27/01/2026
🟡 Giornata della Memoria, senza memoria, non c'è futuro sicuro
Ottantuno anni fa, con l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo si è trovato di fronte alla prova tangibile della ferocia umana resa sistema. La Shoah non fu un incidente della storia, ma una macchina di morte pianificata per cancellare un popolo e, con esso, l'idea stessa di umanità.
Nel Giorno della Memoria, il pensiero va alle vittime della deportazione e a coloro che, in un'Europa oscurata dall'odio, scelsero di essere "Giusti", rischiando la vita per opporsi alla barbarie. Ma ricordare significa anche non tacere sulle responsabilità: le leggi razziali del 1938 rimangono una cicatrice indelebile nella storia italiana, monito perenne su dove può condurre la complicità istituzionale.
Oggi, di fronte al riemergere di forme virulente di antisemitismo e intolleranza, la memoria non può essere un rito passivo. È un'azione di contrasto quotidiana. Difendere i principi di libertà e rispetto è la base necessaria per qualsiasi coesione sociale. Senza memoria, non c'è futuro sicuro.