22/06/2022
Sono una persona con disabilità e da tempo documento, sui social e non solo, le barriere architettoniche di Torino. Abbiamo la fortuna di vivere in quella che tra le grandi città è la più accessibile alle persone con disabilità. Sembra un paradosso, vero? Torino è nella top ten delle città più meritevoli, ma gli ostacoli sono ancora troppi. Ecco: questo ci fa capire quanto sono indietro le altre. Ma partiamo da noi, da Torino, dal pubblico, da quelle realtà collegate alla responsabilità dell'amministrazione. Gli edifici, bisogna dirlo, spesso rispettano le norme. Sono accessibili, è vero. Ma non fruibili. E l'accessibilità è cosa diversa dalla fruibilità. Un esempio?
Un edificio può avere una porta larga e nessun gradino all'ingresso, ma una volta in ascensore avere i tasti troppo alti per chi è in carrozzina oppure essere senza messaggi audio per i non vedenti. Proprio in questi giorni abbiamo segnalato a Gtt che in metropolitana l'interfono per l'assistenza è posizionato troppo in alto: speriamo che si intervenga sulle fermate esistenti, ma anche e soprattutto su quelle parte della nuova linea della metro.
Le barriere culturali sono le più complesse da buttare giù e la colpa è del racconto che si fa della disabilità: come una sofferenza o come un eroismo. Si dice: "Poverino, quel disabile non riesce a entrare nel negozio". Oppure: "Che bravo, ha una vita sociale. Riesce a fare questo e quello, è un eroe". Si ha una concezione della persona con disabilità o come "debole" o come "forte in maniera innaturale".
Le persone con disabilità si accettano, ma bisogna fare in modo che gli altri accettino che ci sono persone che si muovono diversamente e che devono essere incluse. In fondo si tratta di normalizzare la disabilità. Per farlo, bisogna partire dalla scuola. Io, visti i fatti di cronaca, forse sono stato fortunato a frequentare un ambiente socievole, in cui mi sono integrato perfettamente. Però i problemi architettonici c'erano, e non erano cosa da poco.
L'intervento completo di Emanuel Cosmin Stoica, presidente dell'Associazione diritti negati e consigliere della Consulta per le persone in difficoltà, è La Stampa