08/11/2021
Il lunedì pomeriggio per me è il tempo della magia, di polverine magiche, cerchietti a forma di unicorno, glitter, tutù e tanti piedini danzanti. Per alcune ore torno indietro nel tempo, abbandono i miei abiti da adulta per indossare quelli più leggeri, colorati e spontanei di una bimba, torno a guardare il mondo attraverso gli occhi dei miei dodici bimbi che, con semplicità e spontaneità, con prontezza e curiosità, con amore e ingenuità, con stupore, gioia, meraviglia e verità iniziano a muovere i primi passi di danza.
Qualcuno potrebbe chiedermi che cos’ha a che fare tutto questo con il mio lavoro come psicologa, quello clinico, più tradizionale, di ascolto e parola in studio… Be’ c’entra eccome! Oggi, infatti, mentre aiutavo le mie bimbe a scoprire e ad allenare il loro equilibrio, mentre stringevo forte le loro manine per aiutarle a trovare la loro stabilità per poi lasciarle provare da sole, ho pensato che, in fondo, quel bell’esercizio motorio, così difficile per una bimba di 3/4 anni, forse, più di tante parole, è immagine splendida e diretta di quello che succede nella stanza di un terapeuta. In fondo, si tratta di imparare a spiccare il volo e provare a volare, sapendo, però, che quel salto grande che si sta per fare non è senza rete.
Così è stato per Elettra, come la chiamerò qui. Abbiamo fatto insieme un pezzettino di strada finché non è arrivato il momento di salutarsi. Poi, un giorno, a un tratto, dopo diverso tempo, squilla il telefono e ricevi un messaggio inaspettato, ma che ti fa toccare con mano tutta la magia di questo lavoro. È Elettra. Ci tiene a salutarmi, a condividere con me un piccolo, anzi per lei grande, traguardo raggiunto e a ringraziarmi perché, dice, è anche grazie a me.
E io dico che, invece, è grazie a noi, è grazie alla relazione che si è creata nel tempo tra noi che quello di cui mi ha raccontato è potuto accadere, è grazie alla sua capacità di affidarsi e fidarsi, alla sua disponibilità a lasciarsi prendere per mano per camminare insieme, alla sua disponibilità a mettere la sua storia nelle mani di qualcun altro e avere il coraggio di prendersi poi in mano da sola, di provare a volare, sapendomi accanto anche a distanza.