Giulia Gerlotti

Giulia Gerlotti Specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
Iscritta all'ordine degli Psicologi della Toscana n. 7471

Sono in ritardo di due giorni per parlare della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutr...
15/03/2026

Sono in ritardo di due giorni per parlare della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, che si celebra il 13 marzo.
Ma in fondo, ricordarlo solo un giorno all’anno non basta. È un tema che merita attenzione, ascolto e consapevolezza ogni giorno.

Quest’anno ho avuto l’onore di essere invitata, insieme al mio collega , a partecipare come relatrice, in qualità di psicoterapeuta specializzata nei DCA, ad un evento organizzato dal Comune di San Casciano in Val di Pesa e .

È stata una giornata intensa, ricca di emozioni e di riflessioni profonde.
Uno dei momenti più toccanti è stato ascoltare una storia raccontata in prima persona: il percorso di chi ha attraversato l’anoressia e la bulimia, con tutto il dolore, la solitudine - talvolta presente anche quando accanto ci sono persone care - e la fatica che queste esperienze possono portare con sé.

Sentire queste parole dal vivo ci ricorda quanto, dietro una diagnosi, ci siano vite, storie, relazioni, fragilità, ma anche una grande forza nel chiedere aiuto e nel cercare una strada verso la cura.
Anche il pubblico ha partecipato con grande coinvolgimento: le domande sono state molte, sincere, spesso cariche di emozione. Segno che esiste un bisogno reale di parlare, comprendere e non sentirsi soli di fronte a queste difficoltà.

I DCA non riguardano solo il rapporto con il cibo o con il corpo. Spesso raccontano sofferenze emotive profonde, bisogni di controllo, paure, fragilità nell’autostima e difficoltà relazionali. Possono colpire persone di ogni età e genere e coinvolgono profondamente anche le famiglie.

Per questo è così importante fare informazione, creare spazi di ascolto e ridurre lo stigma. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un passo fondamentale nel percorso di cura.

Il fiocchetto lilla si celebra il 13 marzo.
Ma l’attenzione, la sensibilità e la cura verso questi temi dovrebbero accompagnarci ogni giorno. 💜

Sono in ritardo di due giorni per parlare della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutr...
15/03/2026

Sono in ritardo di due giorni per parlare della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, che si celebra il 13 marzo.
Ma in fondo, ricordarlo solo un giorno all’anno non basta. È un tema che merita attenzione, ascolto e consapevolezza ogni giorno.

Quest’anno ho avuto l’onore di essere invitata, insieme al mio collega , a partecipare come relatrice, in qualità di psicoterapeuta specializzata nei DCA, ad un evento organizzato dal Comune di San Casciano in Val di Pesa e .

È stata una giornata intensa, ricca di emozioni e di riflessioni profonde.
Uno dei momenti più toccanti è stato ascoltare una storia raccontata in prima persona: il percorso di chi ha attraversato l’anoressia e la bulimia, con tutto il dolore, la solitudine - talvolta presente anche quando accanto ci sono persone care - e la fatica che queste esperienze possono portare con sé.

Sentire queste parole dal vivo ci ricorda quanto, dietro una diagnosi, ci siano vite, storie, relazioni, fragilità, ma anche una grande forza nel chiedere aiuto e nel cercare una strada verso la cura.
Anche il pubblico ha partecipato con grande coinvolgimento: le domande sono state molte, sincere, spesso cariche di emozione. Segno che esiste un bisogno reale di parlare, comprendere e non sentirsi soli di fronte a queste difficoltà.

I DCA non riguardano solo il rapporto con il cibo o con il corpo. Spesso raccontano sofferenze emotive profonde, bisogni di controllo, paure, fragilità nell’autostima e difficoltà relazionali. Possono colpire persone di ogni età e genere e coinvolgono profondamente anche le famiglie.

Per questo è così importante fare informazione, creare spazi di ascolto e ridurre lo stigma. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un passo fondamentale nel percorso di cura.

Il fiocchetto lilla si celebra il 13 marzo.
Ma l’attenzione, la sensibilità e la cura verso questi temi dovrebbero accompagnarci ogni giorno. 💜

disturbialimentari

Le cicatrici raccontano sempre due storie. La prima parla del dolore, di quel momento in cui qualcosa si è rotto: un’ass...
07/03/2026

Le cicatrici raccontano sempre due storie.

La prima parla del dolore, di quel momento in cui qualcosa si è rotto: un’assenza, una delusione, una perdita, una ferita invisibile che forse nessuno ha visto davvero.

La seconda, più silenziosa ma potentissima, parla della vita che ha continuato a scorrere. Parla di come il corpo e l’anima abbiano lavorato lentamente per ricucire, per trovare nuovi equilibri, per restare.

Ogni cicatrice è una memoria trasformata.
Non cancella il dolore, ma lo attraversa.
E forse è proprio questo che rende le cicatrici così profondamente umane: non sono il segno della fragilità, ma la prova della capacita di guarire.
Se ci pensiamo, ognuno di noi ne porta alcune.
Alcune visibili.
Molte invisibili.

Eppure sono anche i luoghi in cui siamo diventati più consapevoli, più sensibili, più veri.
Prendersi cura delle proprie ferite non significa restare nel dolore, ma dare spazio alla guarigione.

Perché a volte proprio li, dove ci siamo spezzati, abbiamo iniziato a ricostruirci.


interiore

Le cicatrici raccontano sempre due storie.La prima parla del dolore, di quel momento in cui qualcosa si è rotto: un’asse...
07/03/2026

Le cicatrici raccontano sempre due storie.

La prima parla del dolore, di quel momento in cui qualcosa si è rotto: un’assenza, una delusione, una perdita, una ferita invisibile che forse nessuno ha visto davvero.

La seconda, più silenziosa ma potentissima, parla della vita che ha continuato a scorrere. Parla di come il corpo e l’anima abbiano lavorato lentamente per ricucire, per trovare nuovi equilibri, per restare.

Ogni cicatrice è una memoria trasformata.
Non cancella il dolore, ma lo attraversa.
E forse è proprio questo che rende le cicatrici così profondamente umane:
non sono il segno della fragilità, ma la prova della capacità di guarire.
Se ci pensiamo, ognuno di noi ne porta alcune.
Alcune visibili.
Molte invisibili.
Eppure sono anche i luoghi in cui siamo diventati più consapevoli, più sensibili, più veri.
Prendersi cura delle proprie ferite non significa restare nel dolore, ma dare spazio alla guarigione.

Perché a volte proprio lì, dove ci siamo spezzati, abbiamo iniziato a ricostruirci. 🌿
interiore

Non tutti i traumi fanno rumore.Alcuni si costruiscono nel silenzio.Non servono urla, abusi evidenti o eventi estremi.A ...
25/02/2026

Non tutti i traumi fanno rumore.
Alcuni si costruiscono nel silenzio.

Non servono urla, abusi evidenti o eventi estremi.
A volte basta crescere in un ambiente emotivamente imprevedibile.

Un caregiver che oggi consola e domani rifiuta.
Un amore condizionato alla performance.
Un’emozione sistematicamente invalidata.

Il sistema nervoso impara una cosa sola:
“La sicurezza non è stabile.”

E da adulti questo si traduce in:
ipervigilanza, paura dell’abbandono, evitamento dell’intimità, bisogno costante di conferme.

Non è “carattere”.
È memoria relazionale.

La buona notizia?
Il cervello resta plastico.
La sicurezza può essere riappresa all’interno di una relazione terapeutica sufficientemente sicura.

Se ti riconosci, non sei sbagliatə.
Hai imparato a sopravvivere.

🔖 Salva il post se ti è utile.

Dire “no” è difficile non perché sia sbagliato, ma perché spesso attiva un senso di colpa antico, profondo, automatico.M...
07/02/2026

Dire “no” è difficile non perché sia sbagliato, ma perché spesso attiva un senso di colpa antico, profondo, automatico.

Molte persone arrivano in terapia convinte di dover “imparare a essere più forti”.
In realtà, il lavoro è spesso un altro: riconoscere i propri bisogni senza sminuirli, accettare il disagio iniziale del cambiamento, e scoprire che il rispetto di sé non distrugge i legami, ma li rende più autentici.

💬 La difficoltà a mettere confini non è un fallimento personale. È una storia emotiva che merita ascolto.

Per maggiori info 📲3333153819 oppure 📧gerlotti.giulia@gmail.com

Non tutte le ansie bloccano.Alcune spingono a fare di più, meglio, sempre.Chi vive un’ansia ad alto funzionamento spesso...
05/02/2026

Non tutte le ansie bloccano.
Alcune spingono a fare di più, meglio, sempre.

Chi vive un’ansia ad alto funzionamento spesso riceve conferme dall’esterno, ma fatica a riconoscere il proprio malessere perché “in fondo funziona”.

In terapia il lavoro non è togliere il controllo di colpo,
ma capire da dove nasce, cosa protegge e come costruire una sicurezza interna meno faticosa.

💬 Anche chi sembra forte può essere stanco.
E merita ascolto.

Per maggiori info 📲3333153819 o 📧gerlotti.giulia@gmail.com

Non esistono emozioni sbagliate.Esistono emozioni non ascoltate.Rabbia, tristezza, paura, invidia:non sono difetti da co...
28/01/2026

Non esistono emozioni sbagliate.
Esistono emozioni non ascoltate.

Rabbia, tristezza, paura, invidia:
non sono difetti da correggere, ma segnali da comprendere.

Quando impariamo a zittirle o a giudicarci per ciò che sentiamo,
le emozioni trovano altre strade per farsi sentire:
ansia, tensione, chiusura, stanchezza.

In psicoterapia non si lavora per eliminare le emozioni difficili,
ma per dare loro spazio, significato e una forma più sostenibile.

Ascoltarsi è un atto di cura 🤍

Per maggiori info📲3333153819 o 📧gerlotti.giulia@gmail.com

Non esistono emozioni sbagliate.Esistono emozioni non ascoltate.Rabbia, tristezza, paura, invidia:non sono difetti da co...
28/01/2026

Non esistono emozioni sbagliate.
Esistono emozioni non ascoltate.

Rabbia, tristezza, paura, invidia:
non sono difetti da correggere, ma segnali da comprendere.

Quando impariamo a zittirle o a giudicarci per ciò che sentiamo,
le emozioni trovano altre strade per farsi sentire:
ansia, tensione, chiusura, stanchezza.

In psicoterapia non si lavora per eliminare le emozioni difficili,
ma per dare loro spazio, significato e una forma più sostenibile.

Ascoltarsi è un atto di cura 🤍

Per maggiori info 📲3333153819 o 📧gerlotti.giulia@gmail.com

Ti è mai capitato di guardare alle tue relazioni e pensare: 
“Cambiano le persone, ma la storia è sempre la stessa”?Non ...
15/01/2026

Ti è mai capitato di guardare alle tue relazioni e pensare:

“Cambiano le persone, ma la storia è sempre la stessa”?

Non è una mancanza di volontà. E non significa che “attiri” sempre il partner sbagliato.
Spesso scegliamo ciò che ci è familiare, non ciò che ci fa stare meglio.

I primi legami della nostra vita ci insegnano, in modo silenzioso, cosa aspettarci dall’amore: quanto possiamo chiedere, quanto dobbiamo adattarci, se l’amore va conquistato o temuto.
Il nostro sistema emotivo tende a cercare ciò che riconosce, anche quando fa male.
Non per masochismo, ma per tentativo di riparazione:
una parte di noi spera che questa volta la storia finisca diversamente.

Diventare consapevoli di questi schemi è il primo passo per interromperli. Non per giudicarci, ma per comprenderci.

In terapia non si tratta di “scegliere meglio”,
ma di conoscersi più a fondo, per permettere relazioni nuove, più sicure e più rispettose dei propri bisogni.

💭 Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei sbagliato/a.
A volte è solo una storia antica che chiede di essere ascoltata.

Per maggiori info 📲 3333153819 o 📧gerlotti.giulia@gmail.com


Rimandare non significa essere pigri.Spesso significa cercare di proteggersi da un’emozione difficile. 🛡️La domanda non ...
12/01/2026

Rimandare non significa essere pigri.
Spesso significa cercare di proteggersi da un’emozione difficile. 🛡️

La domanda non è: “Perché non lo faccio?”
Ma: “Cosa sto evitando di sentire?”

La procrastinazione parla di noi.
Ascoltarla è il primo passo per cambiarla. ✨

Per maggiori info 📲3333153819 o 📧 gerlotti.giulia@gmail.com

La fine di un anno non è solo un passaggio sul calendario, ma un tempo simbolico, uno spazio delicato in cui potersi fer...
30/12/2025

La fine di un anno non è solo un passaggio sul calendario, ma un tempo simbolico, uno spazio delicato in cui potersi fermare.
Fermarsi per guardare ciò che è stato, senza fretta e senza giudizio.
Fermarsi per riconoscere ciò che si è chiuso, ciò che è cambiato, ciò che non è più come prima.

Non tutte le conclusioni sono facili da celebrare. Alcune arrivano dopo fatica, dolore, tentativi ripetuti. Eppure anche quelle raccontano qualcosa di importante: parlano di confini messi, di bisogni ascoltati, di un movimento interno verso maggiore autenticità.

Ogni conclusione porta con sé tracce di ciò che siamo stati, di ciò che abbiamo imparato, di come abbiamo provato a stare al mondo.
E solo dando dignità a ciò che finisce possiamo davvero fare spazio a ciò che inizia.

Che questo passaggio possa essere vissuto con gentilezza, rispetto e cura verso di te.
I nuovi inizi non hanno bisogno di essere forzati: spesso arrivano quando ci sentiamo pronti ad accoglierli 🤍

Buona fine e buon inizio.

Indirizzo

Viuzzo Della Misericordia
Lastra A Signa
50055

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