10/12/2025
50 compleanno 🎂
E all’improvviso a cinquant’anni, mi perdono.
Mi perdono per non avere più la pelle tesa come un tamburo, per non avere il tono muscolare di un’atleta, per aver spostato linee concave e convesse fino a disegnarmi nuove forme. Mi perdono per non avere più l’energia di una lepre.
Le rughe significano che ho riso, pianto, faticato, amato. I capelli bianchi e le cicatrici sono prove viventi che ho avuto il privilegio di vivere abbastanza a lungo da meritarmeli.
Mi perdono per essere istintiva e nervosa: mio nonno mi chiamava “fiammifero”. Vuol dire che sento troppo e subito, che le emozioni mi travolgono e non sempre riesco a domarle. Ho provato mille volte a sgridarmi per questo… ma, in fondo, va bene così.
Mi perdono per le litigate con mio padre: io rispondo male, lui pure. Mi arrabbio, poi mi sento in colpa, poi capisco che quello è il nostro modo storto di dirci che ci vogliamo bene.
Mi perdono per non essere sempre perfettamente truccata e pettinata. Quando vedo donne impeccabili un po’ le invidio, ma poi mi rendo conto che la mia libertà vale più di un mascara sempre al posto giusto.
Mi perdono per non essermi sentita sempre all’altezza, veloce, brillante, “sul pezzo”. Alla fine, però, tutto l’ho portato a termine: con i miei tempi, le mie paure, la mia lentezza. E forse la vera forza è stata proprio lì, la tenacia.
Mi perdono per i passi falsi, per le occasioni p***e, per le scelte di scuole senza lingue straniere (ora un magnifico esempio di ignoranza linguistica, c’est la vie!). Mi perdono per il senso del dovere che a volte ha frenato la leggerezza.