Dott.ssa Serena Ferrari. Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Serena Ferrari. Psicologa e Psicoterapeuta PSICOLOGA e PSICOTERAPEUTA AD ORIENTAMENTO PSICOANALITICO. L'obiettivo finale sarà il raggiungimento del benessere e una migliore comprensione di sé.

La Dottoressa Serena Ferrari è Psicologa e Psicoterapeuta, iscritta all'Albo Professionale della Liguria (n°2380) specializzata secondo un modello scientifico e clinico a orientamento psicoanalitico. Ha all’attivo diversi corsi di formazione, seminari e master, tra cui quello sulla Terapia Sistemica Familiare e di Coppia. Presta sostegno psicologico a adulti, adolescenti e famiglie; attraverso il colloquio clinico e ad una continua valutazione delle scelte di intervento più adatte alla persona, aiuta a superare momenti di difficoltà, problemi emotivi e comportamentali. Le sedute saranno modulate secondo le esigenze della persona, messa in primo piano, durante tutto il percorso intrapreso.

Quest’anno non l’avevo capito: sono serviti mesi, se non la sua stessa fine per comprendere molte cose.Tra tutte: 💭A vol...
31/12/2025

Quest’anno non l’avevo capito: sono serviti mesi, se non la sua stessa fine per comprendere molte cose.
Tra tutte:
💭A volte non ottenere quello che desideriamo é una gran botta di fortuna.
💭 Allontanati dove non c’è reciprocità e impara a lasciare andare, perché tutto troverà un suo posto.
Scontato, penserete.
Beh sì, ma nonostante tutto, io l’ho capito a fondo e davvero, solo ora.
Quante leggerezza ad oggi 🫧

Non vi auguro nulla per questo nuovo anno, ‘che si sa, se non cambiamo niente di noi, là fuori nulla cambierà…
Quindi tiriamoci su le maniche e inventiamoci un buon futuro.
Intanto qui a casa, in un giorno di sole come oggi, faccio cambiare aria, pronta ad accogliere tutto ciò che arriverà.
Tanta luce a tutti voi 🪄✨🌱

💙
23/12/2025

💙

Si chiama Rob Kenney e, circa 6 anni fa, ha deciso di aprire un canale YouTube, "Dad, how do I?", per condividere consigli pratici e tutorial pensati per chi, crescendo, si è trovato senza un punto di riferimento a cui chiedere: "come si fa?".

Dalla manutenzione dell’auto al nodo della cravatta, dal mo***re una mensola allo stirare una camicia: i suoi video raccolgono tante piccole "sfide" quotidiane che, quando non hai qualcuno vicino, possono sembrare più difficili del previsto.

L’idea nasce dalla sua storia: a 12 anni Rob è stato abbandonato dal padre, e conosce bene la sensazione di non sapere a chi chiedere aiuto nei momenti in cui ti manca un punto di riferimento. Sa anche che non serve “per forza” una figura paterna per crescere, ma chi sente la mancanza di una guida può trovare nei suoi video un supporto concreto.

Oggi Kenney è seguito da milioni di persone, che trovano nei suoi video non soltanto consigli pratici, ma anche parole di conforto e vicinanza.

Foto e video: IG

Quante storie quest’anno, quanti racconti, quanta felicità condivisa, quanto dolore, quante salite, quanta paura a volte...
20/12/2025

Quante storie quest’anno, quanti racconti, quanta felicità condivisa, quanto dolore, quante salite, quanta paura a volte… quanta vita!
Questo Natale mi avete portato tanti doni, eh sì, che noi terapeuti abbiamo sempre non poca difficoltà ad accettarli.
Ma quest’anno mi avete invaso.
Quindi grazie.
Con (non poca) fatica ho accettato qualcosa di meraviglioso.
(Chi é del mestiere o è in terapia conosce la questione dei “doni”)
Grazie quindi per i dolci fatti a mano, per il vostro olio, le piante, le lettere, i biscotti, per quella crema per le mani che simpaticamente mi é stata donata perché “lei mentre mi ascolta mette sempre la crema alle mani”.
Grazie perché mi avete pensata.
È bello sapere di essere pensati.
Fa sentire al caldo.
Ma al di là di questi doni, il regalo più grande me l’avete fatto quando mi avete citato nelle vostre tesi di laurea, quando vi incontro, alla fine di un percorso, per strada felici e mi salutate con un sorriso in mezzo alla folla, quando vi ritrovo dopo mesi in giro e mi commuovo perché vedo che state finalmente bene, quando vorrei urlare al mondo “Guardate là! Vedete? Ce l’ha fatta ed è meraviglioso!”.
Grazie per le volte in cui mi avete detto che vi ho salvato la vita, quando in realtà io sono stata solo uno strumento perché il grosso, l’avete fatto voi e mi avete permesso di lavorare bene.
La psicoterapia è tosta e lunga, la si conosce davvero solo quando si attraversa: noi insieme lo sappiamo.
Grazie perché mi avete dato fiducia, mettendomi in mano le vostre vite e le vostre storie.
Questo ve lo dico sempre.
Sono onorata e profondamente grata.

Il lavoro nelle comunità minorili, per me, è stato tra i più difficili a livello psicologico ed emotivo… Sono poco capac...
14/12/2025

Il lavoro nelle comunità minorili, per me, è stato tra i più difficili a livello psicologico ed emotivo… Sono poco capace a scindere la professionalità dalla parte affettiva ed è stato impossibile per me non lasciarmi coinvolgere.
Tutto ciò, a volte rappresenta una risorsa, altre volte un limite.
Questo è solo un semplice articolo, ma la fuori, questi bambini esistono davvero e le comunità, così come le case famiglia, sono piene.
Il bisogno di appartenenza e di famiglia, é uno dei primi degli esseri umani, fondamentale per la sopravvivenza….
La relazione tra genitori e figli gioca un ruolo cruciale nello sviluppo cognitivo e psicologico degli individui e, in questo quadro, la famiglia rappresenta un sistema psicodinamico in cui si formano i modelli di attaccamento, di cura e di affetto che influenzeranno la personalità e la capacità relazionale.
Immaginate quindi la mancanza per questi bambini…
Vi lascio con queste righe, in allegato.
Buona domenica 🌻

“Non parlare agli sconosciuti” o “non accettare dolci da nessuno”… questi sono solo alcuni esempi di frasi che ripetiamo...
09/12/2025

“Non parlare agli sconosciuti” o “non accettare dolci da nessuno”… questi sono solo alcuni esempi di frasi che ripetiamo costantemente ai nostri bambini.
Non ci preoccupiamo però di quello che condividiamo online…
Il cosiddetto «Sharenting» é pericolosissimo.
Ma perché? 🔍
Innanzitutto perché i bambini hanno diritto alla loro sfera privata.
L’articolo 16 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia sancisce che i bambini hanno diritto alla loro sfera privata. I diritti fondamentali garantiscono inoltre il diritto sulla propria immagine e il diritto all’autodeterminazione.
Ciò significa: senza consenso, i genitori non possono postare alcunché. I genitori devono inoltre capire se il bambino dispone della necessaria competenza in tema di media e se è inoltre in grado di immaginare l’estensione e la profondità di Internet. Come molti adulti, anche il bambino non riesce a immaginare quante persone hanno la possibilità di guardare la sua fotografia: gli utenti di Internet sono circa 5 miliardi…

👉🏻In rete infine vi sono delle persone che cercano in modo mirato foto di bambini (tra l’altro anche innocenti) e che ne fanno un uso indebito per contesti sessuali. Queste poi vengono diffuse tra persone con interessi di carattere sessuale verso i bambini. Può poi rapidamente capitare che l’istantanea scattata al parco giochi serva su Facebook come materiale pedopornografico.
La foto può essere diffusa cento – e perfino mille volte – ad altri utenti ed è destinata a circolare all’infinito su Internet.

🫶🏻 Abbiate sempre cura di coprire i volti dei vostri bambini o quantomeno di pubblicare immagini, se proprio dovete, in cui non sono riconoscibili.

Lo studio durante le vacanze di Natale resterà aperto, quindi a parte i giorni prettamente festivi, mi troverete qui ✨
03/12/2025

Lo studio durante le vacanze di Natale resterà aperto, quindi a parte i giorni prettamente festivi, mi troverete qui ✨

Vi siete mai chiesti perché continuiamo a lamentarci di una situazione, ma poi non facciamo nulla per cambiarla? ⏸️Ci so...
27/11/2025

Vi siete mai chiesti perché continuiamo a lamentarci di una situazione, ma poi non facciamo nulla per cambiarla? ⏸️

Ci sono diverse ragioni psicologiche e sociali che spiegano questo comportamento:

📎 Perché ci siamo creati la nostra zona comfort! Anche se una situazione è spiacevole, è comunque ormai conosciuta.
Cambiare infatti richiede affrontare l’incertezza, e questo può spaventare più del problema stesso.
📎 Per paura di un eventuale fallimento: Il cambiamento implica il rischio di non riuscire. Molti preferiscono restare dove sono piuttosto che rischiare.
📎 Bisogno di validazione: A volte lamentarsi è un modo per ottenere attenzione o supporto dagli altri, senza necessariamente voler agire.
📎Mancanza di strumenti: Alcune persone non sanno come cambiare. Possono sentirsi bloccate, impotenti o non avere le risorse emotive o pratiche per farlo.
📎 Abitudini radicate: si collega al primo punto…. Il cervello umano tende a ripetere ciò che conosce. Anche i comportamenti disfunzionali possono diventare automatici e difficili da modificare.

🧠 Perché in queste situazioni intraprendere un percorso dallo psicologo sembra inutile?

Anche in questo caso, le motivazioni possono essere molteplici:

❗️Stigma culturale: In molte culture (e famiglie!), andare dallo psicologo è ancora visto come un segno di debolezza o follia.
❗️Mancanza di corrette informazioni: Alcuni non credono che parlare con uno sconosciuto possa davvero aiutare, oppure hanno avuto esperienze negative in passato.
❗️Negazione del problema: Ammettere di aver bisogno di aiuto richiede consapevolezza e umiltà. Non tutti sono pronti a fare questo passo.
❗️Aspettative irrealistiche: C’è chi si aspetta una “cura rapida”, soluzioni preconfezionate e si scoraggia se non vede risultati immediati.
❗️Paura di affrontare il dolore: La terapia spesso porta alla luce emozioni e ricordi difficili. Alcuni preferiscono evitarli, anche se questo significa restare bloccati.

💬 In sintesi… Lamentarsi è facile, cambiare è difficile! Ma questo vale per tutti😌
Il cambiamento richiede coraggio, consapevolezza e spesso anche un aiuto esterno.
È utile quindi incoraggiare una cultura in cui chiedere aiuto non sia visto come un fallimento, ma come un atto di forza ✨

Che poi l’Amore molto ha a che fare con la libertà. Questa ragazza, nonostante la scelta dolorosa seguita dalla rinuncia...
09/11/2025

Che poi l’Amore molto ha a che fare con la libertà. Questa ragazza, nonostante la scelta dolorosa seguita dalla rinuncia, è una mamma capace e meravigliosa

A soli 23 anni, una giovane donna ha affrontato una decisione che molti non saprebbero nemmeno immaginare.

Durante la gravidanza, ha compreso che non avrebbe potuto garantire al proprio bambino le condizioni di vita e l’amore in cui credeva, e ha scelto di ricorrere al parto in anonimato. Questa procedura, prevista dalla legge italiana, permette alla madre di dare alla luce il proprio figlio in ospedale senza rivelare la propria identità, garantendo al bambino la possibilità di essere affidato a una famiglia adottiva e ricevere cure sicure fin dal primo giorno di vita.

La legge italiana tutela il diritto della madre a restare anonima (articolo 30 della legge 40/2001 e successive modifiche), permettendo contemporaneamente al bambino di essere protetto e di crescere in un ambiente stabile. Questa scelta, seppur dolorosa, è spesso motivata dalla volontà di garantire al piccolo una vita migliore, senza privarlo delle opportunità che una giovane madre potrebbe non riuscire a offrire.

Il racconto di questa giovane donna è un gesto di coraggio e di amore: “Non potevo tenerlo, ma lo amavo con tutta me stessa. Ho scelto l’adozione per dargli una vita che non potevo offrirgli”. Una frase che racchiude tutta la complessità di una decisione che richiede forza, maturità e un profondo senso di responsabilità.

Il parto in anonimato non è solo una questione legale: è una scelta emotivamente intensa, che porta con sé dolore, speranza e amore. La giovane madre ha deciso di compiere questo passo per il bene del suo bambino, e la sua storia ci ricorda quanto l’amore vero a volte significhi lasciar andare chi amiamo per garantirgli il futuro migliore possibile.

In un mondo dove il giudizio spesso arriva prima della comprensione, storie come questa meritano ascolto e rispetto. Perché dietro una scelta difficile c’è sempre un cuore che ama e spera.

Sono sempre stata una bambina mite, giudiziosa, educata ma molto vivace e chiacchierona, a dire dei miei genitori.Una ba...
30/10/2025

Sono sempre stata una bambina mite, giudiziosa, educata ma molto vivace e chiacchierona, a dire dei miei genitori.
Una bambina buona ma loquace e senza il dono della sintesi nei discorsi.
Le elementari sono volate con ottimi voti, quaderni ordinati, interrogazioni che andavano lisce come l’olio.
Anche a danza, ero tra le più brave, composta nel mio body rosa, mi sentivo come se dovessi arrivare alla Scala da un momento all’altro.
Alle medie però qualcosa dev’essere andato storto.
Il gruppo classe non aiutava, ma più di tutto, non aiutavano i docenti, soprattutto uno.
Ero bravissima in italiano ma quel giorno, alla lavagna, presa dall’ansia per il suo sguardo giudicante, scrissi “un amica” senza apostrofo.
Mi mandó fuori dalla classe, in castigo, in corridoio. Nessuna spiegazione, solo quel modo austero che mi mortificò come se avessi commesso chissà quale reato.
Medioevo.
Rimasi lì per tutta l’ora di lezione.
So che per un qualche adulto questa forma di castigo potrebbe rappresentare educazione, ma non lo è.
Soprattutto se c’è umiliazione: non era tanto il mettere un allievo alla porta, tanto l’incutere timore come metodo educativo.
Tutti e tre gli anni filarono così: mia madre ancora oggi si sente in colpa per non avermi cambiato di sezione o scuola.
Ma di rimando, io non raccontavo tutto perché pensavo di essere in torto io.
Eh sì che ho avuto genitori attenti e premurosi.
Arrivai al liceo con non poche difficoltà, date dall’esperienza delle medie ma anche dalla salute compromessa di un mio caro, gravemente malato.
La voglia di studiare era altalenante, avevo la testa a casa… così, alla fine, mi convinsi di non essere portata per lo studio.
Mi buttai così sulla danza: ero bravina davvero.
I voti a scuola non erano male, ma i diesel a volte non vengono compresi dal sistema.
Quando, dopo il diploma, dissi ai miei che volevo fare Psicologia furono felicissimi.
Ho avuto due genitori meravigliosi, per loro avrei potuto fare qualunque cosa e diventare chiunque; sono sempre stati dalla mia parte.
Gli anni universitari furono tra i più belli della mia vita, feci la triennale, la magistrale e andai oltre con la specializzazione in Psicoterapia.
Seguirono due Master.
Tutto con ottimi voti.
L’altro giorno, a quarant’anni, mi sono iscritta al terzo, durerà un anno e non so come farò tra lavoro e famiglia.
Questo per offrirvi un servizio sempre più completo, curato e aggiornato 🌱

Vorrei tanto dirlo al mio professore delle medie o raccontare a quelli delle superiori cosa c’era dentro di me in quegli anni, tra quel dolore legato alla malattia a casa e l’esperienza passata.
Vorrei tanto dire altresì ai genitori di credere nei loro figli: hanno il dovere di pensare che i loro bambini potranno diventare chi vorranno un giorno, che i voti a scuola non sono indice di intelligenza, che occorre sempre chiedersi perché di un comportamento o di un gesto.
Che i bambini e i ragazzi hanno bisogno di adulti che siano un esempio.
Vorrei dire che il potenziale lo ha chiunque ma a volte il contesto non lo comprende o addirittura lo limita.
Se dici a un bambino che è un incapace, lui ci crederà.
Se gli dici che lo ami e che credi in lui, questo diventerà fortissimo.
Mettevi accanto ai vostri bambini, ascoltateli, fate il tifo per loro.
Sbocceranno quando sarà il loro momento.
E agli insegnanti dico, usate tatto ed empatia, siate dei punti di riferimento per cui valga la pena davvero affidarsi, aggiornatevi, leggete qualcosa sulla psicologia e vedrete che la classe vi verrà dietro.
Dovete pensare all’influenza che avete circa il futuro di quel ragazzo e in caso sarà anche merito vostro! E che a volte, se quel minore non ha genitori adeguati, voi siete gli unici adulti a cui affidarsi.
Poi vorrei dire ai “miei” ragazzi, quelli che vedo ogni giorno, che sono fortissimi, che a volte i professori sbagliano, che i grandi inciampano, ma ci sarà sempre qualcuno pronto a credere in loro perché ci sono anche ottimi adulti che vogliono per loro tutto il bene del mondo.
Daje ragazzi, avanti tutta, testa alta e tutti i sogni del mondo in tasca!

📸 qui una ragazzina alle medie 😉

Ci avete mai pensato al peso del Silenzio?Quante volte lo avete utilizzato in modo punitivo verso l’altro?E quante volte...
30/10/2025

Ci avete mai pensato al peso del Silenzio?
Quante volte lo avete utilizzato in modo punitivo verso l’altro?
E quante volte invece speravate di essere capiti, attraverso questo?
Il silenzio non è mai solo silenzio… é uno strumento comunicativo differente 💬

Buon giovedì 🌧️

Continua il nostro Corso Pre e Post Parto “Famiglia si fa!” presso Il Campo delle Fragole 🍓 Una serie di incontri che ac...
22/10/2025

Continua il nostro Corso Pre e Post Parto “Famiglia si fa!”
presso Il Campo delle Fragole 🍓
Una serie di incontri che accompagnano le coppie, dall’attesa fino a un anno dopo la nascita dei bebè 🤲🏻
Attraverso un lavoro in equipe multidisciplinare, ogni incontro ha lo scopo di accogliere e accompagnare le mamme in questa nuova avventura, con uno spazio dedicato ai papà.
Grazie Mamme, seguirvi in questo nuovo capitolo di vita, é meraviglioso e mi sta dando tantissimo 🙏🏻🌸

Rientrata alla base 📍Per i nuovi percorsi, verrete ricontattati al più presto, per chi c’è già, bentornati 🫂
23/09/2025

Rientrata alla base 📍
Per i nuovi percorsi, verrete ricontattati al più presto, per chi c’è già, bentornati 🫂

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