30/01/2026
Oggi Riccio mi ha detto che preferisce dire di sì anche quando non vuole qualcosa piuttosto che dare l'idea di essere uno che "se la tira" o peggio "uno che se ne frega dell'altro".
Inoltre, preferisce mantenere i rapporti sereni perché nello scontro fa fatica, perde la voce, si chiude e si sente bombardato da emozioni spiacevoli.
Per lui è importante mantenere il legame con le persone a cui tiene anche se questo comporta perdere aderenza a sé.
Cioè ad esempio: se pur di mantenere il rapporto lui deve far finta di essere contento di passare il sabato sera nei locali di musica elettronica, lo fa.
Se per mantenere il rapporto deve far finta di ridere quando qualcuno gli fa battute sul suo aspetto, lui lo fa.
Se per mantenere il legame deve andare a prendere e accompagnare gli altri a casa dopo le serate, lo fa.
E così via...fa ciò che fa piacere all'altro, per non perderlo.
Riccio mi ha detto anche che da qualche tempo si sente triste e non sa perché.
All'improvviso mentre prepara la cena, sente un peso all'altezza del cuore e si sente privo di energie, eppure - pensa - "non sono solo, allora com'è che mi sento così solo?"
Riccio è imprigionato nell'idea che solo se mette da parte i suoi bisogni, verrà accettato e amato. Che per essere amati bisogna essere come l'altro ti vuole.
Siamo stati con le emozioni che questa idea nasconde e abbiamo ragionato su quanto questo sia un paradosso perché essere accettati "a condizione di" essere diversi da ciò che si è, non restituisce il senso del SENTIRSI amati.
Anzi, conferma l'idea che non va bene essere così come si è!
Oggi Riccio ha ritratto qualche aculeo e si è concesso di dare spazio alla tristezza che sentiva così pressante.
Ha pianto e si è asciugato le lacrime,
con la consapevolezza nel cuore di sapere che ci può essere un posto in cui non doversi mascherare.