...
12/02/2026

🔴 Dopamina e Recettore

L’immagine mostra una molecola di dopamina che lega il suo recettore inserito nella membrana di un neurone.

Questo legame permette ai neuroni di comunicare tra loro.

Senza questo meccanismo:

✅Non potremmo muoverci correttamente
✅Non proveremmo piacere o motivazione
✅Alcune funzioni mentali non funzionerebbero bene

🔹La dopamina è una sostanza chimica del cervello (neurotrasmettitore) e serve per:

✅Movimento
✅Motivazione
✅Piacere e ricompensa
✅Attenzione
✅Umore

👉 Il recettore della dopamina è una proteina che si trova sulla superficie delle cellule nervose. Il suo compito è:

✅Riconoscere la dopamina
✅Legarla
✅Inviare un segnale dentro la cellula

Quando la dopamina si lega al recettore:

✅Il neurone riceve un messaggio
✅il cervello reagisce

📌I recettori della dopamina non sono tutti uguali. Esistono 5 tipi principali e ognuno ha funzioni un po’ diverse: alcuni attivano maggiormente il neurone, altri lo calmano o lo frenano.

È come avere diversi “interruttori” che regolano l’intensità del segnale.
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🔹Problemi nella trasmissione dopaminergica sono collegati a:

✅Parkinson
✅Schizofrenia
✅Dipendenze
✅ADHD

Molti farmaci funzionano proprio agendo su questi recettori.

👉Nel Parkinson c’è troppa poca dopamina.
Per questo si usano farmaci che ne imitano l'azione (agonisti dopaminergici) oppure che ne aumentano la disponibilità.
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🔴 Area di WernickeL’area di Wernicke è una regione fondamentale del cervello ed è coinvolta nella comprensione del lingu...
11/02/2026

🔴 Area di Wernicke

L’area di Wernicke è una regione fondamentale del cervello ed è coinvolta nella comprensione del linguaggio.
Situata nel lobo temporale sinistro, rappresenta uno snodo essenziale della rete neurale che permette di attribuire significato ai suoni e alle parole.

Anatomicamente, l’area di Wernicke corrisponde principalmente alla porzione posteriore del giro temporale superiore, identificata come Area 22 di Brodmann.

L’area di Wernicke è responsabile di:

✅Comprensione del linguaggio parlato
✅Interpretazione semantica delle parole
✅Integrazione tra suono e significato
✅Analisi linguistica a livello lessicale

Riceve informazioni dalla corteccia uditiva primaria e le elabora contribuendo a trasformarle in contenuti dotati di senso.

🔸L’area di Wernicke è collegata all’area di Broca (coinvolta nella produzione del linguaggio) tramite il fascicolo arcuato, un importante fascio di fibre della sostanza bianca.

⚠️ Una lesione in questa regione può causare afasia di Wernicke.

Caratteristiche cliniche:

✅Linguaggio fluente ma privo di significato
✅Parafasie (sostituzioni di parole)
✅Neologismi
✅Grave compromissione della comprensione

Esempio tipico:
Il paziente parla con intonazione normale ma produce frasi semanticamente incoerenti.

📌 L’area prende il nome dal neurologo tedesco Carl Wernicke, che nel 1874 descrisse pazienti con disturbi della comprensione linguistica associati a lesioni temporali posteriori.

Il suo lavoro completò quello di Paul Broca, contribuendo alla nascita della neuropsicologia del linguaggio.

🔸L’area di Wernicke rappresenta un nodo cruciale per la comprensione linguistica e l’elaborazione semantica. Sebbene storicamente considerata una regione isolata, oggi è interpretata come parte di una rete complessa che integra suono, significato e produzione verbale.

🔴 L’area di BrocaIl linguaggio è una delle capacità più distintive dell’essere umano. Parlare significa trasformare pens...
09/02/2026

🔴 L’area di Broca

Il linguaggio è una delle capacità più distintive dell’essere umano. Parlare significa trasformare pensieri astratti in suoni articolati, secondo regole grammaticali condivise. Questo processo, apparentemente naturale, è in realtà il risultato di un’attività cerebrale estremamente complessa. Una delle regioni chiave coinvolte in questo meccanismo è l’area di Broca, una zona del cervello fondamentale per la produzione del linguaggio.

🔹L’area di Broca prende il nome dal neurologo francese Paul Broca, che nel 1861 studiò un paziente incapace di pronunciare altro che una singola sillaba pur comprendendo il linguaggio parlato. Dopo la sua morte, Broca individuò una lesione circoscritta nel lobo frontale sinistro.

Questa osservazione segnò una svolta storica: per la prima volta si dimostrava che una funzione mentale complessa poteva essere associata a una regione cerebrale specifica.

👉L’area di Broca è localizzata:

✅nel lobo frontale, prevalentemente nell’emisfero sinistro, nella porzione inferiore.

Dal punto di vista anatomico corrisponde alle aree 44 e 45 di Brodmann.

Queste due aree formano un’unità funzionale, ma con ruoli parzialmente distinti:
L'area 44 è più coinvolta nella programmazione motoria del linguaggio, mentre la 45 contribuisce maggiormente agli aspetti sintattici e semantici.

🔹L’area di Broca è strettamente connessa a:

✅aree motorie e premotorie,
✅regioni temporali coinvolte nella comprensione,
✅altre zone prefrontali implicate nel controllo cognitivo.

Attraverso queste connessioni, coordina la trasformazione del pensiero in linguaggio articolato.

👉Il danno all’area di Broca produce un quadro clinico noto come afasia di Broca.
Il linguaggio diventa:

✅non fluente,
✅lento e faticoso,
✅frammentato.

Le frasi sono brevi e semplificate, spesso prive di elementi grammaticali (“linguaggio telegrafico”).

La comprensione del linguaggio è in genere conservata.

🔹Spesso sono compromesse anche:

✅la scrittura
✅la costruzione grammaticale dei testi scritti.
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🔴 Il talamoIl talamo è una struttura profonda del cervello umano, fondamentale per il corretto funzionamento delle nostr...
08/02/2026

🔴 Il talamo

Il talamo è una struttura profonda del cervello umano, fondamentale per il corretto funzionamento delle nostre capacità sensoriali, cognitive e motorie. Nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte, svolge un ruolo cruciale nel modo in cui percepiamo il mondo, restiamo vigili e coordiniamo le nostre azioni.

Il talamo è situato al centro del cervello, sopra il tronco encefalico e sotto la corteccia cerebrale.
È composto da due masse ovali, una per ciascun emisfero, separate da una sottile fessura.

Dal punto di vista anatomico:

✅è formato da numerosi nuclei (gruppi di neuroni)
✅ogni nucleo ha connessioni specifiche con aree precise della corteccia.

Quasi tutte le informazioni provenienti dai sensi passano dal talamo prima di raggiungere la corteccia cerebrale ed essere elaborate.

👉 L’unica eccezione è l’olfatto, che segue una via diversa.

🔹Il talamo è coinvolto anche nel controllo motorio.
Riceve informazioni da:

✅cervelletto
✅gangli della base

e le trasmette alle aree motorie della corteccia, contribuendo a:

✅precisione dei movimenti
✅coordinazione
✅fluidità dell’azione

🔸Il talamo ha un ruolo chiave nella coscienza e nello stato di vigilanza.

È coinvolto in:

✅regolazione del sonno e della veglia
✅attenzione
✅livello di consapevolezza dell’ambiente

Durante il sonno, il talamo riduce la trasmissione degli stimoli sensoriali, permettendo al cervello di “disconnettersi” dal mondo esterno.

🔸Lesioni al talamo possono causare disturbi importanti, come:

✅alterazioni della sensibilità
✅difficoltà motorie
✅disturbi dell’attenzione
✅deficit di coscienza
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📌 Il talamo è una struttura di dimensioni relativamente ridotte ma funzionalmente cruciale.
Ha una forma ovale e una lunghezza media di circa 3–4 cm, paragonabile per volume a una piccola noce, e con un peso complessivo di circa 20–25 grammi nell’adulto.

🔸Il talamo rappresenta uno degli esempi più chiari di come la complessità del cervello non dipenda dalle dimensioni, ma dall’organizzazione e dalle connessioni.
Agendo come punto di integrazione tra sensi, movimento e stati di coscienza, il talamo garantisce che le informazioni che raggiungono la corteccia siano selezionate e coordinate.

🔴 L’amigdalaL’amigdala è una piccola struttura neuronale che svolge un ruolo centrale nell’elaborazione della paura e de...
06/02/2026

🔴 L’amigdala

L’amigdala è una piccola struttura neuronale che svolge un ruolo centrale nell’elaborazione della paura e della minaccia.

🔸L’attività dell’amigdala dipende in modo critico dal dialogo con diverse regioni corticali. Le più rilevanti sono:

✅ Corteccia prefrontale ventromediale

È uno dei principali sistemi di controllo emotivo. In condizioni normali contribuisce a "inibire" l’amigdala quando uno stimolo viene rivalutato come non pericoloso.
Quando questa modulazione è ridotta, la risposta di allarme tende a persistere.

✅ Corteccia prefrontale dorsolaterale

È coinvolta nella regolazione cognitiva delle emozioni (attenzione, reinterpretazione, controllo volontario). Non agisce direttamente sull’amigdala, ma influenza i circuiti che ne modulano l’attività.

✅ Corteccia cingolata anteriore

Funziona come ponte tra cognizione ed emozione. Partecipa al mantenimento dello stato di allerta. Una sua iperattivazione è spesso associata a stati emotivi negativi.

✅ Insula

Integra le sensazioni corporee (battito, respiro, tensione muscolare). Rafforza l’attività dell’amigdala quando i segnali interni vengono interpretati come pericolosi, contribuendo alla percezione soggettiva dell’ansia.

✅ Corteccia temporale associativa

Sostiene l'assegnazione del significato agli stimoli complessi. Può amplificare l’attività amigdaloidea quando uno stimolo viene valutato come minaccioso sul piano semantico.

👉 In sintesi: l’amigdala riceve un continuo flusso di informazioni dalla corteccia.
Se prevalgono i segnali di pericolo (insula, cingolato, aree associative) e diminuisce il controllo prefrontale, l’amigdala entra in uno stato di iperreattività.
__________________

🔴Che cos’è l’ansia dal punto di vista neurobiologico?

L’ansia può essere descritta come uno stato anticipatorio di minaccia, caratterizzato da:

✅attivazione persistente dei circuiti dell’allarme
✅aumento dell’attenzione verso stimoli negativi
✅amplificazione dei segnali corporei
✅difficoltà a “spegnere” la risposta emotiva

A livello dei circuiti cerebrali, questo corrisponde a:

✅maggiore reattività dell’amigdala
✅ridotta efficacia della regolazione prefrontale
✅maggiore coinvolgimento dell’insula (interocezione)
✅connettività alterata tra amigdala e regioni corticali

Non si tratta quindi di un singolo “centro dell’ansia”, ma di uno "sbilanciamento di rete" tra sistemi emotivi e di controllo cognitivo.

🔸Dal punto di vista fenomenologico, l’ansia si esprime attraverso tre dimensioni intrecciate:

✅ 1. Cognitiva

🔹preoccupazione persistente
🔹anticipazione negativa
🔹difficoltà di concentrazione
🔹pensieri catastrofici

✅ 2. Fisiologica

🔹tachicardia
🔹respiro corto
🔹tensione muscolare
🔹sudorazione
🔹sensazione di “nodo allo stomaco”

Questi sintomi riflettono l’attivazione dei circuiti amigdala–ipotalamo–tronco encefalico.

✅ 3. Comportamentale

🔹evitamento
🔹irrequietezza
🔹ricerca continua di rassicurazioni
🔹ipervigilanza ambientale
________________

🔸L’amigdala è il fulcro emotivo della risposta di allarme, ma la sua attività è fortemente plasmata dalla corteccia.
Si tratta quindi di un sistema di rete piuttosto che di una sola struttura responsabile.

🔴 La fase terminale dell'   L' Alzheimer rappresenta la causa più comune di demenza neurodegenerativa ed è caratterizzat...
04/02/2026

🔴 La fase terminale dell'

L' Alzheimer rappresenta la causa più comune di demenza neurodegenerativa ed è caratterizzata da un decorso progressivo e irreversibile. La fase terminale costituisce lo stadio finale della malattia ed è associata a grave compromissione cognitiva, perdita completa dell’autonomia funzionale e importanti alterazioni strutturali a livello cerebrale.

🔸Dal punto di vista clinico, la fase terminale è caratterizzata da:

✅perdita quasi completa delle funzioni cognitive superiori
✅assenza o marcata riduzione del linguaggio articolato
✅incapacità di riconoscere familiari e ambiente
✅perdita della deambulazione autonoma
✅incontinenza urinaria e fecale
✅disfagia e ridotta capacità di alimentarsi
✅rigidità muscolare e posture anomale

Sono frequenti complicanze quali

✅polmoniti ab ingestis
✅infezioni urinarie
✅piaghe da decubito e malnutrizione.

La mortalità è spesso legata a infezioni respiratorie o sepsi.

🔸Dal punto di vista funzionale, il paziente risulta completamente dipendente per tutte le attività della vita quotidiana.

La fase terminale è associata a una marcata atrofia cerebrale globale.

👉Macroscopicamente si osservano:

✅riduzione significativa del volume encefalico
✅assottigliamento dei giri corticali
✅ampliamento dei solchi
✅dilatazione ventricolare secondaria alla perdita di parenchima

👉Microscopicamente persistono accumuli di beta-amiloide e grovigli neurofibrillari di tau, accompagnati da una massiva perdita neuronale e sinaptica.

📌 La perdita neuronale determina un collasso delle reti cerebrali responsabili della memoria, del linguaggio, della motricità e delle funzioni autonome.

🔸Diagnosi nella fase avanzata

In stadio terminale, la diagnosi è prevalentemente clinica e funzionale. Le tecniche di neuroimaging (RM o TC) evidenziano atrofia cerebrale severa e ventricolomegalia ex vacuo.

I test neuropsicologici risultano spesso impraticabili a causa della gravità del deficit cognitivo. La valutazione si concentra quindi sullo stato funzionale, nutrizionale e sulle comorbidità.

🔸Non esistono terapie curative nella fase terminale. Gli obiettivi principali diventano:

✅controllo del dolore e del disagio
✅prevenzione delle complicanze
✅supporto nutrizionale
✅cura delle lesioni cutanee
✅gestione delle infezioni
✅sostegno ai caregiver

L’approccio è prevalentemente palliativo, orientato al comfort del paziente e alla definizione degli obiettivi di cura.

🔸La durata della fase terminale è variabile, ma in genere oscilla tra alcuni mesi e uno–due anni.

🔴 La ghiandola surrenale: il cortisoloL'immagine riproduce in alta definizione un rene con sopra la ghiandola surrenale ...
04/02/2026

🔴 La ghiandola surrenale: il cortisolo

L'immagine riproduce in alta definizione un rene con sopra la ghiandola surrenale con le sue tre aree:

✅Zona glomerulosa (più esterna)
✅Zona fascicolata (strato centrale)
✅Zona reticolare (più interna)

👉Il cortisolo viene prodotto principalmente nella ZONA FASCICOLATA, lo strato intermedio che nell’immagine appare come una fascia più rosata sotto la parte giallastra esterna.

Dopo essere prodotto, il cortisolo:

🔸entra nei piccoli capillari della surrenale
🔸passa nel sangue
🔸viene distribuito in tutto il corpo.
________________

📌Il cortisolo è un ormone steroideo, chiamato anche ormone dello stress, ma in realtà è vitale per la sopravvivenza.

Serve per:

✅ Metabolismo:
🔸aumenta il glucosio nel sangue
🔸aiuta a usare grassi e proteine come energia

✅ Risposta allo stress
🔸prepara il corpo a situazioni difficili (fisiche o psicologiche)

✅ Sistema immunitario
🔸 può ridurre infiammazione e reazioni eccessive

✅ Cervello
🔸influenza attenzione, memoria ed emozioni
________________

Il cortisolo non viene prodotto “da solo”. È controllato da un sistema a tre livelli chiamato:

👉Asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA), e
funziona così:

✅Quando percepisci uno stress, o un pericolo o un bisogno energetico, l’ipotalamo rilascia un ormone chiamato CRH (Corticotropin Releasing Hormone) che raggiunge l’ipofisi.

✅Il CRH stimola l’ipofisi anteriore a rilasciare nel sangue l' ACTH (ormone adrenocorticotropo) che attraverso il sangue arriva a stimolare direttamente la ghiandola surrenale.

✅L’ACTH arriva alla zona fascicolata della corteccia surrenale e stimola il rilascio del cortisolo nel sangue.
__________________

⚠️ Cosa succede se il cortisolo resta alto per molto tempo?
Un cortisolo elevato cronico (non solo per qualche ora) può creare molti problemi.

Le principali patologie/condizioni associate sono:

✅aumento di peso (soprattutto addome e viso)
✅diabete o glicemia alta
✅perdita di massa muscolare
✅ipertensione
✅osteoporosi
✅depressione
✅disturbi del sonno
✅problemi di memoria e concentrazione
✅difese immunitarie più basse
✅maggiore facilità alle infezioni
✅guarigione lenta
✅debolezza muscolare
✅aumenta l'infiammazione generale
_________________

🔸Cosa fa troppo cortisolo ai neuroni e al cervello?

✅Riduce le connessioni tra neuroni
✅Le sinapsi diminuiscono
✅le reti neuronali diventano meno efficienti
✅Rallenta la nascita di nuovi neuroni
✅Rende il cervello meno plastico (meno capace di adattarsi)
✅Diventa più difficile imparare cose nuove o recuperare dopo periodi difficili.
✅Problemi di concentrazione
✅I circuiti della paura diventano iperattivi, mentre quelli del piacere e della motivazione si spengono
✅Aumenta la vulnerabilità al declino cognitivo
✅Facilita l’accumulo di proteine tossiche
✅Accelera il deterioramento neuronale

📌Anche se nel breve periodo il cortisolo è anti-infiammatorio, nel lungo termine può aumentare l'infiammazione cerebrale e questo può accelerare l’invecchiamento del cervello.

🔴 “Demenza senile” e  : differenze reali tra vecchiaia e malattiaNel linguaggio comune si sente ancora parlare di “demen...
03/02/2026

🔴 “Demenza senile” e : differenze reali tra vecchiaia e malattia

Nel linguaggio comune si sente ancora parlare di “demenza senile”. Dal punto di vista medico il termine è superato, ma nella vita quotidiana viene spesso usato per indicare qualcosa di molto preciso: la vecchiaia accompagnata da un lieve declino cognitivo.

L’Alzheimer, invece, è una vera malattia neurodegenerativa.

🔶Quando familiari e pazienti parlano di demenza senile, nella maggior parte dei casi si riferiscono a:

✅una persona anziana che diventa più smemorata, più lenta o meno concentrata, ma che riesce ancora a vivere in modo abbastanza autonomo.

In questo senso “popolare” del termine, il quadro è caratterizzato da:

✅cambiamenti cognitivi lievi o moderati
✅andamento lento, spesso stabile per anni
✅autonomia in gran parte conservata
✅consapevolezza delle proprie difficoltà (“mi dimentico le cose, ma me ne accorgo”)

Dal punto di vista clinico-funzionale, questo significa:

✅meno processi atrofici cerebrali (un’atrofia legata all’età, non aggressiva)
✅meno deficit neuropsicologici e più circoscritti
✅difficoltà selettive (soprattutto memoria recente o attenzione)
✅sintomi più lievi

La persona può dimenticare appuntamenti, perdere oggetti o impiegare più tempo a ragionare, ma riesce ancora a gestire la quotidianità, spesso con piccoli aiuti o strategie (routine, promemoria, supporto familiare).

🔶 Con Alzheimer non parliamo più di normale invecchiamento, ma di una malattia progressiva del cervello, in cui si accumulano proteine anomale che danneggiano i neuroni e le loro connessioni.

Questo porta a:

✅marcata atrofia cerebrale, che peggiora nel tempo
✅compromissione estesa delle reti neuronali
✅deterioramento continuo e irreversibile

Sul piano clinico, si osservano:

✅deficit neuropsicologici importanti e multipli (memoria, linguaggio, orientamento, ragionamento)
✅difficoltà sempre maggiori nella vita quotidiana
✅perdita progressiva dell’autonomia
✅problemi nel riconoscere persone e luoghi
✅cambiamenti della personalità e del comportamento
✅bisogno crescente di assistenza

A differenza del declino legato all’età, qui i sintomi non restano lievi ma avanzano e coinvolgono sempre più aspetti della vita.

🔴Il MITOCONDRIOIl mitocondrio è un organulo essenziale presente nella quasi totalità delle cellule umane. È noto come la...
02/02/2026

🔴Il MITOCONDRIO

Il mitocondrio è un organulo essenziale presente nella quasi totalità delle cellule umane. È noto come la centrale energetica della cellula perché produce ATP (adenosina trifosfato), la principale fonte di energia biologica.

Nei neuroni il mitocondrio assume un ruolo particolarmente critico: senza un adeguato funzionamento mitocondriale, l’attività cerebrale non potrebbe essere sostenuta.
__________________

🔶La funzione primaria del mitocondrio è trasformare ossigeno e nutrienti in ATP attraverso la respirazione cellulare. Oltre alla produzione di energia, il mitocondrio:

✅regola il metabolismo di zuccheri, lipidi e aminoacidi
✅contribuisce al controllo del calcio intracellulare
✅modula lo stress ossidativo
✅partecipa ai meccanismi di apoptosi (morte cellulare programmata)
_______________

🔶I neuroni sono tra le cellule più energivore dell’organismo. Mantengono gradienti elettrici, trasmettono impulsi nervosi e rilasciano neurotrasmettitori: tutti processi che richiedono grandi quantità di ATP.

Per questo motivo i mitocondri nei neuroni non sono concentrati solo nel corpo cellulare, ma sono distribuiti anche lungo:

✅assoni, dove sostengono la propagazione del potenziale d’azione
✅dendriti e sinapsi, dove forniscono energia per il rilascio dei neurotrasmettitori

Qui i mitocondri permettono:

✅la trasmissione sinaptica
✅il mantenimento dei potenziali di membrana
✅la plasticità sinaptica (base biologica di apprendimento e memoria)

Alterazioni della funzione mitocondriale possono compromettere questi processi e sono oggi considerate un fattore importante in molte condizioni neurologiche e neurodegenerative.

👉Il mitocondrio è microscopico ma relativamente grande rispetto ad altri organuli cellulari.

In media misura:

✅lunghezza: circa 1–10 micrometri (µm)
✅diametro: circa 0,5–1 micrometro

Poiché 1 millimetro = 1.000 micrometri, questo equivale a una lunghezza di circa:

👉 0,001–0,01 millimetri

Per avere un riferimento concreto: lo spessore medio di un capello umano è circa 0,07 mm, quindi un mitocondrio è da 7 a 70 volte più piccolo di un capello.

Dal punto di vista strutturale presenta:

✅una membrana esterna liscia
✅una membrana interna fortemente ripiegata, che aumenta enormemente la superficie per produrre ATP
✅una matrice interna, ricca di enzimi e contenente anche DNA mitocondriale

Questa architettura è ciò che rende il mitocondrio estremamente efficiente dal punto di vista energetico.

🔴ProsopagnosiaLa prosopagnosia è un disturbo neuropsicologico caratterizzato dall’incapacità selettiva di riconoscere i ...
02/02/2026

🔴Prosopagnosia

La prosopagnosia è un disturbo neuropsicologico caratterizzato dall’incapacità selettiva di riconoscere i volti familiari, in assenza di deficit visivi elementari o deterioramento intellettivo globale. Può presentarsi in forma acquisita, tipicamente dopo lesioni cerebrali, oppure congenita/evolutiva.

🔶La prosopagnosia comporta un profondo impatto sulla vita quotidiana. L’incapacità di riconoscere i volti trasforma ogni incontro in un’esperienza incerta: amici, familiari e colleghi diventano estranei, costringendo il paziente a fare affidamento su indizi secondari come la voce, l’abbigliamento o il contesto.

👉Le evidenze neuroanatomiche indicano come principale correlato della prosopagnosia acquisita una lesione della corteccia occipitotemporale inferiore, con coinvolgimento del giro fusiforme, più spesso a destra o in modo bilaterale.

Il giro fusiforme svolge un ruolo centrale nell’analisi dei volti e nell’integrazione delle caratteristiche facciali.

Dal punto di vista cognitivo, la prosopagnosia è associata a un deficit nella codifica strutturale del volto o nell’accesso alle rappresentazioni mnestiche delle identità. Molti pazienti conservano la capacità di discriminare espressioni emotive, età o genere, suggerendo una dissociazione tra riconoscimento dell’identità e altre componenti della percezione facciale.

❗È rilevante notare che il riconoscimento del proprio volto può risultare relativamente preservato, indicando una parziale indipendenza dei circuiti neurali coinvolti.

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Grosseto

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