03/05/2026
A 19 anni ho preso un volo per la Cina da sola.Non sapevo una parola di cinese, non c’ero mai stata, e dopo il primo anno di università alla Cà Foscari avevo un dubbio enorme: avevo scelto la facoltà sbagliata?
Mediazione linguistica, indirizzo cinese-inglese. Numero chiuso, primo anno tostissimo, e dentro di me solo punti interrogativi. Così ho fatto una cosa che oggi consiglierei a chiunque si trovi davanti a un bivio: invece di pensarci troppo, sono partita
Un mese in un villaggio rurale a insegnare inglese ai bambini, attraverso un’associazione di volontariato. Sono atterrata a Pechino da sola, ho conosciuto ragazzi da tutta Europa, e in quel mese non ho imparato il cinese — quello richiede anni — ma ho capito che la strada era quella giusta
Sono tornata. Ho finito la triennale, sono tornata a Pechino per un Erasmus, mi sono iscritta a un master in Management for China sempre alla Cà Foscari, ho fatto sei mesi a Venezia e sei mesi di stage in Cina con Tecnica Group — Nordica, Tecnica, Moon Boot, Dolomite— mentre Pechino si preparava alle Olimpiadi invernali del 2022. Team interamente cinese, lavoro durissimo, ma uno di quegli anni che ti riscrivono dentro.
Poi è arrivato il bivio vero: restare e costruirmi una vita lì, o tornare in Italia e usare quel bagaglio diversamente
Sono tornata. Per amore, per scelta, per istinto. E ho continuato a lavorare con la Cina dall’Italia
Però il mio vero progetto era sulle Orobie, non solo lavorativo, ma di vita, avevo la possibilità di costruire una famiglia e condensare l’esperienze di vita in un lavoro diverso, forse oggi più facile da capire, ai tempi non avevamo nemmeno un ecommerce ne esisteva la parola ferdy wild
Nella vita ci sono tanti bivi e spesso non si sa che fare. Non c’è una formula. Le scelte importanti, quelle che ti definiscono, raramente sono razionali
A volte parti, sbagli, torni, ricomincia, e dieci anni dopo ti accorgi che ogni passo aveva un senso che lì per lì non vedevi — Nicole