10/12/2025
Da oggi, in Australia, le persone con meno di 16 anni non potranno accedere ad alcuna piattaforma social e, chi c'era già, ha subito la chiusura dei profili. Molti adulti ne attendevano l'inizio; altri sottolineano i dubbi.
Comprensibile per una disposizione che riguarda un aspetto tanto pervasivo della vita contemporanea.
Anche in Italia si discute molto su questa opportunità in una dicotomia favorevoli/contrari che sembra non portare a indirizzi condivisi.
Di certo, la legge australiana mostra di avere accolto il principio della condivisione delle responsabilità, riconosciuta sia alle famiglie che alle varie piattaforme (che, anche qui in Europa, tentano di svicolare).
Per ora, le persone adolescenti hanno dimostrato di essere all'altezza della sfida che li aspetta e, chi aveva già un profilo, ha elaborato un modo di congedarsi che ha fatto della giornata di ieri un enorme rito collettivo di saluto.
Gli adulti (noi) saranno (saremo) altrettanto all'altezza?
Nel primo commento vi proponiamo un podcast che riflette su questa scelta australiana e pone domande che ci paiono intelligenti
Il 10 dicembre entra in vigore la prima legge al mondo che obbliga le piattaforme social a impedire l'accesso agli adolescenti.
Meta ha già rimosso 500mila account in Australia, ma i dubbi sulla verifica dell'età restano. E anche l'Italia si muove.
Che ne pensate di questa scelta australiana?
✍️ Riccardo Piccolo, clicca sul link ⛓️ nel primo commento per leggere l'articolo completo o vai su Wired.it
📸 Anna Barclay/Getty Images