Dott.ssa Francesca D'Amico

Dott.ssa Francesca D'Amico Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Francesca D'Amico, Psicoterapeuta, Via Nottolini 57/f, San Concordio, Lucca.

02/04/2026
01/04/2026

Il suicidio in carcere è una criticità strutturale del sistema detentivo, espressione di un fenomeno complesso che richiede un approccio sistemico. In questo ambito, il CNOP sottolinea l’importanza di continuare una collaborazione interistituzionale solida e costante per l’applicazione delle recenti linee guida per la prevenzione del rischio suicidario in ambito penitenziario.

«Le nuove indicazioni mostrano un tentativo più sistemico, orientato alla prevenzione e alla presa in carico continuativa e multiprofessionale del fenomeno. Tuttavia, più che configurarsi come un nuovo modello di intervento, rappresentano una riorganizzazione e un rilancio di indicazioni già presenti, la cui criticità principale non risiede nella loro formulazione, ma nella loro concreta attuazione», ha dichiarato Maria Antonietta Gulino, Presidente del CNOP.

«Il nodo non è l’assenza di modelli, ma la loro implementazione: senza un intervento strutturale sull’organizzazione, sulle risorse e sull’integrazione delle competenze, il rischio è quello di riproporre schemi già noti senza una reale valutazione degli esiti», ha sottolineato Georgia Zara, staff di presidenza del CNOP per l'area penitenziaria e giuridica.

E Ilaria Garosi, psicologa ex art.80 e componente dello staff di presidenza del CNOP per l'area penitenziaria e giuridica, afferma: «Il crescente investimento dichiarato su queste professionalità segnala un riconoscimento della funzione strategica dello psicologo, ma l’attuale configurazione, caratterizzata da incarichi non strutturati, disomogenei e da limiti contrattuali e di orario, rischia di comprometterne l’efficacia e la continuità operativa».

Il CNOP ha sollecitato il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria a riprendere i lavori interistituzionali, richiamando la necessità di interventi strutturali mirati e di proseguire le collaborazioni avviate negli anni passati.

27/03/2026

Una sentenza emessa a Los Angeles è destinata a incidere profondamente sul dibattito sulle piattaforme digitali: Google e Meta sono state ritenute responsabili nel favorire dinamiche di dipendenza dai social media tra i giovani.

«Segna un passaggio molto importante perché sposta per la prima volta il focus dalla responsabilità dei contenuti alla responsabilità del design delle piattaforme. Parliamo di sistemi che a livello cerebrale agiscono sui circuiti della ricompensa favorendo un uso ripetitivo e in alcuni casi anche problematico. Nei minori, che hanno evidentemente capacità di autoregolazione ancora in sviluppo, l'impatto può essere più forte e può associarsi ad ansia, ritiro sociale o sintomi depressivi», ha dichiarato ad Adnkronos Salute Valentina Di Mattei, referente del Gruppo di lavoro Intelligenza Artificiale del CNOP e Presidente dell’Ordine degli psicologi di Milano.

«Tuttavia, è importante sempre non semplificare: non esiste un rapporto automatico e lineare di causa-effetto tra sociale e patologia. La salute mentale è sempre il risultato di più fattori, che sono fattori personali, familiari e sociali. Quello che questa sentenza però introduce è un principio di responsabilità condivisa. Le piattaforme non sono più neutrali, ma sono degli ambienti che possono influenzare attivamente i comportamenti e questo apre un tema centrale anche in Europa: la necessità di regole chiare, trasparenza sugli algoritmi e una maggiore tutela soprattutto dei minori», ha concluso Valentina Di Mattei.

«Una sentenza che fa la storia, i colossi digitali rispondono dei danni alla salute mentale dei minorenni. Questo processo, definito ”bellwether”, era un caso pilota da cui dipendevano migliaia di cause simili. La giuria ha stabilito che il design delle piattaforme, dallo scorrimento infinito agli algoritmi che massimizzano il tempo di permanenza, è in grado di compromettere la salute mentale dei più giovani», ha aggiunto Luca Bernardelli, componente del Gruppo di lavoro Intelligenza Artificiale e dello Staff di presidenza Area Psicologia Digitale, IA e Nuove Tecnologie del CNOP.

26/03/2026

I ricordi, soprattutto quelli legati a esperienze intense o traumatiche, non scompaiono: restano dentro di noi, influenzando emozioni, comportamenti e percezioni del presente.

La buona notizia è che il cervello può rielaborarli 🧠

Approcci terapeutici come l’EMDR aiutano a trasformare l’impatto di questi ricordi, permettendo al cervello di integrarli in modo più adattivo e ridurre la loro influenza sulla vita quotidiana.

07/03/2026

Missili nei cieli. Le paure arrivano fino alle nostre classi?

Le immagini dei conflitti non restano fuori dalla scuola. Entrano nelle conversazioni, nei silenzi improvvisi, nelle domande che spiazzano.
Gli adolescenti non sono spettatori passivi. Dietro le domande sulla guerra spesso c’è altro:
- paura che “possa succedere anche qui”;
- senso di impotenza;
- bisogno di sentirsi al sicuro.

E molti insegnanti ci scrivono:

“Come ne parlo?”
“E se in classe emergono tensioni o opinioni forti?”
“Come evito di alimentare ansia?”

Gestire il gruppo classe nei momenti di forte attivazione, contenere l’ansia, trasformare l’attualità in un’occasione di crescita: sono competenze che non si improvvisano.

Gli specialisti dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza e di AdoleScienza.it accompagnano scuole, docenti ed educatori con percorsi formativi concreti e strumenti operativi per affrontare temi complessi e sostenere davvero gli adolescenti.
Perché oggi più che mai i ragazzi hanno ha bisogno di adulti preparati, non solo disponibili.

L’articolo completo lo trovi nel primo commento

22/02/2026

Sono sempre più numerosi, tanto da costringere i servizi sanitari a correre, cioè a far crescere l’offerta di assistenza e cosi tentare di fronteggiare una domanda sempre più importante. Aumentano anche in Toscana i ragazzi che soffrono di disturbi psichiatrici e preoccupa anche la diffusione di queste malattie tra i giovanissimi, con addirittura due tentativi di suicidio da parte di due dodicenni negli ultimi mesi nella provincia fiorentina. Il Meyer è l’osservatorio migliore per vedere cosa sta succedendo all’epidemiologia delle malattie psichiatriche

L'articolo completo di Michele Bocci su Repubblica Firenze

13/02/2026

Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti» di Save The Children, presentato alla vigilia di San Valentino

08/02/2026

Separa l'errore dal valore della persona per costruire una mentalità forte

Dovremmo anche imparare ad accettare gli errori, in fondo, è dall’errore che si impara e si cambia. Che senso ha vivere un errore come un fallimento? Diventa un fallimento se ci facciamo guidare dagli errori. Dobbiamo ricordarci che non c’è cosa nella nostra vita che abbiamo fatto senza tentativi ed errori. Prima di imparare a parlare abbiamo sbagliato tante parole, prima di imparare a scrivere abbiamo fatto gli scarabocchi, prima di imparare a camminare e a correre siamo inciampati e caduti tante volte, eppure oggi siamo qui. Tante volte siamo anche troppo severi con chi ci sta intorno, non diamo all’altro la possibilità di sbagliare. Non significa essere recidivi, ma trovare dei margini di errore tollerabili e funzionali al nostro e al benessere dell’altro.

Lo stesso vale per i figli, a volte ci si arrabbia troppo per i loro errori, non si dà loro la possibilità di sperimentarsi, di fare in autonomia e in alcuni casi, ci si mette anche davanti a loro e ci si rimbocca le maniche per loro pur di non farli sbagliare.
Cerchiamo di non essere troppo severi con noi stessi e neanche con loro, ci sono dei margini di errore che sono tollerabili e fondamentali per la crescita.
Separiamo l'errore dal valore dell'essere umano, anche quando sbagliano o ci fanno arrabbiare. È difficile, ma insegna loro a reagire in modo diverso alle difficoltà.

Come dice Julio Velasco: “L’errore è parte del processo di apprendimento, non un segnale di incapacità”.

Perché è importante?

Ogni errore stimola il cervello a cercare nuove soluzioni, attiva circuiti neurali e potenzia le capacità cognitive ed emotive. Non si tratta solo di abilità tecniche, ma di allenamento mentale per affrontare qualsiasi sfida.
È così che si costruisce una mentalità forte.

Per questo tanti dei laboratori pratici che facciamo con i ragazzi puntano sulla gestione dell’errore, del giudizio di se stessi e degli altri.

Iniziamo a separare l'errore dal valore della persona.

Come reagisci davanti a un errore dei tuoi figli? Riesci a concedere quel "margine di tolleranza"?
Scrivicelo nei commenti.

Volete scoprire come allenare la gestione dell'errore nei contesti educativi o professionali? Contattateci per saperne di più sui nostri laboratori a osservatorioadolescenza@gmail.com

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27/01/2026

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚
27 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜

“Il più grande pericolo, anche dopo la liberazione, è dimenticare”
𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐋𝐞𝐯𝐢

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Lucca
55100

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Lunedì 13:00 - 21:00
Martedì 13:00 - 21:00
Giovedì 13:00 - 21:00

Telefono

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