28/02/2026
La perdita di un figlio è una ferita che non dovrebbe esistere.
Il caso del piccolo Domenico ha scosso profondamente la comunità, lasciando un dolore che va oltre le parole.
Gli studi in ambito psicologico e traumatologico sono concordi: il lutto per un figlio è tra le esperienze più devastanti che un essere umano possa vivere. Non segue l’ordine naturale della vita e non spezza soltanto il cuore, ma anche l’identità profonda di un genitore.
Quando muore un figlio si infrange il senso di protezione, si interrompe la continuità tra passato, presente e futuro, si altera la percezione stessa del significato della vita.
Il dolore può manifestarsi in forme diverse: senso di colpa, rabbia, incredulità, isolamento, difficoltà nel sonno, nel lavoro, nelle relazioni. Non esiste un tempo “giusto” per elaborare una perdita così grande. Non esiste un modo “corretto” di reagire.
Il lutto di un genitore non è qualcosa che si supera. È qualcosa che, con enorme fatica, si impara a portare con sé.
In momenti come questi ciò che conta davvero è il rispetto:
rispetto per il silenzio, assenza di giudizio, presenza discreta, sostegno concreto.
Come comunità possiamo fare una sola cosa: stringerci attorno alla famiglia con umanità e delicatezza.
Perché davanti a un dolore così grande non servono opinioni. Serve solo rispetto.
👩🏻⚕️ Dott.ssa Laura Corvaglia - Supervisore EMDR, Responsabile Centro Clinico Spazio Sicuro, Lecce
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