24/04/2026
C'è una cosa strana che succede quando la vita si complica davvero: il corpo viene messo in panchina. 🪑
Come se aspettare fosse l'unica cosa sensata da fare. Eppure i dati dicono altro.
Una revisione pubblicata sul British Journal of Cancer nel 2024 ha mappato il ruolo dell'esercizio fisico lungo tutto il percorso oncologico. Il razionale biologico è concreto: l'esercizio agisce sui marcatori infiammatori, sui livelli di insulina e IGF-1, sul profilo lipidico e sulla funzione cardiovascolare. Tutti pathway coinvolti sia nello sviluppo del cancro che nella risposta alle terapie.
Non è solo benessere percepito. Chi si muove durante la chemioterapia tende a tollerarla meglio: le evidenze mostrano una maggiore dose-intensità relativa del trattamento sistemico nei pazienti che seguono programmi di esercizio strutturato. Il corpo allenato regge di più, ed è un dato, non una speranza.
Sul fronte sopravvivenza, i numeri sono precisi: riduzione del 30% della mortalità cancro-specifica e del 32% della mortalità per tutte le cause nelle persone con diagnosi di cancro al seno, colon-retto e prostata che mantengono livelli adeguati di attività fisica.
Le linee guida ACSM e ASCO indicano 150 minuti settimanali di aerobica moderata e rinforzo muscolare due volte a settimana, sempre calibrati sulla situazione clinica individuale.
Il fisioterapista entra in questo processo prima, durante e dopo il trattamento: adatta l'esercizio a tolleranza, stadio e comorbidità. Non movimento generico, ma prescrizione con una direzione precisa. Il corpo, anche in quei momenti, può restare una risorsa attiva.
Yang L, Courneya KS, Friedenreich CM. The Physical Activity and Cancer Control (PACC) framework: update on the evidence, guidelines, and future research priorities. Br J Cancer. 2024 Oct;131(6):957-969. Epub 2024 Jun 27. PMID: 38926526; PMCID: PMC11405831.