17/12/2025
Oggi per me é una ricorrenza importante:
il compleanno di mia madre,
ma anche di mio padre, che non c’è più da due anni.
Le ricorrenze... sono punti di contatto tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere dentro di noi.
E la nostalgia é una risposta naturale del sistema affettivo quando il passato significativo incontra il presente.
Dicembre può essere un mese emotivamente complesso.
In questo periodo l’atmosfera emotiva si fa più densa perché molti livelli si sovrappongono: c’è una maggiore esposizione a stimoli simbolici (le feste, le famiglie, le narrazioni di “come si dovrebbe stare”),
c’è il rallentamento o la sospensione delle routine,
e c’è la chiusura dell’anno, che naturalmente porta a fare bilanci, confronti, passaggi.
Dal punto di vista psicologico, tutto questo riduce le difese abituali e rende più accessibile il materiale affettivo: ricordi, legami, mancanze, ma anche bisogni profondi spesso messi in secondo piano durante l’anno.
Per questo alcune emozioni non “nascono” a dicembre, ma "semplicemente" trovano spazio per emergere.
Non è un segnale di fragilità, né di regressione:
è il funzionamento naturale di una mente che, quando il tempo cambia ritmo, sente di più.
In questi momenti può essere utile non cercare subito di aggiustare ciò che si prova.
Stare, prima di tutto.
In questo spazio non voglio offrire “5 strategie per sopravvivere a dicembre”.
Perché dicembre, per molte persone, è proprio questo:
un tempo in cui si sente di più.
Stare non significa rassegnarsi,
ma riconoscere ciò che c’è senza doverlo immediatamente trasformare.
A volte, è già un modo di prendersi cura.
PS Auguri mamma ❤️