27/03/2026
“Mangio bene, ma ho sempre la pancia gonfia”.
Una lieve distensione addominale, con una sensazione di gonfiore moderata dopo i pasti, è fisiologica e non rappresenta un problema clinico.
Diventa invece fonte di disagio quando la produzione di gas crea discomfort, con spasmi e alterazioni dell’alvo.
La criticità sorge spesso quando il quantitativo di fibre è eccessivo rispetto alla tolleranza individuale e in particolare quando le verdure vengono usate al posto di altri nutrienti necessari.
Il consiglio “verdure a sazietà” non e' valido per tutti. Dipende dalla sensibilità dell'intestino.
Mi capita di parlare con donne che, dopo anni di diete, sono abituate ad usare tante verdure come strumento per compensare la fame; le fibre diventano un “riempitivo sicuro” perché saziano e hanno poche calorie.
Per chi soffre di intestino irritabile, IBS, può essere un problema.
Le verdure sono preziose, ma se il corpo richiede energia e nutrienti – carboidrati, proteine, grassi – e riceve solo grandi quantità di vegetali il risultato può essere duplice: fabbisogni non coperti e gonfiore persistente.
È il caso allora di lavorare su diversi aspetti:
✅ Frazionare la giornata alimentare con pasti distribuiti in modo regolare, per stabilizzare le energie e gestire meglio fame e sazietà.
✅ Costruire pasti completi secondo il piatto smart, dove la verdura rappresenta una parte del pasto.
✅ Aumentare le fibre fermentabili con gradualità, lavorando su masticazione, metodi di cottura e porzioni.
Quando la fame aumenta la risposta non è aggiungere molta verdura, ma comprendere il contesto e rielaborare la giornata alimentare in modo adeguato.
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