27/12/2025
Prima che l’anno si chiuda del tutto, prenditi qualche minuto per fermarti.
Carta, penna, respiro lento.
Scrivere a te stessa non è un esercizio di bilanci forzati, ma un gesto di ascolto.
Ecco 6 spunti di journaling che puoi usare come traccia.
1️⃣ Dove sei ora
Non dove vorresti essere, ma dove sei davvero.
Nel corpo, nelle relazioni, nel lavoro, dentro di te.
2️⃣ Cosa hai imparato da quest’anno
Anche (e soprattutto) da ciò che è stato faticoso.
Quali consapevolezze ti porti dietro?
3️⃣ Parole chiave ed emozioni ricorrenti
Se dovessi riassumere l’anno in 3–5 parole, quali sarebbero?
Quali emozioni sono tornate più spesso a bussare?
4️⃣ Di cosa sei orgogliosa
Piccole vittorie, confini messi, scelte difficili.
Concediti di riconoscerle, senza minimizzarle.
5️⃣ Cosa stai lasciando andare
Abitudini, aspettative, versioni di te che non ti rappresentano più.
Lasciare andare è anche una forma di cura.
6️⃣ Cosa auguri al tuo “te” futuro
Scrivilo come se stessi parlando a qualcuno che ami profondamente.
Con gentilezza, non con pretese.
🖋️ Non serve scrivere bene. Serve scrivere vero.
Questa lettera non deve essere riletta da nessuno, se non da te.
La fine dell’anno non è un giudizio, ma un passaggio. E puoi attraversarlo con più presenza e meno durezza.
Dott.ssa Alexandra Benincasa
www.psicoterapiafamiliare.com