15/03/2026
Ieri 14 marzo era giornata la giornata internazionale del Paesaggio.
Ma cos'è il paesaggio?
E' quella porzione di territorio che appare a chi la guarda?
E' quel complesso di caratteristiche di un territorio che lo rende unico e irripetibile?
Per me il paesaggio è ciò che incontro e scopro attraverso i sensi con la consapevolezza che oltre il Visibile, oltre a ciò che vedo, ascolto, annuso, tocco, gusto c'è molto di più.
C'è l'eco e talvolta il segno tangibile di chi mi ha preceduta e c'è già, nel continuo divenire, il seme di chi verrà dopo.
Ma ho ben chiaro che non c'è paesaggio senza cura e manutenzione dello stesso e questa cura è direttamente proporzionale alla cura della nostra geografia interiore. Se vogliamo incontrare la bellezza fuori abbiamo una sola strada: riconoscere che siamo parte di un Tutto e prenderci cura di ciò che in noi stride, soffoca, scalpita, soffre. Ritrovare la consapevolezza e bellezza in noi per compiere azioni che vanno in quella direzione.
Se non c'è in noi questa intenzione e alimento, non potremo meravigliarci e amare ciò che c'è fuori.
Il paesaggio è questo, è il risultato della cura della nostra geografia interiore, è frutto dell'integrazione e non del predominio, delle domande di senso prima che di profitto,
richiede coraggio, rispetto, pazienza, ricerca del sacro, spirito di comunità.
La giornata internazionale del paesaggio è un invito a cucire con un filo d'oro (e io uso il respiro) ciò che il mondo e la Vita ci offre con la nostra geografia interiore, con una visione di valore che porta bellezza e una qualità di vita migliore non solo per sè, ma per la comunità.