Alessandro Rotondo - Psichiatra

Alessandro Rotondo - Psichiatra Alessandro Rotondo
SPECIALISTA IN PSICHIATRIA
PROFESSORE A C. UNIVERSITÀ DI PISA

Mi occupo da olt

Lo stress influenza le nostre scelte alimentari più di quanto pensiamo.Se vuoi capire meglio il legame tra stress e cibo...
22/12/2025

Lo stress influenza le nostre scelte alimentari più di quanto pensiamo.

Se vuoi capire meglio il legame tra stress e cibo, ho approfondito il tema in questo articolo.

📌 Leggilo qui:

IL "PESO" DELLE EMOZIONI – PARTE 1 - Quando lo stress chiude lo stomaco

Lo stress non influisce solo sulla mente, ma anche sul nostro rapporto con il cibo. Quando la tensione è costante, la fa...
18/12/2025

Lo stress non influisce solo sulla mente, ma anche sul nostro rapporto con il cibo. Quando la tensione è costante, la fame può sparire, come se il corpo "spegnesse" l'appetito.

Cosa succede? 🤔 Lo stress attiva l’ipotalamo, una parte del cervello che, percepito il pericolo, rilascia l’Ormone di Rilascio della Corticotropina (CRH). Questo attiva l'asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA), che mobilita energia per affrontare la minaccia, sospendendo tutte le funzioni non urgenti, tra cui la fame. 😖

Il risultato è la perdita di interesse per il cibo e la sensazione di "nodo allo stomaco". Se lo stress diventa cronico, il corpo può adattarsi a funzionare in modalità “fame off”. Molti descrivono ansia, tachicardia e difficoltà a mangiare. Tuttavia, se lo stress è episodico, il cortisolo aiuta il corpo a tornare in equilibrio stimolando l'appetito. Quando lo stress diventa costante, però, il problema persiste e rende difficile mangiare e recuperare energia. 😟

E la depressione? Se si somma allo stress, può far scomparire la fame del tutto. La riduzione di dopamina e serotonina rende difficile provare piacere, anche nel mangiare. Inoltre, lo stress modifica il microbiota intestinale, confondendo i segnali di fame. Il corpo sembra "non sapere" cosa desidera davvero.

L’inappetenza può diventare un circolo vizioso: mangiare poco porta a meno energia, maggiore stanchezza e vulnerabilità allo stress. A lungo termine, questo peggiora il sonno, aumenta l’irritabilità e alimenta ansia e depressione.

Cosa fare? Se lo stress ti impedisce di mangiare, cerca di stabilire una routine alimentare regolare con pasti piccoli e frequenti. Scegli alimenti facilmente digeribili e fai un po' di attività fisica per aiutare il recupero. Se l’inappetenza persiste, consulta uno specialista. 👨‍⚕️

Lo stress non deve diventare un circolo vizioso. Prenditi cura di te e ascolta il tuo corpo. 💙

La mente ha un potere sorprendente, spesso decisivo, nei percorsi di guarigione.Quando pensiamo a una terapia, immaginia...
29/10/2025

La mente ha un potere sorprendente, spesso decisivo, nei percorsi di guarigione.
Quando pensiamo a una terapia, immaginiamo una pillola che agisce sul corpo. Ma la scienza ci dice che non è solo una questione di chimica: è anche una questione di convinzione. Ed è qui che entrano in gioco due forze invisibili ma potentissime:

💊 Placebo: quando “credere” guarisce davvero
Una pillola finta può ridurre il dolore, migliorare i sintomi del Parkinson o alleviare la depressione.�Non è suggestione, ma biologia: il cervello rilascia dopamina, endorfine e altre sostanze che modulano il benessere e la percezione del dolore.�In poche parole, la fiducia nella cura può attivare meccanismi di guarigione reali.

⚠️ Nocebo: il potere della paura
All’opposto, la sola paura degli effetti collaterali può farli comparire davvero. Il cervello “anticipa” il malessere e reagisce come se fosse reale: si attivano stress, tensione e ipervigilanza. Il corpo risponde alle aspettative, non solo ai farmaci.

Il nostro cervello non registra semplicemente ciò che accade: prevede in base a ciò che si aspetta.�Aspettative positive → miglioramenti.�Aspettative negative → peggioramenti.
E in psichiatria, tutto questo vale doppio.�
Ansia, depressione, insonnia: disturbi in cui emozioni, fiducia e relazione terapeutica possono potenziare, o al contrario ostacolare, l’efficacia del trattamento.

La chiave? Fiducia, empatia, comunicazione.

Il placebo non è “finto”: ha un potente effetto biologico.�Il nocebo non è “immaginario”: il corpo lo vive come reale.�La fiducia nel medico e nella terapia è parte integrante della cura.�La mente può essere il miglior alleato della guarigione — o il suo peggior sabotatore.

Leggi l’articolo completo sul mio blog:�
alessandrorotondo.com/blog/placebo-e-nocebo-in-psichiatria-come-la-mente-influenza-la-cura

E tu? Hai mai sperimentato qualcosa di simile?�Raccontalo nei commenti o scrivimi in privato.

9° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologicaLa trappola di Internet: quando Google aliment...
17/09/2025

9° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica
La trappola di Internet: quando Google alimenta la paura 🚨
Hai mai letto qualcosa online e pensato:�"Questo farmaco rovina il fegato, il medico non me l’ha detto!"?
Se sì, non sei solo… ma attenzione! 👇

Perché il web può ingannarci?�
• Algoritmi premiano titoli allarmistici che catturano click�
• Chi ha effetti collaterali parla molto di più di chi sta bene�
• Il cervello ignora ciò che non vede (WHYSIATI)�
• Linguaggio medico complesso vs blog semplici e convincenti

Come difendersi dalle bufale?�
1️⃣ Controlla chi scrive: ha titoli medici o è un “Anonimo123”?�
2️⃣ Cerca fonti scientifiche, link a studi o linee guida ufficiali�
3️⃣ Diffida di titoli assolutisti tipo “Il farmaco che UCCIDE”�
4️⃣ Guarda le % di rischio reali: 0,01% ≠ “pericolo altissimo”�
5️⃣ Confronta sempre con linee guida (NICE, WHO, APA)

Prima di crederci, fai una pausa di 10 secondi e cerca altre due fonti indipendenti.�Porta sempre le info al tuo medico e parlane con lui/lei.

FAQ rapide:❓ �
Q: “Il bugiardino mi spaventa!”�
A: Leggilo con il medico: un effetto raro non significa “capiterà sicuramente”.
Q: “I forum servono?”�
A: Sì, per supporto emotivo, ma non sostituiscono il parere medico.

Strategia smart per navigare il web sanitario:�
🌐 Usa motori di ricerca scientifici come PubMed o Cochrane�
🔖 Salva siti istituzionali (AIFA, ISS, WHO) tra i preferiti�
🤝 Regola familiare: “Prima di cambiare farmaco, si parla col medico”�
📵 Limita il doom-scrolling: massimo 15 min al giorno per evitare ansia

💬 Testimonianza�Martina, 30 anni: “Un blog mi aveva spaventata sulla sertralina e il fegato. Il mio psichiatra mi ha spiegato tutto con i dati reali, rischio praticamente zero. Ho continuato la cura e ora sto molto meglio. Quando leggo titoli allarmanti, li porto da lui: quasi sempre non reggono la prova.”

Cosa fare subito:�
📄 Stampa articoli che ti preoccupano e portali al medico�
🔗 Controlla sempre con linee guida prima di cambiare terapia�
🎓 Segui mini-corsi gratuiti di alfabetizzazione scientifica (es. Coursera)�
🚀 Condividi questo post per aiutare altri a non cadere nelle trappole del web.

8° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica“Le pillole coprono i sintomi, ma non curano l...
10/09/2025

8° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica
“Le pillole coprono i sintomi, ma non curano la causa” — mito o realtà? 🤔
Molti pensano: "Le pillole ti fanno stare meglio solo per un po’, ma non risolvono il vero problema."
Ma la scienza dice altro👇

Perché questa idea resiste?
* Quando smetti, i sintomi tornano → sembra un “cerotto” temporaneo
* Si crede che solo “scavare nel passato” guarisca davvero
* Ignoriamo che la causa è anche biologica: cervello e circuiti disfunzionali
* Confondiamo “cura” con “gestione” (come per diabete o ipertensione)

I fatti:
* Gli psicofarmaci modificano il cervello per davvero:�
-Antidepressivi stimolano nuove connessioni nervose�
-Stabilizzatori dell’umore normalizzano l’attività neuronale�
-Antipsicotici riducono l’iperattività dopaminergica
* Trattamenti a lungo termine mostrano miglioramenti duraturi (WHO 2024)
* Cura integrata = farmaci + psicoterapia + stile di vita, per agire sulla radice

FAQ: ❓�
Q: Se devo prendere farmaci anni, non significa che non guarisco?�
A: No, come per molte malattie croniche, mantenere la neurochimica stabile è cura.
Q: Psicoterapia da sola non basta?�
A: Nei casi lievi forse, ma per quelli moderati-gravi la combinazione riduce ricadute del 35%.
Q: Il trauma resta se prendo la pillola?�
A: Sì, ma il farmaco aiuta a elaborarlo senza essere sopraffatti.

Come curare davvero:�
1️⃣ Diagnosi accurata�
2️⃣ Terapia biologica + monitoraggio�
3️⃣ Psicoterapia mirata�
4️⃣ Stile di vita sano: esercizio, sonno, dieta, relazioni

💬 Nadia, 32 anni:�“Pensavo che la depressione fosse tutta mentale. Yoga e journaling non bastavano. Con escitalopram ho potuto finalmente lavorare in terapia e affrontare le radici. Il farmaco ha abbassato il dolore, non lo ha nascosto.”

👉 Annota cosa ti blocca ancora e valuta un percorso integrato medico più terapia.
Condividi questo post: il farmaco non è un tappeto, ma la mano che solleva per pulire davvero ✨

7° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica“Se fossi abbastanza forte, ne uscirei da solo...
03/09/2025

7° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica
“Se fossi abbastanza forte, ne uscirei da solo."�
Questa frase distrugge più vite di quanto immaginiamo.�Ma la depressione non è debolezza. È una malattia del cervello, con cause biologiche, proprio come l’ipertensione o il diabete. Gli psicofarmaci non cambiano chi sei, ma aiutano il tuo sistema nervoso a ritrovare l’equilibrio.�Non sei “meno forte” se chiedi aiuto. Sei umano.

💬 “Con la terapia ho dormito finalmente, e lo yoga è tornato a essere un piacere, non un’ancora di salvezza.” – Giada, 34 anni

FAQ veloci:❓
👉 Cambiano la personalità? No, attenuano i sintomi.�
👉 Creano dipendenza? Solo alcune benzodiazepine, se usate male.�
👉 Fanno ingrassare? Alcuni sì, ma si può gestire.�
👉 Meglio cure naturali? In casi lievi sì, ma con supervisione medica.�
👉 Lo sport basta? Aiuta, ma nei casi gravi serve altro.�
👉 La meditazione sostituisce i farmaci? No, ma può aiutare nella prevenzione.�
👉 La volontà serve? Sì: è ciò che ti spinge a seguire la cura.

Perché il mito del “se vuoi, puoi” è così duro a morire?
* I film glorificano il “self-made recovery”
* Si parla poco di biologia dell’ansia e della depressione
* Lo stigma fa pensare che chiedere aiuto sia fallire
* Alcuni migliorano con sola psicoterapia (nei casi lievi)

Ma la scienza è chiara:�
✔ Depressione grave = squilibri chimici�
✔ Ansia cronica = cervello sempre in “modalità allarme”�
✔ Quando stai male, la forza di volontà si riduce

💬 Elena, 38 anni:�“Lo sport dava sollievo momentaneo, ma ricadevo. Solo con farmaci e terapia ho usato la volontà per riprendere in mano la mia vita. Senza medicina era come chiedere a un asmatico di correre senza inalatore.”

Cosa puoi fare oggi:
1. Scrivi 3 cose che la malattia ti sta togliendo
2. Tieni un diario dei sintomi
3. Prenota una visita: non è un obbligo, è un’opzione in più
4. Parla col medico per un piano personalizzato

💙 Condividi questo post: potresti aiutare chi sta ancora lottando da solo.

“6° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica”Se mi sento bene subito, posso smettere la p...
27/08/2025

“6° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica”
Se mi sento bene subito, posso smettere la pillola? 🤔

Spesso si pensa: "Sto già bene dopo poche settimane, perché continuare?"
Ma attenzione! Ecco cosa devi sapere👇

Perché è allettante smettere subito?
* Sollievo rapido fa pensare che il problema sia risolto
* Paura degli effetti a lungo termine
* Non voler “dipendere” dal farmaco
* Amici che hanno sospeso senza problemi (almeno all’inizio)

La realtà con i numeri:
* Serve almeno 6 mesi per consolidare la remissione (NICE 2024, APA 2023)
* Sospendere troppo presto aumenta il rischio di ricadute (studio BMJ 2023 su 4.000 persone)
* Attenzione a:�
• Effetto rebound: i sintomi tornano più forti�
• Sindrome da sospensione: vertigini, irritabilità, “brain-zaps” se si smette di colpo

FAQ veloci:❓ �
Q: Devo proprio continuare 6 mesi?�
A: Sì, è il tempo minimo per stabilizzare il cervello e ridurre rischi.
Q: E se viaggio dove il farmaco non c’è?�
A: Parla col medico per scorta o prescrizione internazionale, mai sospendere di botto!
Q: Posso dimezzare subito la dose?�
A: Solo dopo almeno 6 mesi e con scalaggio graduale (10-20% ogni 2-4 settimane).

Strategia sicura per smettere:�
✂️ Riduci max 10-15% della dose ogni 2-4 settimane�
📓 Tieni un diario di umore, sonno ed energia�
📲 Segnala subito al medico eventuali sintomi strani�
🔄 Se ricadono, torna alla dose precedente e rivaluta

💬 Giulia, 34 anni:�“Dopo 8 settimane di sertralina stavo bene, ma ho continuato 9 mesi e scalato piano. Ora due anni senza ricadute. Una collega ha smesso presto e ha ricaduto subito: ho capito la differenza.”

👉 Segna la data di scomparsa sintomi e conta almeno 6 mesi prima di ridurre. Parla sempre col medico e preparati bene, soprattutto se viaggi. Condividi per aiutare chi pensa di poter smettere troppo presto 💙

“5° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica”Meglio le erbe o i farmaci per ansia e depre...
20/08/2025

“5° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica”
Meglio le erbe o i farmaci per ansia e depressione? 💊

Spesso si pensa: "Se è naturale fa bene e non ha effetti collaterali, i farmaci chimici invece avvelenano."�
Ma è davvero così? 🤔 Perché ci piace l’idea delle erbe?

* Marketing “green” le fa sembrare innocue
* Niente foglietti con effetti indesiderati
* Tradizione millenaria vs farmaci moderni
* Paura degli effetti collaterali dei farmaci

La realtà?
* Alcune erbe (come l’iperico) sono studiate e funzionano, ma non sempre dosate con precisione.
* “Naturale” non significa “sicuro”: alcune piante possono essere tossiche e gli integratori possono contenere metalli pesanti.
* Interazioni importanti: l’iperico, per esempio, può ridurre l’efficacia della pillola anticoncezionale!

FAQ rapide:❓
* Rimedi naturali fanno meno male al fegato? Non sempre! (Es. kava-kava può danneggiarlo)
* Camomilla e melissa sostituiscono i farmaci? No, sono solo rilassanti leggeri.

Consiglio smart:�
🌱 Usa le erbe come supporto, non come unica terapia�
🩺 Parla sempre con il medico e monitora effetti e interazioni�
🥗 Cura sonno, dieta ed esercizio: la base naturale più potente�
🔄 Per ansia/depressione moderata-grave, farmaci + pratiche naturali sono la combo vincente

💬 Luca, 29 anni:�“Con integratori da solo peggioravo. Con farmaco e terapia ora sto bene, la camomilla è solo il mio rituale serale.”

👉 Portati la lista degli integratori dal medico, scegli prodotti certificati e integra sempre uno stile di vita sano

Condividi per diffondere la verità tra “naturale” e “chimico”✨

“4° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica”Gli psicofarmaci mi cambieranno?”�👉 No, non ...
13/08/2025

“4° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica”

Gli psicofarmaci mi cambieranno?”�
👉 No, non cambiano chi sei. Curano ciò che ti fa stare male.

Personalità ≠ umore🎭 �
Gli psicofarmaci agiscono sull’umore alterato (ansia, depressione), non sui tuoi tratti fondamentali, passioni o valori.

Emotional blunting?�
✔️ Può succedere (~1 su 5 con SSRI ad alte dosi), ma:�– Dipende dalla dose�– Si può ridurre o gestire con psicoterapia o cambio farmaco�– Non è permanente

Strategie se ti senti “piatto”�✂️ Riduci la dose del 10–20 % con il medico�
🔄 Passa a molecole più attivanti (es. bupropione, vortioxetina)
🎨 Aggiungi attività creative, terapia attivante e movimento

💬 “Ansia sparita, ma anche l’entusiasmo. Abbiamo ridotto la dose e aggiunto bupropione: sono tornata a emozionarmi in classe.”�– Elena, 30 anni, insegnante

📍 Non fermarti per paura di “perdere te stesso”: cura non è cancellazione.�Parlane con chi può aiutarti a trovare il giusto equilibrio.

💌 Condividi questo post: la paura del “cambiamento” blocca troppe persone dal migliorare davvero.

3° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologicaPsicofarmaci = danni a fegato, reni, cervello?...
06/08/2025

3° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica

Psicofarmaci = danni a fegato, reni, cervello?
💬 “Ti distruggono gli organi in pochi anni!”
❌ Falso. Il rischio grave esiste, ma è raro e monitorabile.

I fatti veri:
🩺 Le epatiti gravi da farmaci sono rarissime (

2° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologicaPsicofarmaci = chili in più? Non sempre.💬 “Con...
30/07/2025

2° pregiudizio che ti impedisce di iniziare una terapia psicofarmacologica

Psicofarmaci = chili in più? Non sempre.
💬 “Con le pillole ingrassi di 10 kg, è sicuro!”
❌ Falso: non tutti i farmaci fanno aumentare di peso, e l’effetto dipende da tanti fattori.

I fatti veri:
🔹 Il 30–35% degli psicofarmaci è peso‑neutro
🔹 Gli SSRI fanno ingrassare meno di 2 kg in media
🔹 Con dieta + attività fisica, anche farmaci più “forti” come l’olanzapina possono avere impatto minimo sul peso (Lancet Psychiatry, 2024)

FAQ ❓
Q: Vale la pena rischiare 4–5 kg?
A: Sì, se serve per curare una malattia che ti blocca la vita (e che spesso ti fa ingrassare da sola).
Q: Posso cambiare farmaco se ingrasso troppo?
A: Spesso sì. Parla con lo psichiatra.
Q: La metformina aiuta?
A: In certi casi, sì (solo su prescrizione).

💬 “Ho preso 4 kg con l’olanzapina. Ma con un piano nutrizionale + camminate quotidiane li ho persi tutti in 6 mesi. E soprattutto: le voci sono sparite.” – Federica, 26 anni

Strategia anti-chilo semplice:
• Controlli base prima di iniziare
• Pesati 1×/settimana
• Colazione proteica, meno zuccheri
• 30 min di camminata al giorno
• Se necessario: switch o metformina

💌 Condividi questo post: molti interrompono la cura per paura del peso. Ma ci sono soluzioni.

Indirizzo

Via Nino Bixio, 13
Legnano
20025

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