Dott. Rodolfo Mariotti - Psicologo

Dott. Rodolfo Mariotti - Psicologo Psicologo Clinico e della Riabilitazione.

Ricevo su appuntamento negli studi di Grottaferrata (Roma) oppure è possibile prendere appuntamento per colloqui online a distanza.

La presentazione di questo libro, è stata davvero una bella occasione per parlare non solo di calcio, ma delle qualità u...
22/04/2026

La presentazione di questo libro, è stata davvero una bella occasione per parlare non solo di calcio, ma delle qualità umane dei "numeri 10", delle pressioni alle quali sono sottoposti, della necessità di essere esempi e di come l'epoca attuale abbia rinunciato alla fantasia preferendo ad essa, una sorta di inquadramento. Si è parlato di altri sport e soprattutto di giovani, e di come sia fondamentale fornire loro istruttori ed allenatori di qualità, in grado di essere anche formatori umani. È un primo passo relativamente a questo ultimo punto, l'idea concreta è di aprire questi incontri direttamente ai ragazzi. Grazie ancora per l'invito ❤️

I casi sempre più frequenti degli ultimi giorni, mi obbligano a parlare di suicidio. E’ un tema sul quale è fondamentale...
14/04/2026

I casi sempre più frequenti degli ultimi giorni, mi obbligano a parlare di suicidio. E’ un tema sul quale è fondamentale rompere il silenzio, anche se va fatto con rispetto e delicatezza, senza lasciarsi andare a sensazionalismi. Infatti non parlerò né di statistiche né di numeri, voglio solo accendere un primo lume sull’argomento.

“Suicidio” è una parola che fatichiamo a pronunciare, spesso lo si fa a voce bassa per paura di renderla troppo reale, ed ancora più spesso viene “nascosta” nel silenzio. Purtroppo però, è proprio il silenzio a costituire uno dei problemi più grandi. Parlare di suicidio, significa riconoscerne l’esistenza e soprattutto certificare il fatto che riguarda persone vere, che combattono con storie complesse, e che spesso sono invisibili agli occhi degli altri. Dietro il gesto estremo, c’è una sofferenza che non si vede. In molti tendono ad una facile semplificazione del tipo: “non ce l’ha fatta”, “era debole”, “non aveva motivi”. Ma la realtà è molto diversa. Il suicidio, nella maggior parte dei casi, non nasce da un singolo evento, ma da un intricato sovrapporsi di fattori quali dolore emotivo persistente, isolamento, disturbi psicologici, traumi, difficoltà economiche o relazionali.

C’è una distinzione che è davvero fondamentale aver sempre presente, perché cambia completamente il modo in cui possiamo comprendere ed aiutare. Spesso chi soffre con quella intensità che diviene sempre più insostenibile, con il suicidio non cerca la morte fine a sé stessa, ma la fine della sofferenza.

Il mito della forza purtroppo permea la nostra società. Viviamo in una cultura che esalta la resilienza ( e ormai sapete quanto il sottoscritto odi questa parola), dove la forza e la capacità di “andare avanti comunque”, rappresentano un dovere per tutti, dove l’errore non è più ammesso e soprattutto dove chi non è ritenuto adeguato viene tagliato fuori. Il peso dello stigma condiziona chi ha bisogno di chiedere aiuto, proprio per la paura di essere giudicato, perché i preconcetti la fanno ancora da padroni, quanto il tema è la salute mentale.( continua...=》..)

Come ho già scritto in un precedente articolo, l’amplificazione che viene riservata alle notizie negative, condiziona la...
01/04/2026

Come ho già scritto in un precedente articolo, l’amplificazione che viene riservata alle notizie negative, condiziona la percezione che si ha verso il prossimo. Siamo sempre più propensi ad essere sulla difensiva piuttosto che a predisporci per valutare effettivamente chi si ha davanti.

Niente di più sbagliato. Come sapete non amo essere dottrinale in questo blog, piuttosto mi piace fare riflessioni a voce alta su cose della vita che mi capitano direttamente, che osservo o che mi capita di studiare.

Personalmente appartengo alla categoria degli ottimisti e dei curiosi, o dei curiosi ottimisti. In ogni occasione provo ad interfacciarmi con qualsiasi persona catturi la mia attenzione, per come esprime le proprie idee, per le esperienze di vita che mi vengono raccontate, per i sogni espressi. Non solo, a volte, a catturare può essere uno sguardo, una postura o particolari gestualità. Quando vengo colpito da una qualsiasi di queste cose faccio sempre in modo di annullare le distanze e mi apro completamente.

Devo dire che questo modalità mi ha regalato grandissimi risultati dal punto di vista emotivo. Tanto per fare un esempio, l’ultima situazione di questo tipo in ordine di tempo, è capitata al convegno che ho tenuto due settimane fa, relativamente all’equilibrio mentale nello sport (vedi articolo precedente). Parlando con una ragazza lì presente e che mi aveva colpito per una frase, ho scoperto una persona dalle mille qualità sia umane che professionali. Potrei fare altri decine di esempi tra quelli a me capitati ma non è questo il punto. Il vero focus è che se fossi stato una spettatore disinteressato di un discorso, avrei perso l’opportunità di una nuova possibilità di crescita e confronto, che invece è la benzina del mio modo di vivere.

Altro accento importante va posto sui tanto vituperati giovani, di cui tutti parlano ma che in pochi si fermano ad ascoltare davvero. Proprio da loro arrivano infatti gli input più scintillanti, che ti permettono di guardare il tutto da un punto di vista inesplorato. Frequentandone molti per via del mio impegno nello sport, ho prove costanti di quello che racconto. ( continua =》....)

“EQUILIBRIO MENTALE NELLO SPORT – Superare l’ansia ed accendere la motivazione” è un evento dedicato all’importanza dell...
09/03/2026

“EQUILIBRIO MENTALE NELLO SPORT – Superare l’ansia ed accendere la motivazione” è un evento dedicato all’importanza della mente nel percorso sportivo e personale.
Un momento di riflessione e confronto per esplorare il ruolo dell’equilibrio interiore, della gestione delle emozioni e della motivazione nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Un’occasione aperta a tutti coloro che desiderano approfondire il legame tra benessere mentale e performance, in un contesto stimolante e ispirazionale.

Parto da un esempio: Giada D’Antonio, 16 anni. Promessa dello sci e convocata alle ultime Olimpiadi. Subito una cascata ...
27/02/2026

Parto da un esempio: Giada D’Antonio, 16 anni. Promessa dello sci e convocata alle ultime Olimpiadi. Subito una cascata immonda di insulti che gridano alla raccomandazione senza sapere nulla di come la ragazza si alleni e di quanto potrebbe essere importante quest’esperienza in futuro per chi sembra avere il talento naturale per questo sport. Gli allenatori ci credono. Al massimo si potrebbe non essere d’accordo se si pensa il contrario. E invece no, non basta. Bisogna vomitare addosso ad una ragazzina nascondendosi nel mucchio selvaggio dei social. Purtroppo poi succede che durante gli allenamenti in vista dello Slalom olimpico, Giada si infortuni gravemente. Uno si aspetta, non dico pietà, ma almeno un briciolo di empatia. Niente, anche qui improperi e insulti a non finire per affermare il proprio ego (osceno), come se a 16 anni fosse una colpa farsi male in uno sport, lo sci, in cui proprio l’Italia, nell’ultimo anno, ha pagato un prezzo carissimo con la perdita di due giovanissimi, la ventenne Matilde Lorenzi ed il ventiseienne Matteo Franzoso, per due incidenti avvenuti in allenamento.
Di casi di “fiumi di odio” ne abbiamo in quantità industriale, soprattutto quando qualcuno di successo (in qualsiasi campo) sperimenta un inciampo. Ho provato ad interrogarmi spesso su quali siano le cause di questo fenomeno orribile che, pervade i social prima di tutto, ma che è riscontrabile anche nella vita di tutti i giorni.
Uno pensa possa trattarsi di frustrazione, però poi ci si accorge che anche persone che non hanno di che lamentarsi nella propria vita, partecipano a certi sfogatoi con la stessa veemenza. La stessa produzione televisiva o cinematografica è profondamente mutata: dalla leggerezza dei film di circa vent’anni fa si è passati alle atmosfere cupe e violente di assassini, autopsie e sparatorie perenni. I film comici sono praticamente scomparsi e quando ne escono di validi, vengono sezionati alla ricerca di significati reconditi che non esistono, solo per smontarne l’efficacia “rilassante”.
Nella strada tutto è trasformato in sopraffazione e arroganza, liti per il traffico, per uno sguardo, per una fila: che cos’è che ci sta consumando?
Non accetto la logica dei problemi sociali perché mediamente proprio chi sperimenta problemi più pesanti, ha un pudore maggiore e capisce cosa significhi avere pesi addosso.
Eppure ogni volta che si sperimenta il buono si rimane sorpresi (ahimé) mentre si dovrebbe rimanerne spesso contagiati. Succede che il contagio funzioni, per fortuna, e come dico sempre sono episodi che trovano meno pubblicità. Rimanendo in tema delle Olimpiadi di Milano-Cortina appena concluse, si è riempito l’ultimo anno di ogni propaganda negativa possibile, augurandosi che fosse un fallimento. Non è importante che quel fallimento avrebbe coinvolto persone e comunità: no, l’importante è dare soddisfazione alle proprie opinioni personali. Invece…invece no. Sono stati 15 giorni fantastici, baciati anche dal clima che ha permesso di regalare emozioni ad atleti straordinari, in impianti bellissimi e con un’organizzazione impeccabile. Chi come me segue moltissimi atleti sui social anche per lavoro, si è accorto che già dall’arrivo nei villaggi olimpici, le ragazze ed i ragazzi di tutto il mondo, erano euforici per l’accoglienza ricevuta e la qualità della stessa. I saluti all’Italia, sempre dai propri canali social, dopo la fantastica cerimonia di chiusura nell’Arena di Verona, sono stati un qualcosa di mai successo e di veramente toccante.
Se qualcuno degli odiatori pre-olimpiadi avesse un minimo di onestà intellettuale, dovrebbe chiedere scusa. Dovrebbe infatti. E’ ora di iniziare a contrastare con la stessa forza questo odio anche se è davvero difficile contrastare un qualcosa che porta ad augurare il male, e a goderne quando succede, ad una ragazza di 16 anni. E’ un qualcosa che fa cascare le braccia. La cosa singolare è che nella mia professione ogni paziente che ho di fronte, ovviamente vale anche per i miei colleghi, è in cerca di empatia e conforto. Allora ci chiediamo: ma può essere che solo i buoni vanno dallo psicologo? E gli altri che ne avrebbero più bisogno? Li aspettiamo…..
Foto: Giada D’Antonio, dal sito fisi.org

Capiranno?
06/02/2026

Capiranno?

L’articolo precedente invece di trovare risposte in merito ad un paio di mie proposte concrete, ha ricevuto una risposta stizzita da chi evidentemente si è sentito colpito. Proviamo a spiegare meglio quali notevoli problemi vi sono in merito all’assistenza agli anziani. Ho trovato una riflessio...

Può capitare ad ognuno di noi di essere deboli in certi momenti della propria vita.
02/02/2026

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Venerdì scorso, a Grottaferrata, nella mia città, è esploso il caso vergognoso che riguarda una serie di violenze e vessazioni perpetrate nei confronti di ospiti anziani, in una casa di riposo. A conferma della gravità della cosa, sono state emesse 7 misure cautelari e sono state indagate altre ...

16/01/2026

L’anno ormai è iniziato a pieno regime ed è sempre utile ogni tanto fermarsi a fare qualche riflessione. Per chi esercita la mia professione è sempre interessante vedere la reazione dei pazienti quando si arriva al momento di aver individuato con nettezza, uno o più dei punti focali responsabi...

02/01/2026

Negli ultimi anni sento e leggo sempre più commenti del tipo “vabbè ma Capodanno è un giorno come un altro”, “meno male che le Feste sono già passate” , “è inutile festeggiare il compleanno” e chi più ne ha, più ne metta. E non si fa valere questo discorso solo per sé stessi ma, ...

Occhi aperti sempre, per non perderci nessuno......
11/11/2025

Occhi aperti sempre, per non perderci nessuno......

C’è un fenomeno che purtroppo sta prendendo piede anche in Italia, con percentuali che sfiorano numeri a due cifre: parlo del ritiro sociale, che tra gli adolescenti sta assumendo dimensioni davvero preoccupanti. Basti pensare a un dato del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR): la percentuale...

I giovedì che ci piacciono!
07/11/2025

I giovedì che ci piacciono!

Passano le settimane ed è bello verificare che il calore e l’interesse che si è sviluppato intorno all’iniziativa “L’Arte – Sostegno Emotivo”, continuano a crescere. Infatti ogni settimana si aggiungono nuovi “artisti”, desiderosi di esprimere le proprie emozioni attraverso la pitt...

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