Dr. Lidia Mingolla

Dr. Lidia Mingolla Sono una Psicologa , Orientatrice e
Tutor dell’apprendimento. ( DSA e Altri BES). Aiuto genitori, figli e insegnanti ❤️

Iscritta all’albo degli psicologi Puglia e al registro AIT (associazione italiana tutor).

26/01/2026

Nuova modalità d’esame a partire da Febbraio 2026
Oikos University

inprimopiano

Parte oggi alle 16:00 l’edizione 2026 de L’Ora di Psicologia di  , il ciclo di webinar dedicato alla ricerca, all'inclus...
22/01/2026

Parte oggi alle 16:00 l’edizione 2026 de L’Ora di Psicologia di , il ciclo di webinar dedicato alla ricerca, all'inclusione e al benessere professionale rivolto a studenti, docenti, psicologi ed educatori.

📅 Partecipa al primo appuntamento: https://lnkd.in/d-pVAyK9

Oggi, 15 gennaio | ore 16:00 🎙️ Angelo Rega (Università Pegaso) “La pratica musicale come mezzo di inclusione per gli studenti con disordini del neurosviluppo”

💡 Di cosa parleremo in questa edizione?

• disordini del neurosviluppo
• disturbi specifici dell’apprendimento
• funzioni esecutive
• tecnologie inclusive
• educazione sessuo-affettiva
• modelli di intervento evidence-based

Registrati qui per ricevere il programma completo: https://lnkd.in/dS4Dfeqz

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📢 GRUPPO INFO E ISCRIZIONI UNIVERSITÀ 📢​Vuoi iscriverti a Pegaso, Mercatorum o San Raffaele Roma?Entra nel nostro gruppo...
12/01/2026

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Perché alcuni ragazzi sembrano ignorare il pericolo anche quando rischiano la vita?La risposta è la somma di tanti fatto...
06/01/2026

Perché alcuni ragazzi sembrano ignorare il pericolo anche quando rischiano la vita?
La risposta è la somma di tanti fattori. È una questione di cervello, contesto ed esperienza.

🧠 Il cervello degli adolescenti ha motore accelerato e freni in costruzione: cerca gratificazione sociale, novità, connessioni ma la parte che valuta i rischi e frena gli impulsi matura molto più tardi.

📱 Quando un ragazzo guarda il pericolo attraverso lo schermo, il cervello non “sente” la minaccia diretta, pensa che non possa capitare a lui o che ci sia il tempo.
Il pericolo diventa visivo, ma non si sente la minaccia.
E senza esperienza reale, il cervello non impara a riconoscere ciò che è pericoloso.

💡 Proteggere non basta. Se togliamo ai ragazzi la possibilità di allenare il pensiero critico, le competenze decisionali e le emozioni, si trovano spesso impreparati quando il pericolo è reale.

👉 Scorri il carosello e leggi l’articolo completo di Maura Manca per capire come e perché questo accade e cosa possiamo fare come genitori, educatori e adulti
👇👇👇
adolescienza.it/il-blog-di-maura-manca/perche-troppi-ragazzi-non-hanno-una-percezione-del-rischio-in-grado-di-salvargli-la-vita-le-neuroscienze-dietro-il-rischio-senza-paura/

💬 Se anche vuoi sapere come aiutarli in questo percorso, scrivici nei commenti: ne parliamo insieme.

A volte non è il telefono a romperci la disciplina.È il ciclo della dopamina.Un insegnante, ha proposto un metodo sempli...
16/12/2025

A volte non è il telefono a romperci la disciplina.
È il ciclo della dopamina.

Un insegnante, ha proposto un metodo semplice per spezzare l’automatismo e riprendere in mano l’impulso.

1️⃣ Prima di prendere il telefono, devi dire ad alta voce cosa stai per fare.
“Controllo un messaggio.”
“Cerco un file.”
Se la motivazione suona vuota, il cervello si accorge da solo dell’automatismo.
Dopo tre giorni, i ragazzi smettevano di afferrare il telefono “tanto per farlo”.

2️⃣ La pausa di 10 secondi.
Prima di sbloccarlo, fissi lo schermo spento per dieci secondi.
Se riesci ad aspettare, comandi l’impulso.
Se non riesci, non sei “dipendente”: è il tuo sistema nervoso che è in overdrive.
Negli adulti funziona ancora meglio: inizi a vedere quante volte cerchi il telefono senza pensarci.

3️⃣ La regola delle due tasche.
Il telefono non sta in mano né sul tavolo, ma in una tasca remota dello zaino o della giacca.
Aumentare la distanza riduce i check automatici: la strada verso il telefono diventa più lunga dell’impulso.

4️⃣ Il divieto nei momenti di transizione.
Non si prende il telefono passando da una stanza all’altra, scendendo le scale, uscendo di casa.
Si spezza così il trigger più potente della dipendenza: i micro-tempi morti.

5️⃣ Dopo dieci giorni arriva il test.
Sbloccaggi prima e dopo.
Il calo medio? Dal 50% al 60%.
Non stai combattendo il telefono.
Stai riprogrammando micro-decisioni.

Fonti:

Baumeister et al., 2018 — Self-Regulation and Executive Function
Duckworth et al., 2016 — Self-Control and the Developing Brain
Ward et al., 2017 — Brain Drain: The Mere Presence of One’s Smartphone Reduces Cognitive Capacity
Thornton et al., 2014 — The Cognitive Costs of Smartphone Proximity
Alter, 2017 — Irresistible: The Rise of Addictive Technology

Dr. Fantechi

05/12/2025

La recente storia di un adolescente deceduto per suicidio dopo mesi di interazioni con un chatbot richiama l’attenzione su temi critici dell’Intelligenza Artificiale. In situazioni di fragilità, strumenti progettati per mantenere vivo il dialogo possono diventare una presenza ambigua e condizionante.

Al Corriere della Sera, la Professoressa Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, evidenzia che «qui l’empatia è solo simulata: un calcolo, non una relazione.» Famiglie e scuole non possono essere lasciate sole in questa sfida educativa.

Serve un’alfabetizzazione affettiva e digitale condivisa, che aiuti a comprendere il funzionamento dell’IA e costruire contesti in cui la tecnologia resti uno strumento e non diventi un sostituto dell’altro.

Leggi l'articolo completo 👉🏻 https://www.corriere.it/salute/figli-genitori/adolescenza/25_novembre_30/gli-adolescenti-e-il-lato-oscuro-dei-chatbot-08bcae7a-d391-4434-989f-e82d2c512xlk.shtml?refresh_ce

Scrive lento … 💕
02/12/2025

Scrive lento … 💕

🎄 2 DICEMBRE — "Scrive lento.”
Quante volte lo sentiamo dire?

Ma la lentezza non è sinonimo di poca capacità: significa solo che quel bambino ha bisogno di dare un ordine ai suoi pensieri prima di metterli sulla carta.

Ricordiamoglielo: “Il tuo ritmo va bene. Conta quello, non quello degli altri.”
È un messaggio che alleggerisce e apre spazio alla fiducia 🌱

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Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza. Oggi parliamo di emozioni. La nostra società non lascia quasi più la...
20/11/2025

Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza.

Oggi parliamo di emozioni.
La nostra società non lascia quasi più la possibilità di essere fragili e sensibili.

Ogni bambino va ascoltato con le sue paure, con i suoi desideri e con la sua voglia di crescere e scoprire il mondo.

Hanno il diritto di essere rispettati da noi adulti in primis.

Per una consulenza contattami.

Esploriamo insieme le emozioni di tuo figlio.

3515554060

Indirizzo

Via R. De Nitto , 43
Latiano
72022

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
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Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:30
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Telefono

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