10/12/2014
La psicologia giuridica
Dr. ssa Alessia Micoli
Psicologa Criminologa
Dottore di Ricerca in Medicina Legale e Scienze Forensi
La psicologia giuridica è quella scienza che studia il comportamento umano di ogni singolo, è un settore della psicologia applicata che si occupa di tutte le problematiche e le questioni che insorgono nella pratica giudiziaria ed in particolar modo nei casi in cui risulta indispensabile l’accertamento dell’integrità psichica del soggetto reo, dei gruppi e degli eventi
Il primo intervento di ordine psicologico, all’interno di un Tribunale, si ha nel 1843 in Gran Bretagna durante il Processo Mc Nagthen in cui uno psichiatra fu chiamato a valutare lo stato mentale di colui che aveva commesso un reato, al momento del fatto.
La Corte ha accettato il parere dello specialista dichiarando non colpevole l’autore del reato.
Nel 1885 in Canada vengono ammesse delle perizie psichiatriche, all’interno del processo Riel L. .
Nel 1896 il medico e parapsicologo Albert von Schrenk- Notzing viene considerato il primo psicologo forense che testimonia in un processo a Monaco circa la suggestionabilità e gli errori di recupero in un reato di omicidio.
Nel 1896 in Germania Sommer esegue tre perizie psichiatriche.
Cesare Lombroso (1905) , che intuì le connessioni che vi erano tra criminalità e ambiente sociale ed educativo identificando le cause della degenerazione morale e della delinquenza in determinate anomalie fisiche (definite, poi, come caratteri degenerativi lombrosiani), scrisse: “La psicologia dei testimoni nei processi penali”.
La psicologia giuridica ha, in Italia, una lunga e prestigiosa tradizione, iniziata molti decenni orsono con lavori pioneristici come quelli di Fiore inerenti la psicologia della testimonianza (1910) egli introdusse in maniera esaustiva la definizione di psicologia giuridica.
Nel suo primo manuale affermava che: “il presente lavoro non ha altra pretesa che di segnalare alla massa degli studiosi l’importanza di una branca scientifica che finora in Italia ha trovato assai scarsi risultati” e ripreso da Mira y Lopez nel “Manuale di psicologia juridica” nel 1954 ove egli affermava che con questa materia si intende tutto quell’insieme di nozioni psicologiche che non solo possono essere utilizzate ai fini di un migliore “esercizio del diritto” ma anche che i soggetti arrivino a trovarsi in conflitto con le leggi.
Ferrari (1906) aveva invitato gli studiosi a coltivare la materia della psicologia giuridica indicando le varie direzioni che poteva sviluppare.
Ma il termine psicologia giuridica fu introdotto a livello scientifico nel 1911 nell’Università degli studi “La Sapienza” di Roma sorge all’interno dell’Istituto di Diritto Penale della Facoltà di Giurisprudenza la scuola di Applicazione giuridico- criminale.
De Sanctis (1913) dedicò un importante articolo a questa scienza.
Enrico Altavilla (1925), giurista napoletano , ha scritto il primo manuale di psicologia giudiziaria in cui mise in evidenza le tematiche del "valore relativo della verità giudiziale", della "psicologia della testimonianza" e della "psicologia del suicidio".
Dopo l’uscita del manuale del giurista napoletano vi fu un periodo in cui la psicologia giuridica ha cominciato a vivere un momento di ostracismo ed allontanamento da parte del mondo giuridico, generato da conflitti culturali e scientifici legati a interessi dell’epoca; i giuristi non accettavano più le teorie psicologiche che tendevano a basarsi per lo più su concetti psicoanalitici.
Poi Cesare Ludovico Musatti (1931) , fondatore della psicoanalisi italiana, pubblicò un nuovo volume sulla psicologia della testimonianza: “Elementi di psicologia della testimonianza”, rivisto in chiave psicoanalitica che apportò un notevole contributo alla materia.
Vi fu un congresso (1953) dedicato ad alcune riforme della procedura penale in cui vi parteciparono legali e psicologi: Battaglini, Bellavista, Dall’Ora, Di Tullio, Eula, Gemelli, Musatti, Nuvolone, Sabatini; i quali si scontrarono sull’indagine inerente la personalità dell’imputato e della persona offesa dal reato, anche in relazione all’utilizzo degli strumenti della psicoanalisi e dei metodi proiettivi.
Ma il rientro della psicologia giuridica arriva intorno alla fine degli anni '70, con gli studiosi: il Professor Gaetano De Leo , ordinario di Psicologia Giuridica e titolare dell’insegnamento di criminologia nell’Università degli studi di Bergamo e Roma; la Professoressa Luisella de Cataldo, il professore Guglielmo Gulotta, Fulvio Scaparro ed altri quali: il Professore Franco Ferracuti (1959), il Professor Mario Fontanesi (1958).
Il Professor Gulotta (1976) pubblicò: “La Collana di Psicologia Giuridica e Criminale” e l’anno dopo venne creato il Gruppo di Psicologia Giuridica (G. P. G.).
Bibliografia
De Leo G., Patrizi P., “Psicologia giuridica”, Il Mulino, Bologna, 2002.
Fornari U. “Trattato di Psichiatria forense”, Utet, Torino, 2008.
Galimberti U., “Psichiatria e fenomenologia”, Feltrinelli, Milano, 1979.
Gulotta G. “Elementi di psicologia giuridica e di diritto psicologico, civile, penale, minorile”, Giuffrè, Milano, 2000.
Gulotta G., “Psicologia giuridica”, Franco Angeli, Milano, 1979.
Micoli A. “Genitori di fronte la separazione. Come affrontare una consulenza tecnica d’ufficio”, Franco Angeli, Milano, 2012.
Zatti P. “Persona giuridica e soggettività”, Cedam, Padova, 1975