23/11/2021
Anatomia di un osteopata
Cosa serve per trasformare uno studente in un osteopata?
1)Sicuramente, nozioni. Nozioni, nozioni, nozioni; nozioni da collegare ad altre nozioni, nozioni da imparare con la testa e trasportare sulle mani, nozioni che sono obbligate a passare per le mani prima di salirti in testa.
2)Pratica. A lezione, nelle ore buche tra colleghi, sui parenti stretti prima di uscire a farsi un giro. Anche la domenica, già che ci siamo, dopo il pranzo da 6 portate della nonna. E il tirocinio?
Nozioni e pratica, finché cervello e corpo non dimostrano di aver studiato abbastanza.
3)Ci vogliamo mettere anche l’impegno economico? Sì, mettiamoci pure quello. La retta, i libri, lo scheletro da tenerti a casa se ti piace essere pignolo.
4)Ora che hai imparato questa meravigliosa coreografia osteopatica, ti tocca il paziente vero. Ti rendi conto che tutte le nozioni, la pratica e i soldi che hai sborsato potrebbero anche non valere nulla, se non sei in grado di ascoltarlo, di confrontarti con la sua sfera emotiva, di dire due parole - anche le più banali.
5)Dopo il paziente vero, a cui sei molto piaciuto, ne subentra un altro. E che vuoi fare? Vuoi mica lavorare in nero? Ritorni a studiare - questa volta, per non beccarti sculaccioni dall’Agenzia delle Entrate. Come si apre una partita IVA? Che cosa diavolo è un codice ATECO? Chi sono? Come mi chiamo? Bellissimo. Un po’ alla Pamela Prati, peccato che devi capire come funziona una fattura elettronica.
Ma sto andando troppo oltre. Perché, magari, i pazienti non li hai neanche trovati, e non sai dove sb****re la testa. Hai tutto quello che ti serve per essere definito un osteopata, tranne quella roba lì. A questo punto, la domanda è un’altra.
Cosa serve per trasformare un osteopata in un osteopata con un buon giro di pazienti?