Cristina Barattoni shiatsu e benessere

Cristina Barattoni shiatsu e benessere Mi occupo del benessere delle persone attraverso il riequilibrio energetico.

I migliori auguri di felicità in questo Anno del Cavallo di Fuoco.Vorrei condividere con voi un'antica tradizione che un...
01/01/2026

I migliori auguri di felicità in questo Anno del Cavallo di Fuoco.

Vorrei condividere con voi un'antica tradizione che unisce gran parte dell'Asia: l'"Eto" (干支 - えと).

Sebbene sia spesso definito "zodiaco cinese", questo sistema di calendario è una saggezza condivisa che ha avuto origine in Cina oltre 3.000 anni fa, prima di diffondersi in tutta l'Asia orientale e sud-orientale, dal Giappone al Vietnam, passando per Corea e Thailandia.

Il 2026 è un anno molto speciale: è l'Anno dell'"Hinoe-uma" (丙午 - ひのえうま).

Ecco perché quest'anno è affascinante:

1. Il ciclo Jukkan (十干 - じゅっかん):
Questi sono i 10 elementi celesti. Il 2026 è segnato dal Ciclo Hinoe (丙 - ひのえ), che rappresenta il Fuoco nella sua forma più potente, come un sole sfolgorante al suo zenit.

2. Il ciclo Junishi (十二支 - じゅうにし):
Questi sono i 12 animali che conosci. Il 2026 è l'anno del Ciclo Uma (午 - うま), il Cavallo, simbolo di libertà e movimento rapido.

3. Lo scontro del doppio fuoco: combinando i due, otteniamo "Hinoe-uma". Nella filosofia del "Gogyo" (五行 - ごぎょう) (i Cinque Elementi), il Cavallo appartiene anche all'elemento Fuoco. Pertanto, abbiamo un anno "Fuoco su Fuoco". Questo è un evento raro che si verifica solo una volta ogni 60 anni!

Un anno di Azione e Intensità 🚀:
Nella cultura giapponese, questa combinazione simboleggia un'energia traboccante, a volte indomabile. Storicamente, in Giappone, l'"Hinoe-uma" era temuto per il suo temperamento vulcanico (ricordate il calo delle nascite nel 1966!).

Ma oggi, lo vediamo come un'opportunità unica per brillare, trasformarci e perseguire i nostri obiettivi con assoluta passione.

Se il 2025 è stato l'anno della preparazione silenziosa, il 2026 è l'anno della fioritura abbagliante.

Ancora una volta, i migliori auguri per questo anno infuocato! Che l'energia del Cavallo di Fuoco vi dia la forza di realizzare i vostri sogni più audaci.

T. Ichikawa

31/12/2025

«Non fare niente. SOSPENDI IL GIUDIZIO e stai sull’emozione, immaginando che la persona che hai di fronte sia interamente una tua proiezione. SENTI con tutto te stesso che stai VOLENDO quella situazione. Rendi VOLUTA una situazione che è stata fino ad oggi SUBITA. Quella persona può dirti e farti unicamente ciò che VUOI TU, solo ciò di cui hai bisogno per liberarti, per riscoprire il tuo essere regale. Coloro che ti circondano sono qui per aiutarti. Il tuo nemico ti ama con infinita compassione. Ti ama ancor prima che tu possa amare lui. Tutto l’universo si è coalizzato per aiutare te a liberarti dall’illusione. Fino a quando non lo VEDRAI e non lo SENTIRAI da te stesso…. devi avere fede in quello che ti dico io. Quando si è ciechi, la fede è la chiave».

Victoria Ignis

Tratto da: Io sono il padrone della mia anima, 2020.

Da questa frase, già riportata più volte sui miei canali social, si può ricavare un proposito per l’anno che sta giungendo.

Se volessimo fare una sintesi, di una sintesi, di una sintesi…. del lavoro su di sé, potremmo dire che di fronte a un disagio, una sofferenza, un periodo di difficoltà…. se vogliamo lavorare su noi stessi, dobbiamo utilizzare tutta la volontà di cui disponiamo per ricordarci di una successione di punti:

Non fare niente; ossia, non reagire meccanicamente; prenditi qualche istante prima di fare qualunque cosa.
Sospendi il giudizio (non dare immediatamente all’esterno la colpa per quanto ti sta succedendo).
Stai sull’emozione. Non rifiutarla, non allontanarla, ma non farti nemmeno sopraffare da essa in maniera meccanica. Poni l’attenzione su di essa, senti il fuoco che sale all’interno di te…. e basta.
Immagina che la persona che hai di fronte sia una tua proiezione, priva di volontà propria.
Rendi VOLUTA la situazione. Immagina di non essere un piccolo apparato psicofisico che subisce le circostanze della vita come una vittima, bensì di essere l’Intelligenza Divina, che ha orchestrato tutto questo per renderti una persona libera e serena.
Quella persona può dirti e farti solo ciò che, inconsciamente, vuoi tu.
L’universo non ti dà ciò che vuoi o ciò che ti fa piacere, ma ciò di cui hai bisogno. Ecco perché, in verità, il tuo nemico ti ama prima ancora che possa farlo tu.
La fede è fondamentale, al fine di ottenere la forza necessaria a portare avanti questo lavoro. Finché non acquisite una certa capacità di “vedere”, non potete avere la certezza che questo lavoro funzioni, perciò dovete avere fede. Come mi diceva Victoria Ignis: quando si è ciechi, la fede è la chiave. Sappiate che a un certo punto del cammino, la fede si trasforma in visione diretta.

Il vostro Scarasaggio, colmo di buoni propositi

PS: fate copia/incolla di questo articolo, stampatelo e allegatelo al libro Io sono il padrone della mia anima.

Salvatore Brizzi

Oggi 27 dicembre la Chiesa Cattolica fa memoria diSan Giovanni Apostolo Evangelista Giovanni (Betsaida, 10 circa – Efeso...
27/12/2025

Oggi 27 dicembre

la Chiesa Cattolica fa memoria di

San Giovanni
Apostolo Evangelista

Giovanni (Betsaida, 10 circa – Efeso, 98 o anni immediatamente successivi) è stato un apostolo di Gesù. La tradizione cristiana lo identifica con l'autore del quarto vangelo e per questo gli viene attribuito anche l'epiteto di evangelista. È considerato un santo miroblita. Secondo le narrazioni dei vangeli canonici, era figlio di Zebedeo e Salome e fratello dell'apostolo Giacomo il Maggiore. Prima di seguire Gesù, era discepolo di Giovanni Battista.

Il più giovane e il più longevo degli Apostoli; il discepolo più presente nei grandi avvenimenti della vita di Gesù; autore del quarto Vangelo, opera essenzialmente dottrinale e dell’Apocalisse, unico libro profetico del Nuovo Testamento.
Giovanni era originario della Galilea, di una zona sulle rive del lago di Tiberiade (forse Betsaida Iulia), figlio di Zebedeo e di Salome, fratello di Giacomo il Maggiore; la madre era nel gruppo di donne che seguivano ed assistevano Gesù salendo fino al Calvario, forse era cugina della Madonna; il padre aveva una piccola impresa di pesca sul lago anche con dipendenti.

Pur essendo benestante e con conoscenze nelle alte sfere sacerdotali, non era mai stato alla scuola dei rabbini e quindi era considerato come ‘illetterato e popolano’, tale che qualche studioso ha avanzato l’ipotesi che lui abbia solo dettato le sue opere, scritte da un suo discepolo.

Giovanni è da considerarsi in ordine temporale come il primo degli apostoli conosciuto da Gesù, come è l’ultimo degli Apostoli viventi, con cui si conclude la missione apostolica tesa ad illuminare la Rivelazione.

Infatti egli era già discepolo di San Giovanni Battista, quando questi additò a lui ed Andrea Gesù che passava, dicendo “Ecco l’Agnello di Dio” e i due discepoli udito ciò presero a seguire Gesù, il quale accortosi di loro domandò: “Che cercate?” e loro risposero: “Rabbi dove abiti?” e Gesù li invitò a seguirlo fino al suo alloggio, dove si fermarono per quel giorno; “erano le quattro del pomeriggio”, specifica lui stesso, a conferma della forte impressione riportata da quell’incontro.

In seguito si unì agli altri apostoli, quando Gesù passando sulla riva del lago, secondo il Vangelo di Matteo, chiamò lui e il fratello Giacomo intenti a rammendare le reti, a seguirlo ed essi “subito, lasciata la barca e il padre loro, lo seguirono”.
Da allora ebbe uno speciale posto nel collegio apostolico, era il più giovane ma nell’elenco è sempre nominato fra i primi quattro, fu prediletto da Pietro, forse suo compaesano, ma soprattutto da Gesù al punto che Giovanni nel Vangelo chiama se stesso “il discepolo che Gesù amava”.

Fra i discepoli di Gesù fu infatti tra gli intimi con Pietro e il fratello Giacomo, che accompagnarono il Maestro nelle occasioni più importanti, come quando risuscitò la figlia di Giairo, nella Trasfigurazione sul Monte Tabor, nell’agonia del Getsemani.

Con Pietro si recò a preparare la cena pasquale e in questa ultima cena a Gerusalemme ebbe un posto d’onore alla destra di Gesù, e dietro richiesta di Pietro, Giovanni appoggiando con gesto di consolazione e affetto la testa sul petto di Gesù, gli chiese il nome del traditore fra loro.
Tale scena di alta drammaticità, è stata nei secoli raffigurata nell’"Ultima Cena" di tanti celebri artisti. Dopo essere scappato con tutti gli altri, quando Gesù fu catturato, lo seguì con Pietro durante il processo e unico tra gli Apostoli si trovò ai piedi della croce accanto a Maria, della quale si prese cura, avendola Gesù affidatagliela dalla croce.

Fu insieme a Pietro, il primo a ricevere l’annunzio del sepolcro vuoto da parte della Maddalena e con Pietro corse al sepolcro giungendovi per primo perché più giovane, ma per rispetto a Pietro non entrò, fermandosi all’ingresso; entrato dopo di lui poté vedere per terra i panni in cui era avvolto Gesù, la vista di ciò gli illuminò la mente e credette nella Resurrezione forse anche prima di Pietro, che se ne tornava meravigliato dell’accaduto.

Giovanni fu presente alle successive apparizioni di Gesù agli apostoli riuniti e il primo a riconoscerlo quando avvenne la pesca miracolosa sul lago di Tiberiade; assistette al conferimento del primato a Pietro; insieme ad altri apostoli ricevette da Gesù la solenne missione apostolica e la promessa dello Spirito Santo, che ricevette nella Pentecoste insieme agli altri e Maria.

Seguì quasi sempre Pietro nel suo apostolato, era con lui quando operò il primo clamoroso miracolo della guarigione dello storpio alla porta del tempio chiamata “Bella”; insieme a Pietro fu più volte arrestato dal Sinedrio a causa della loro predicazione, fu flagellato insieme al gruppo degli arrestati.

Con Pietro, narrano gli Atti degli Apostoli, fu inviato in Samaria a consolidare la fede già diffusa da Filippo. San Paolo verso l’anno 53, lo qualificò insieme a Pietro e Giacomo il Maggiore come ‘colonne’ della nascente Chiesa.

Il fratello Giacomo fu decapitato verso il 42 da Erode Agrippa I, protomartire fra gli Apostoli; Giovanni, secondo antiche tradizioni, lasciata definitivamente Gerusalemme (nel 57 già non c’era più) prese a diffondere il cristianesimo nell’Asia Minore, reggendo la Chiesa di Efeso e altre comunità della regione.

Anche Giovanni adempì la profezia di Gesù di imitarlo nella passione; anche se non subì il martirio come il fratello e gli altri apostoli, dovette patire la persecuzione di Domiziano (51-96) la seconda contro i cristiani, che negli ultimi anni del suo impero, 95 ca., conosciuta la fama dell’apostolo, lo convocò a Roma e dopo avergli fatto rasare i capelli in segno di scherno, lo fece immergere in una caldaia di olio bollente davanti alla porta Latina; ma Giovanni ne uscì incolume. Ancora oggi un tempietto ottagonale disegnato dal Bramante e completato dal Borromini, ricorda il leggendario miracolo.

Fu poi esiliato nell’isola di Patmos (arcipelago delle Sporadi a circa 70 km da Efeso) a causa della sua predicazione e della testimonianza di Gesù.
Dopo la morte di Domiziano, salì al trono l’imperatore Nerva (96-98) tollerante verso i cristiani; quindi Giovanni poté tornare ad Efeso dove continuò ad esortare i fedeli all’amore fraterno, finché ultracentenario morì verso il 104, cosicché il più giovane degli Apostoli, il vergine perché non si sposò, visse più a lungo di tutti portando con la sua testimonianza, l’insegnamento di Cristo fino ai cristiani del II secolo.
Sulla sua tomba ad Efeso, fu edificata nei secoli V e VI una magnifica basilica.

In vita la tradizione e gli antichi scritti gli attribuiscono svariati prodigi, come di essersi salvato senza danno da un avvelenamento e dopo essere stato buttato in mare; ad Efeso risuscitò anche un morto. Alle riunioni dei suoi discepoli, ormai vecchissimo, veniva trasportato a braccia, ripetendo soltanto “Figlioli, amatevi gli uni gli altri” e a chi gli domandava perché ripeteva sempre la stessa frase, rispose: “ Perché è precetto del Signore, se questo solo si compia, basta”.

Fra tutti gli apostoli e i discepoli, Giovanni fu la figura più luminosa e più completa, dalla sua giovinezza trasse l’ardore nel seguire Gesù e dalla sua longevità la saggezza della sua dottrina e della sua guida apostolica, indicando nella Grazia la base naturale del vivere cristiano.

La sua propensione più alla contemplazione che all’azione, non deve far credere ad una figura fantasiosa e delicata, anzi fu caldo e impetuoso, tanto da essere chiamato insieme al fratello Giacomo "figlio del tuono", ma sempre zelante in tutto.

Teologo altissimo, specie nel mettere in risalto la divinità di Gesù, mistico sublime fu anche storico scrupoloso, sottolineando accuratamente l’umanità di Cristo, raccontando particolari umani che gli altri evangelisti non fanno, come la cacciata dei mercanti dal tempio, il sedersi stanco, il piangere per Lazzaro, la sete sulla croce, il proclamarsi uomo, ecc.

Giovanni è chiamato giustamente l’Evangelista della ca**tà e il teologo della verità e luce, egli poté penetrare la verità, perché si era fatto penetrare dal divino amore.

Il suo Vangelo, il quarto, ebbe a partire dal II secolo la definizione di “Vangelo spirituale” che l’ha accompagnato nei secoli; Origene nel III secolo, per la sua alta qualità teologica lo chiamò "il fiore dei Vangeli".

Gli studiosi affermano che l’opera ebbe una vicenda editoriale svolta in più tappe; essa parte nell’ambiente palestinese, da una tradizione orale legata all’apostolo Giovanni, datata negli anni successivi alla morte di Cristo e prima del 70, esprimendosi in aramaico; poi si ha un edizione del vangelo in greco, destinata all’Asia Minore con centro principale la bella città di Efeso e qui collabora alla stesura un ‘evangelista’, discepolo che raccoglie il messaggio dell’apostolo e lo adatta ai nuovi lettori.

Inizialmente il vangelo si concludeva con il capitolo 20, diviso in due grandi sezioni; dai capitoli 1 a 12 chiamato “Libro dei segni”, cioè dei sette miracoli scelti da Giovanni per illustrare la figura di Gesù, Figlio di Dio e dai capitoli 13 a 20 chiamato “Libro dell’ora”, cioè del momento supremo della sua vita offerta sulla croce, che contiene i mirabili “discorsi di addio” dell’ultima Cena. Alla fine del I secolo comparvero i capitoli finali da 21 a 23, dove si allude anche alla morte dell’apostolo.

All’inizio del Vangelo di Giovanni è posto un prologo con un inno di straordinaria bellezza, divenuto una delle pagine più celebri dell’intera Bibbia e che dal XIII secolo fino all’ultimo Concilio, chiudeva la celebrazione della Messa: “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio….”.
L’Apocalisse come già detto è l’unico libro profetico del Nuovo Testamento e conclude il ciclo dei libri sacri e canonici riconosciuti dalla Chiesa, il suo titolo in greco vuol dire ‘Rivelazione’.

Denso di simbolismi, spesso si è creduto che fosse un infausto oracolo sulla fine del mondo, invece è un messaggio concreto di speranza, rivolto alle Chiese in crisi interna e colpite dalla persecuzione di Babilonia o della bestia, cioè la Roma imperiale, affinché ritrovino coraggio nella fede, dimostrandolo con la testimonianza. È un’opera di grande potenza e suggestione e anche se il linguaggio e i simboli sono del genere "apocalittico", corrente letteraria e teologica molto diffusa nel giudaismo, il libro si autodefinisce "profezia", cioè lettura dell’azione di Dio all’interno della storia. Colori, animali, sogni, visioni, numeri, segni cosmici, città, costellano il libro e sono gli elementi di questa interpretazione della storia alla luce della fede e della speranza.

Il libro inizia con la scena della corte divina con l’Agnello - Cristo e il libro della storia umana e alla fine dell’opera c’è il duello definitivo tra Bene e Male, cioè tra la Chiesa e la Pr******ta (Roma) imperiale, con la rivelazione della Gerusalemme celeste, dove si attende la venuta finale del Cristo Salvatore.

Di Giovanni esistono anche tre ‘Epistole’ scritte probabilmente a Efeso, che hanno lo scopo di sottolineare e difendere presso determinati gruppi di fedeli (o uno solo, con la terza) alcune verità fondamentali, che erano attaccate da dottrine gnostiche.

San Giovanni ha come simbolo l’aquila, perché come si credeva che l’aquila potesse fissare il sole, anche lui nel suo Vangelo fissò la profondità della divinità.

Anche i “Quattro Cavalieri dell’Apocalisse” che rappresentano conquista, guerra, fame, morte, sono un suo simbolo.

In Oriente il suo culto aveva per centro principale Efeso, dove visse e l’isola di Patmos nel Dodecanneso dove fu esiliato a dove nel secolo XI San Cristodulo fondò un monastero a lui dedicato, inglobando la grotta dove l’apostolo ricevette le rivelazioni e scrisse l’Apocalisse.

In Occidente il suo culto si diffuse in tutta Europa e templi e chiese sono a lui dedicate un po’ dappertutto, ma la chiesa principale costruita in suo onore è S. Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma. Inizialmente i grandi santi del primo cristianesimo Stefano, Pietro, Paolo, Giacomo, Giovanni, erano celebrati fra il Natale e la Circoncisione (1° gennaio); poi con lo spostamento in altre date di San Pietro, San Paolo e San Giacomo, rimasero solo Santo Stefano il 26 dicembre e San Giovanni apostolo ed evangelista il 27 dicembre.

25/12/2025

BUON NATALE!

Che cosa festeggiamo a Natale? L’unione dell’anima e dello spirito. L’anima e lo spirito si uniscono per mettere al mondo un germe che in noi è il punto di partenza di una nuova coscienza. Questa coscienza si manifesta come una luce interiore che scaccia le tenebre... come un calore così intenso che se anche il mondo intero ci abbandonasse, non ci sentiremmo mai soli… come una vita abbondante che facciamo scaturire ovunque ci conducono i nostri piedi. Questa coscienza si accompagna a un afflusso di energie pure che ci incitano a lavorare per la venuta del Regno di Dio. In questo lavoro noi scopriamo la gioia straordinaria di sentirci in collegamento con tutto l’universo, con tutte le anime evolute, e di far parte di quell’immensità, e abbiamo la certezza che niente e nessuno può toglierci quella gioia. In India, questo stato viene chiamato “coscienza buddhica”. Presso i cristiani è chiamato “nascita del Cristo”.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

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19/12/2025

Ciò che avviene dentro di noi influenza la realtà fuori di noi, e viceversa. Per capire il fuori dobbiamo vedere dentro, per capire il dentro dobbiamo vedere fuori.
(Ermete Trismegisto)

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Perchè aspettare di essere scarichi/disarmonici/distrutti per regalarsi un'ora di riequilibrio energetico? L'armonia ene...
13/12/2025

Perchè aspettare di essere scarichi/disarmonici/distrutti per regalarsi un'ora di riequilibrio energetico? L'armonia energetica si riflette positivamente non solo sul corpo fisico, ma anche su quello emotivo e mentale!
Regalatevi e regalate benessere per Natale... e non solo 😊
Sono pronte le scatoline!





Corsi di Meditazione e Yoga a Ravenna e a Lugo,  tenuti da Cristina Barattoni A PARTIRE DA FEBBRAIO 2026'Psicologia dell...
11/12/2025

Corsi di Meditazione e Yoga a Ravenna e a Lugo, tenuti da Cristina Barattoni A PARTIRE DA FEBBRAIO 2026

'Psicologia dello yoga'
Il corso offre una prospettiva nuova, basata però sulla tradizionale saggezza dello yoga. Durante 12 incontri imparerai a conoscerti meglio e a costruire in positivo la tua vita. Sarai guidato, passo dopo passo, alla scoperta dei meccanismi della tua psiche, per imparare a riconoscere ciò che ti separa dalla felicità.

Programma del corso:
- Tutta la scienza del mondo non basta per capire se stessi
- Che cos’è il subconscio e dove si trova
- Come nasce veramente un trauma
- Come funziona la personalità
- Noi siamo il nostro pensiero
- Impariamo a conoscerci
- Prendiamo contatto con ciò che ci fa soffrire
- Comprendere i propri limiti
- Accettarsi
- Voglio guarire
- La forza di cambiare
- Amare la vita
Il corso ha un costo di 60 € al mese.

“I contenuti dei nostri corsi individuali e di gruppo sono puramente informativi e in nessun modo possono essere intesi come sostitutivi di una consultazione con un professionista sia dal punto di vista medico che psicologico”

È necessario iscriversi all'associazione Atman.






07/12/2025

La saggezza è la scienza dello spirito, come la conoscenza lo è della materia. La conoscenza è separativa ed oggettiva, mentre la saggezza è sintetica e soggettiva. La conoscenza divide,la saggezza unifica.
(Alice A. Bailey)

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....a breve 2 corsi di meditazione 'La psicologia dello yoga' in partenza a Lugo e a Ravenna!!
07/12/2025

....a breve 2 corsi di meditazione 'La psicologia dello yoga' in partenza a Lugo e a Ravenna!!

Generalmente si vive con la convinzione che si debbano sistemare i propri affari materiali prima di accostarsi alla spiritualità. Si dice: «Bisogna prima che abbia una professione, poi mi sposerò e avrò dei figli da allevare, e tutto questo mi terrà occupato per diversi anni, ma in seguito sarò libero e mi dedicherò alla vita spirituale». Non ci si accorge che questo modo di pensare è una trappola abilmente tesa dalla natura inferiore dell'uomo (la sua personalità), che vuole tenerlo il più possibile lontano dalla vera vita.
Se aspettate di aver sistemato tutti i vostri affari per abbracciare la spiritualità, non farete mai niente, poiché gli affari materiali non si sistemano mai: si verificano continuamente imprevisti ai quali si deve rimediare. È dunque necessario entrare nella vita spirituale qualunque sia lo stato dei propri affari materiali. Perché? Perché dando il primo posto alla vita spirituale, si lavora sul mondo delle cause, dunque si preparano condizioni migliori affinché il lato materiale si trovi a poco a poco favorevolmente influenzato.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

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05/12/2025

"Ognuno è responsabile di ciò che accade e ha il potere di decidere che cosa vuole essere.
Quello che siete oggi è il risultato delle vostre decisioni e scelte passate.
Quello che sarete domani sarà il risultato delle vostre azioni di oggi."
(Swami Vivekananda)

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Indirizzo

Lugo
48022

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393358233721

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