10/04/2026
Fermarsi sembra un lusso invece è essenziale.
In questi giorni in cui mi sono presa un tempo più dilatato mi sono accorta (come altre volte) degli effetti su corpo e mente dell'affanno di rendimento o dell'ansia di prestazione.
Forse è ovvio, quando ti fermi tiri un respiro di sollievo ma in realtà quello è il primo passo, in superficie.
Per entrare veramente nel sollievo occorre un tempo più lungo in cui ti permetti di interrompere la routine.
Quante volte vogliamo fermarci ma c'è qualcosa in noi che ci impedisce di goderci quel momento vuoto, libero da ogni laccio?
Come fossimo sempre un pò in allerta, sempre in punta di piedi pronti a scattare, sempre poco incarnati nell'abito del corpo e troppo presi dal rimuginio dei pensieri.
Tutto questo ha un prezzo molto alto: a livello di bassa energia, stanchezza cronica, produzione di cortisolo, malessere psicofisico, e aumenta l'illusione del controllo.
Mi sto accorgendo ad esempio nelle relazioni, in particolare di lavoro, che si è sdoganata una modalità tanto veloce e performante che ci dimentichiamo di dire " ciao" e "grazie", non per retorica o bon ton, ma per riconoscere che ci stiamo relazionando con una persona e non con una macchina, anche se il tema della conversazione è una consegna, un obiettivo o una strategia.
Ma questo è solo uno degli effetti collaterali della velocità e degli strappi che l'over thinking o l'over working ci lascia.
Mi accorgo anche di quanto, nel tanto agognato tempo vuoto, manchi a livello corporeo, oltre che mentale, l'abitudine di avere il cellulare in mano, e di quanto, l'illusione di "occuparsi di tutte le cose" lasciate indietro porti nuovamente “al fare” esattamente con le stesse modalità di sempre.
E se invece inziassimo a sentire nel corpo cosa vuol dire andare verso l'essenziale?
Se aiutassimo la nostra mente a distinguere meglio l'urgenza da ciò che è realmente essenziale?
E' possibile essere sempre in urgenza (pur non lavorando al 112?:-)?
E’ possibile che la nostra mente continui a creare "urgenze" pur di non stare nel presente pienamente?
Da cosa scappiamo e da cosa, dentro di noi ( prima che fuori) non riusciamo più a fare un passo indietro?
Non è bello sentire il corpo che si dilata come se i tessuti fossero più pieni e vitali, meno contratti di una spugna strizzata?
Non è bello sentire la mente distendersi come un lago calmo in cui la brezza dei pensieri muove l'acqua in superficie senza intaccare la percezione di quiete?
Chi ha la curiosità e,o la necessità di rallentare e sentire come cambia il proprio modo di percepire se stessi e la realtà è invitato sabato 18 aprile e sabato 30 maggio negli orari in locandina,
presso FEVER body and mind a Lavagna.
Venite, fate esperienza e poi continuate con le faccende del sabato :-)