02/12/2020
N.37 del di : "La macchia umana" di Philip Roth
Coleman è un professore universitario stimato e apprezzato da amici e colleghi, felicemente sposato e con una bella famiglia. Una vita senza macchia apparente.
Ma un giorno una parola "detta male" scatenerà il caos e il suo passato, e il segreto lì custodito, ritornerà con forza.
All'ex professore si lega Faunia, una giovane donna con una storia di violenza e abusi alle spalle. Questa relazione sarà giudicata e non compresa, ma darà a Coleman la possibilità di trovare un nuovo senso alle relazioni.
Bellissima la descrizione e la narrazione del disturbo post traumatico da stress, attraverso il personaggio di Les, ex marito di Fauna, e soldato nella guerra del Vietman.
Sullo sfondo gli Stati Uniti del 1998 e la vicenda Clinton-Lewinsky.
Una lettura per entrare in contatto con la nostra parte ombra, il lato oscuro, quella zona della psiche che racchiude le cose che non ci piacciono di noi stessi, ma che è bene portare alla luce per rimanere in equilibrio.
"Noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c'è altro mezzo per essere qui"