01/04/2026
Il suicidio in carcere è una criticità strutturale del sistema detentivo, espressione di un fenomeno complesso che richiede un approccio sistemico. In questo ambito, il CNOP sottolinea l’importanza di continuare una collaborazione interistituzionale solida e costante per l’applicazione delle recenti linee guida per la prevenzione del rischio suicidario in ambito penitenziario.
«Le nuove indicazioni mostrano un tentativo più sistemico, orientato alla prevenzione e alla presa in carico continuativa e multiprofessionale del fenomeno. Tuttavia, più che configurarsi come un nuovo modello di intervento, rappresentano una riorganizzazione e un rilancio di indicazioni già presenti, la cui criticità principale non risiede nella loro formulazione, ma nella loro concreta attuazione», ha dichiarato Maria Antonietta Gulino, Presidente del CNOP.
«Il nodo non è l’assenza di modelli, ma la loro implementazione: senza un intervento strutturale sull’organizzazione, sulle risorse e sull’integrazione delle competenze, il rischio è quello di riproporre schemi già noti senza una reale valutazione degli esiti», ha sottolineato Georgia Zara, staff di presidenza del CNOP per l'area penitenziaria e giuridica.
E Ilaria Garosi, psicologa ex art.80 e componente dello staff di presidenza del CNOP per l'area penitenziaria e giuridica, afferma: «Il crescente investimento dichiarato su queste professionalità segnala un riconoscimento della funzione strategica dello psicologo, ma l’attuale configurazione, caratterizzata da incarichi non strutturati, disomogenei e da limiti contrattuali e di orario, rischia di comprometterne l’efficacia e la continuità operativa».
Il CNOP ha sollecitato il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria a riprendere i lavori interistituzionali, richiamando la necessità di interventi strutturali mirati e di proseguire le collaborazioni avviate negli anni passati.