Smi Broletto Lecco

Smi Broletto Lecco servizio multidisciplinare integrato per le dipendenze patologiche accreditato e pubblico

26/02/2026

Una presentazione puntuale e ricercata del dott. de Bernardis sul tema

25/02/2026

🔧 Riparare non significa solo aggiustare un oggetto, ma prepararsi a ripartire.
⚙️ In Comunità, ogni ingranaggio che torna a girare è un passo verso l'autonomia.
📷 Grazie a Sofia della comunità Fontane per questo scatto che racconta la bellezza di tornare a muoversi in libertà.
🚴🏻

16/02/2026

Il progetto della Comunità Gandina utilizza lo sport come strumento concreto di recupero psicofisico e reinserimento sociale. Grazie al sostegno della Fondazione Mazzola e alla collaborazione con Famiglia Nuova, la palestra diventa uno spazio educativo dove costruire benessere, autonomia e nuove op...

16/02/2026

𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗦𝗮𝗳𝗲
𝙋𝙧𝙤𝙜𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙎𝙖𝙛𝙚 – 𝘼𝙢𝙗𝙪𝙡𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙢𝙞𝙜𝙧𝙖𝙣𝙩𝙞 𝙚 𝙚́𝙦𝙪𝙞𝙥𝙚 𝙢𝙤𝙗𝙞𝙡𝙚
Mentre la scorsa settimana è stato approvato il nuovo e ulteriore Decreto Sicurezza, che interviene anche in materia di Immigrazione, aumentandone i vincoli, in Umbria è stato presentato il Progetto Safe, Salute e accoglienza per le fragilità emergenti, finanziato con il Fami (fondo asilo migrazione e integrazione) che ha la finalità di assicurare la tutela della salute dei richiedenti e dei titolari di protezione internazionale, inclusi i minori non accompagnati, presenti nei centri di accoglienza del territorio regionale e che risultino in condizioni di vulnerabilità fisica e o psichica. Sarà inoltre costituito un gruppo di ricerca sulle MGF, le orribili mutilazioni genitali femminili.
Si partirà da azioni di alfabetizzazione sanitaria, anche con laboratori, orientamento e accompagnamento ai servizi sanitari, di potenziamento dell’ambulatorio per migranti di Perugia, per proseguire con la prevista apertura di altri due presidi ambulatoriali dedicati, a Foligno e Terni. L’équipe mobile, il team composto da coordinatore, coordinatrice e educatrici della nostra Cooperativa assicurerà, anche con il supporto di Mediatori Linguistici e Culturali formati specificamente nelle fasi iniziali del progetto, di rilevare le segnalazioni dei bisogni sanitari dei beneficiari del Safe e di accompagnarli ai Servizi che diventeranno, per loro, di riferimento in relazione al tipo di bisogno. Le educatrici dell’unità mobile attiveranno anche una supervisione educativa temporanea presso il domicilio, prima di concludere il progetto di empowerment delle persone migranti agganciate.
Finalmente è stato possibile presentare anche a Terni l’avvio del progetto triennale Safe che vede capofila Usl Umbria 1, Usl Umbria 2, Anci Umbria, Cidis, Famiglia Nuova e Anlaids Umbria.
Certo, i cittadini migranti non in possesso o non richiedenti protezione internazionale sono esclusi dal poter fruire delle azioni di Safe.
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Per approfondire: https://www.uslumbria2.it/notizie/in-umbria-prende-forma-safe-sistema-integrato-di-supporto-sociosanitario-per-le-vulnerabilita

15/02/2026
12/02/2026

Presenteremo le più recenti conoscenze e tecniche relative alla diagnosi, al trattamento e alla cura di questi disturbi, sottolineando aspetti relazionali, di sviluppo, familiari e sociali.

11/02/2026

È online la registrazione del convegno “La coscienza – Aspetti neurologici, filosofici, etici e le sfide con l’Intelligenza Artificiale”, ideato e organizzato dalla ASST Papa Giovanni XXIII con FROM – Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo e tenutosi il 12 dicembre dello scorso anno all’Auditorium Lucio Parenzan del .

Il convegno ha tentato di sviscerare uno dei temi più affascinanti e complessi dell’esperienza umana, adottando una prospettiva interdisciplinare tra neuroscienze, filosofia, etica, arti e nuove tecnologie.

Il confronto è stato arricchito dal contributo di relatori e di una faculty di alto profilo, provenienti da ambiti diversi e complementari.

I lavori si sono articolati in due sessioni: una mattutina di taglio medico-scientifico, dedicata agli aspetti neurofisiologici della coscienza, agli stati di vigilanza e alle principali alterazioni patologiche, e una pomeridiana di carattere filosofico-umanistico, con approfondimenti sull’esperienza soggettiva della coscienza, sull’arte, sulla musica e sulle sfide poste dall’Intelligenza Artificiale.

Un’occasione di approfondimento e riflessione aperta a professionisti, studiosi e cittadini interessati a comprendere meglio il tema della coscienza da prospettive diverse e complementari.

🔗 Il video è disponibile sul nostro canale YouTube a questa pagina 👉 t.ly/loqYv
💡 La scaletta degli interventi è in descrizione: è possibile accedere direttamente ai singoli contributi cliccando sul relativo titolo.

09/02/2026

𝘿𝒊𝙧𝒊𝙩𝒕𝙞, 𝒄𝙡𝒆𝙢𝒆𝙣𝒛𝙖 𝙚 𝙪𝒎𝙖𝒏𝙞𝒕𝙖̀ 𝙣𝒆𝙡𝒍𝙚 𝙘𝒂𝙧𝒄𝙚𝒓𝙞 𝙞𝒕𝙖𝒍𝙞𝒂𝙣𝒆
𝘙𝘰𝘮𝘢, 6 𝘧𝘦𝘣𝘣𝘳𝘢𝘪𝘰 2026 - 𝘜𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘙𝘰𝘮𝘢 𝘛𝘳𝘦
Presso il Polo didattico di Scienze della formazione si è svolta un’assemblea aperta per confrontare analisi, esperienze e proposte per discutere come intervenire con azioni comuni sull’inumanità del sovraffollamento carcerario. Nel 2025, a fronte di 46.124 posti disponibili, 63.868 persone sono state detenute in Italia, in 199 istituti.
Tra i partecipanti all’evento anche Famiglia Nuova che ha sottoscritto l’appello https://forms.gle/9ypQwHpaBLo1dwr27 per diritti, clemenza e umanità nelle carceri. Dovevamo esserci, o non potevamo non esserci.
All'apertura del programma della mattina la Presidente del Cnca ha affermato che attualmente il nostro Paese ha un “Governo delle pene”, riferendosi alla costante attività di promulgazione di leggi e decreti legge per normare più reati e di inasprimento delle pene per alcune tipologie di reato già esistenti. Caloroso il suo appello non solo per più diritti, per l’urgenza che si impone per una misura di clemenza e ovviamente per maggiore umanità nei trattamenti detentivi che non può essere garantita in condizioni di sovraffollamento in celle dove gli spazi tra brandine sono occupati da altri materassi, dove la violazione della dignità umana inflitta a causa dei bagni aperti in cella è quotidiana, più volte al giorno per tutti e tutte le recluse, ma anche per lavorare tutti e tutte insieme perché la dignità dei detenuti è anche la dignità degli operatori e degli educatori del carcere.
Anche negli istituti penali minorili il sovraffollamento è costante.
Il prof. Palma, della Facoltà ospitante l’assemblea, ha ricordato che il sovraffollamento delle carceri non è mai una catastrofe naturale, ma una volontà politica, poiché anche il carcere è una questione di democrazia, e, rivolto alla platea, ha incitato a riconoscerci nella passione per la legalità costituzionale. Chi del Terzo Settore opera negli istituti di pena non è e non deve essere trattato da volontario tollerato, ma ciascuno e ciascuna deve essere riconosciuto nel proprio ruolo. La detenzione non può essere un’attività di detenzione sociale: le misure alternative alla detenzione devono essere una costante, ma come diranno poi molti e molte altre negli interventi che si sono succeduti, l’alto tasso di sovraffollamento e i numeri assoluti di detenuti e aventi diritto all’affidamento ai Tribunali di Sorveglianza è troppo alto, di fatto creandosi un imbuto di troppo stretto per soddisfare le istanze. La povertà sociale ed economica all’esterno del carcere rappresenta per molte persone detenute un ulteriore impossibilità a fruire delle misure alternative che oltre ad essere ri-educative darebbero sollievo al sovraffollamento ormai drammatico delle carceri. Inoltre provocatoriamente ci chiede “l'inserimento lavorativo cos'è diventato quando per la società i detenuti sono solo scarto e resi i nuovi apolidi?”.
Denise Amerini affonda la voce sulle responsabilità delle Istituzioni, citando l'art 27 della Costituzione dove, a proposito della pena è stabilito che non può consistere in trattamento contrario al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione del condannato. Tra gli inasprimenti delle pene vi è un peggioramento per madri detenute con prole di età inferiore a 1 anno: “peggio della Legge Rocco” è il suo grido dal microfono. Dobbiamo tornare a indignarci, a mobiltarci, è l’accorato appello al termine del suo intervento che riprenderà successivamente per leggere una lettera inviata all’Assemblea da un operatore carcerario, la rappresentanza dei quali è totalmente assente in presenza, e l’assenza è una evidenza forte del malessere del sistema.
Non riuscendo a riportare tutti gli interventi e a riassumere in qualche riga l’ampio dibattito che ne è seguito, provo ad elencare una serie di stimoli che riporto senza troppo commentare…
- 𝘌̀ 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦: 𝘦𝘳𝘢 𝘶𝘯 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘦 𝘱𝘰𝘴𝘪𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘢 𝘳𝘦𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦, (𝘴𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘢𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦): 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘦𝘯𝘪𝘳𝘦 𝘩𝘢 𝘢𝘴𝘴𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘭𝘦𝘨𝘪𝘴𝘭𝘢𝘵𝘪𝘷𝘪, 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘳𝘰𝘮𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘷𝘪𝘰𝘭𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘦 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘰𝘳𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘷𝘢𝘯𝘥𝘢𝘭𝘪𝘤𝘰. 𝘐𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘤𝘩𝘪𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘰̀ 𝘥𝘪 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘤𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢 𝘦𝘴𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘴𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰.
- 𝘓𝘦 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘢 𝘤𝘩𝘪 𝘦̀ 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦.
- 𝘐 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘦𝘴𝘤𝘭𝘶𝘥𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘪.
- 𝘊𝘭𝘦𝘮𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘢 𝘳𝘪𝘷𝘢𝘭𝘶𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘭𝘦𝘨𝘢𝘮𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘪𝘻𝘪𝘢.
- 𝘊𝘰𝘮𝘱𝘳𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘦 𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦.
- 𝘌𝘴𝘦𝘤𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘦𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘦𝘴𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘱𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘵𝘢 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘕𝘰𝘳𝘥𝘪𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘱𝘦𝘯𝘦 𝘥𝘪 8 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘳𝘦𝘢𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘤𝘪 𝘴𝘪 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘢𝘧𝘧𝘪𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘰.
- 𝘋𝘦𝘷𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘴𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘰𝘳𝘪𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦, 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘩𝘪 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢 𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘰, 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘢𝘱𝘦𝘷𝘰𝘭𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘪 𝘦𝘴𝘪𝘨𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪.
- 𝘓𝘦 𝘤𝘪𝘳𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘋𝘢𝘱 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢𝘯𝘰 𝘢 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦.
- 𝘗𝘦𝘳 𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘪 𝘤'𝘦̀ 𝘶𝘯'𝘢𝘴𝘴𝘰𝘭𝘶𝘵𝘢 𝘤𝘢𝘵𝘦𝘨𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘦: 𝘨𝘭𝘪 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘪, 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘤𝘩𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰, 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰, 𝘥𝘢 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘷𝘦𝘯𝘨𝘰𝘯𝘰.
- 𝘊𝘩𝘪 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘳𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘢𝘨𝘢𝘳𝘦: 𝘤𝘰𝘴𝘪̀ 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘪, 𝘥𝘰𝘱𝘰 𝘭𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢𝘵𝘢, 𝘥𝘰𝘣𝘣𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘳𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘢𝘨𝘢𝘳𝘦!.
- 𝘚𝘵𝘶𝘥𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘣𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘤𝘪𝘥𝘪𝘷𝘦.
- 𝘊𝘢𝘴𝘤𝘰 𝘢𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘢𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘣𝘳𝘢𝘯𝘥𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘢 𝘢𝘥 𝘶𝘯’𝘢𝘭𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘪 2 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪, 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘤𝘰 𝘴𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘢𝘭𝘱𝘦𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘢𝘴𝘴𝘪 𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢.
- 𝘈𝘭 𝘮𝘪𝘯𝘰𝘳𝘪𝘭𝘦, 𝘢𝘭𝘭𝘦 11 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘢𝘵𝘵𝘪𝘯𝘰, 𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘵𝘳𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘰𝘳𝘢 𝘪𝘯 𝘤𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘢 𝘥𝘰𝘳𝘮𝘪𝘳𝘦.
- 𝘐𝘭 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘦̀ 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘦 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘦𝘯𝘵𝘪.
- 𝘐𝘭 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘦̀ 𝘪𝘳𝘳𝘦𝘥𝘪𝘮𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘪𝘳𝘳𝘪𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘭𝘶𝘰𝘨𝘰 𝘢𝘯𝘢𝘤𝘳𝘰𝘯𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘰𝘳𝘮𝘢𝘪.
- 𝘊𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘢𝘥𝘪𝘤𝘦 𝘢𝘳𝘢𝘮𝘢𝘪𝘤𝘢 𝘷𝘶𝘰𝘭 𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘴𝘦𝘱𝘱𝘦𝘭𝘭𝘪𝘳𝘦.
- 𝘐𝘯𝘥𝘶𝘭𝘵𝘰 𝘦 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘪𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘢 (𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘙𝘦𝘪𝘮𝘴) 𝘱𝘦𝘳 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘱𝘢𝘦𝘴𝘦 𝘤𝘪𝘷𝘪𝘭𝘦.
- 𝘚𝘵𝘶𝘥𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘪𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘪𝘻𝘪𝘢 𝘴𝘶 𝘈𝘭𝘵𝘳𝘢 𝘌𝘤𝘰𝘯𝘰𝘮𝘪𝘢.
- 𝘚𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘛𝘋 𝘦 𝘚𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘦, 𝘪𝘯 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘪 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘦𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰.
- 𝘋𝘪𝘴𝘪𝘯𝘯𝘦𝘴𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘴𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘳𝘪𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘵𝘰𝘴𝘴𝘪𝘤𝘪, 𝘮𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘪: 𝘷𝘪𝘤𝘦𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢 𝘷𝘪𝘯𝘤𝘦 𝘪𝘭 𝘥𝘪𝘴𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘪𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪.
- 𝘐 𝘴𝘶𝘪𝘤𝘪𝘥𝘪 𝘯𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘭𝘵𝘢 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘳𝘢𝘳𝘪: 𝘦̀ 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘢 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘴𝘶𝘪𝘤𝘪𝘥𝘢, 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘭’𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘪 74.
- 𝘗𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘋𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘴𝘢𝘯𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘙𝘦𝘣𝘪𝘣𝘣𝘪𝘢 𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘢𝘻𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘮𝘢 𝘷𝘪 𝘦̀ 𝘤𝘢𝘳𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘨𝘳𝘢𝘷𝘦 𝘥𝘪 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘵𝘵𝘶𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘪𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘢𝘳𝘪 (𝘢 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘪𝘯𝘥𝘦𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘪𝘰𝘦̀); 𝘴𝘢𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦𝘳𝘰 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘳𝘪 𝘴𝘵𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘪 𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘶𝘯 𝘱𝘰' 𝘱𝘦𝘳 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘢𝘨𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘤𝘰𝘳𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘢𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘦 𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘢 𝘴𝘶𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘢𝘻𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘦𝘴𝘵𝘦𝘳𝘯𝘦. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘦̀ 𝘣𝘦𝘯 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘦𝘥𝘶𝘤𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘗𝘦𝘳𝘶𝘨𝘪𝘢 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘦𝘳𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘪 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘦̀ 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘨𝘢𝘳𝘢𝘯𝘵𝘪𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘢𝘥𝘦𝘨𝘶𝘢𝘵𝘢 𝘦 𝘵𝘢𝘭𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘴𝘪̀ 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘶𝘰̀ 𝘢𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘴𝘢𝘭𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘭’𝘢𝘴𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘨𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘤𝘰𝘳𝘵𝘢.
- 𝘓. 𝘎𝘳𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘩𝘢 𝘥𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 “𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘢𝘻𝘻𝘰𝘱𝘱𝘢𝘵𝘰”: 1/3 𝘳𝘦𝘢𝘵𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘭𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘥𝘳𝘰𝘨𝘩𝘦, 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘥𝘪 1/4 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘩𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘭𝘦𝘮𝘪 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘦𝘯𝘵𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘵𝘳𝘪𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘭𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘦 𝘪 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘪 𝘢𝘴𝘴𝘰𝘭𝘶𝘵𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘳𝘪𝘥𝘰𝘵𝘵𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘴𝘤𝘩𝘪𝘭𝘦, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘭’𝘪𝘯𝘤𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘯𝘪𝘦𝘳𝘢 𝘦̀ 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘪𝘤𝘰𝘭𝘢𝘳𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘳𝘪𝘭𝘦𝘷𝘢𝘯𝘵𝘦. 𝘐𝘯𝘰𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘦̀ 𝘷𝘢𝘭𝘶𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪𝘢𝘨𝘯𝘰𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘶𝘯𝘢 𝘮𝘪𝘯𝘰𝘳𝘦 𝘰𝘧𝘧𝘦𝘳𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘢, 𝘶𝘯𝘢 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘪.
- 𝘊𝘢𝘴𝘢 𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘯𝘰𝘮𝘪𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘳𝘦𝘤𝘪𝘥𝘪𝘷𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘦̀ 𝘨𝘢𝘳𝘢𝘯𝘵𝘪𝘵𝘰 “𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘴𝘪 𝘦𝘴𝘤𝘦, 𝘴𝘪 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘴𝘪 𝘵𝘰𝘳𝘯𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘦𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦”.
- 𝘓𝘦 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘳𝘪𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢𝘵𝘪𝘷𝘦: 𝘪𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘢𝘯𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘰𝘷𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘪 24 𝘮𝘦𝘴𝘪: 𝘱𝘦𝘳 𝘱𝘦𝘯𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘭𝘶𝘯𝘨𝘩𝘦 𝘰 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘰 𝘪 12 𝘮𝘦𝘴𝘪, 𝘭𝘦 𝘮𝘪𝘴𝘶𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘵𝘪𝘷𝘦 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘪
- 𝘕𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘯𝘰𝘳𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦 𝘱𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘦 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘶𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘷𝘰𝘯𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘴𝘷𝘰𝘭𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘚𝘰𝘳𝘷𝘦𝘨𝘭𝘪𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘯𝘢𝘭𝘪, 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘳𝘢 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘮𝘪𝘯𝘰𝘳𝘪𝘭𝘦 𝘦 𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪.
- 𝘗𝘦𝘳 𝘪 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘪 𝘦 𝘭𝘦 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘦 𝘮𝘪𝘨𝘳𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘣𝘢𝘳𝘳𝘪𝘦𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘯𝘨𝘶𝘢, 𝘤𝘩𝘦 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘨𝘳𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘪, 𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦; 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘩𝘪 𝘩𝘢 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘯𝘰𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘛𝘋 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘵𝘢𝘤𝘪𝘶𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘱𝘦𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘳𝘪𝘯𝘯𝘰𝘷𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘰𝘤𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪.
- 𝘍𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪𝘳𝘦 𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘩𝘪 𝘦𝘴𝘤𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘤𝘢𝘳𝘤𝘦𝘳𝘦.
-
Anche l’affettività, non la sessualità, è stata richiamata per denunciare che, oltre i proclami, poco è stato fatto: solo in 5 istituti di pena sono stati creati spazi e tempi dedicati.
𝘽𝙧𝙪𝙣𝙤

04/02/2026

La formazione come momento di pensiero e confronto.
Il ruolo dell'operatore nelle comunità residenziali di Famiglia Nuova che si occupano di dipendenze patologiche.

03/02/2026

Caro Michele
un anno è passato da quella mattina che ha segnato il calendario di Famiglia Nuova: mentre scriviamo fatichiamo a usare le parole che scegliamo di scrivere per ricordarti. Vorremmo pensarti, seri, dato questo tuo primo anniversario; vorremmo essere leggeri, come i tuoi tratti e il tuo sorriso; vorremmo essere caldi e appassionati come eri tu; vorremmo celebrarti stando tutte e tutti insieme, come hai desiderato.
Il 2025 è stato un anno difficile: dopo di te in Famiglia Nuova abbiamo vissuto un altro lutto ravvicinato e abbiamo assistito, impotenti, a un susseguirsi di eventi internazionali che hanno modificato codici e assetti del diritto, soprattutto nei rapporti tra Paesi, per il rispetto e tutela degli interessi internazionali: immaginiamo le critiche che avresti esposto al sistema imperante del potere di nuovi e vecchi potenti prepotenti.
Abbiamo provato a dire la nostra, la tua, senza vociare troppo nel rispetto di modi e tempi che devono essere prima di pensiero, di approfondimento delle ragioni di ciascuno più che un succedersi di eventi bellicosi, per poter criticare azioni di vero bullismo politico scatenate dai grandi contro i piccoli, dai forti verso gli indeboliti. Abbiamo partecipato in corsa, con un piccolo contributo, alla spedizione della Global Sumud Flotilla: non sappiamo quanto sia stato efficace, ma ci siamo sentiti mossi da quella speranza, di utopia possibile, che sappiamo nutrivi anche tu, e ci siamo sentiti bene.
Ci aspettano anni intensi. Proveremo a conservare negli intenti cooperativi il tuo sguardo a lungo orizzonte, il tuo pensiero contrario ai sistemi che producono disuguaglianze e opprimono diritti. Abbiamo inciso nel cuore e nel core della Cooperativa le tue parole che concludevano la tua lettera di introduzione al Bilancio Sociale dell’anno 2023: 𝘊𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘦, 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘪𝘢𝘻𝘻𝘦, 𝘯𝘦𝘪 𝘷𝘪𝘤𝘰𝘭𝘪 𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘯𝘻𝘦, 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘮𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘪𝘢𝘭𝘪, 𝘪𝘯𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘪𝘵𝘶𝘥𝘪𝘯𝘪, 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘦 𝘤𝘪 𝘢𝘤𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘢𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘤𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘰.
Ti ricordiamo, oggi sereni nonostante la tua assenza, rasserenati proprio dal tuo ricordo.
Ciao, da tutta la Cooperativa Famiglia Nuova

01/02/2026

Indirizzo

Corso Matteotti 5/C
Lecco

Orario di apertura

Lunedì 12:00 - 20:00
Martedì 12:00 - 20:00
Mercoledì 12:00 - 20:00
Giovedì 12:00 - 20:00
Venerdì 12:00 - 20:00

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